Messaggi per Isabelle è su Netflix da oggi, e se hai voglia di una commedia romantica che sa fare il suo mestiere senza vergognarsene, potresti aver trovato quello che cercavi. Non è un film che reinventa il genere, ma è uno di quei casi in cui fare bene le cose già note vale quanto trovarne di nuove.
Jill ha perso la sorella minore, Izzy, malata di fibrosi cistica. Per elaborare il lutto continua a lasciarle messaggi vocali sul telefono, come se lei potesse ancora ascoltarli: racconta le sue giornate, le sue delusioni sentimentali, i suoi pensieri sparsi. Il problema è che quel numero è stato nel frattempo assegnato a Wes, agente immobiliare di Austin con un’agenda piena e poca inclinazione ai sentimenti, che invece di ignorare i messaggi comincia ad ascoltarli tutti. E quando i due si incontrano nella vita reale, lui sa già quasi tutto di lei.
Il riferimento a C’è posta per te (non il programma di Maria de Filippi ma il film del 1998) non è peregrino. Il film è costruito su quella stessa asimmetria di informazioni tra i due protagonisti, con il vantaggio che in Messaggi per Isabelle il contesto emotivo è più denso, perché il filo che lega Jill ai messaggi vocali non è nostalgia ma lutto, e questo dà alla storia una profondità che le rom-com puramente leggere raramente raggiungono. La regista e sceneggiatrice Leah McKendrick riesce a tenere insieme i due piani senza che il dolore schiaccia la commedia né che la commedia trivializzi il dolore, ed è un equilibrio non scontato.
Zoey Deutch è il motore del film. Jill è il tipo di personaggio che potrebbe facilmente scivolare nella protagonista da rom-com generica, invece la Deutch la rende concreta, scomoda, divertente e credibile anche nei momenti più sentimentali. Nick Robinson gestisce bene la parte di Wes, un personaggio che sulla carta è difficile da far funzionare, perché quello che fa non è esattamente simpatico, eppure il film te lo fa perdonare quasi subito. La chimica tra i due funziona, soprattutto negli scambi più leggeri e pungenti. Quando si stuzzicano, la serie dà il meglio: non sembrano battute messe lì solo per far ridere, ma frasi che nascono da due personaggi che si conoscono, si provocano e sanno dove colpirsi.
Nick Offerman e Lukas Gage sono una coppia di cuochi presuntuosi e sessisti che permettono al film di affondare il coltello nella misoginia dell’ambiente della ristorazione con una precisione che funziona meglio di quanto ti aspetti in una commedia romantica. Non è il fulcro della storia, ma è un livello che aggiunge sostanza. Harry Shum Jr. e la stessa McKendrick nei panni della coppia di amici del protagonista sono il tipo di spalla perfetta che nei film di genere spesso manca.
Qualche riserva rimane. Centodiciannove minuti sono un po’ tanti per questo tipo di film, e nella parte centrale il ritmo cede qualcosa. Alcune sottotrame partono bene, ma vengono chiuse troppo in fretta. La sensazione è che la sceneggiatura abbia molte idee, forse più di quante riesca davvero a seguire con calma. Anche il finale arriva alla destinazione giusta, ma nell’ultima parte perde un po’ di ritmo prima di trovare la spinta definitiva.
Ma quando funziona, Messaggi per Isabelle funziona davvero. Sa essere commovente senza diventare stucchevole, sa essere leggero senza perdere di vista quello che sta raccontando, e ha il buon senso di non prendersi troppo sul serio in un genere in cui l’eccessiva seriosità è spesso il peggior nemico di sé stesso.
Una rom-com onesta, ben scritta e ben recitata, con un’idea di partenza che vale la visione.
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La Recensione
Messaggi per Isabelle
Messaggi per Isabelle è una commedia romantica Netflix scritta e diretta da Leah McKendrick, con Zoey Deutch e Nick Robinson. Jill perde la sorella minore e continua a lasciarle messaggi vocali; Wes riceve per errore quei messaggi e li ascolta tutti, poi incontra Jill nella vita reale. Il film sa gestire il lutto e la commedia nello stesso respiro, ha due protagonisti credibili e una sceneggiatura con momenti genuinamente riusciti. Qualche minuto di troppo e qualche sottotrama incompiuta frenano il ritmo, ma il risultato finale è una rom-com che conosce il proprio genere e lo rispetta.
PRO
- Zoey Deutch è in ottima forma e regge il film anche nei passaggi più deboli
- Il punto di partenza emotivo, il lutto elaborato attraverso i messaggi vocali, dà alla storia una profondità rara nel genere
- La chimica tra i due protagonisti funziona e le scene di dialogo sono scritte con cura
CONTRO
- Centodiciannove minuti sono troppi per questo tipo di storia, e la parte centrale rallenta in modo evidente


