Il peggior film di Spider-Man potrebbe essere quello che nessuno ha mai visto. Negli anni Ottanta, molto prima della trilogia di Sam Raimi e dell’universo cinematografico Marvel, la Cannon Films progettò un adattamento nel quale Peter Parker non diventava un supereroe: si trasformava in un enorme ragno umanoide con otto braccia, creato da uno scienziato pazzo per guidare un esercito di mutanti.
Non si trattava di una rilettura coraggiosa del fumetto. I produttori Menahem Golan e Yoram Globus non avevano semplicemente capito chi fosse Spider-Man. Pensavano che il suo nome indicasse una creatura simile all’Uomo Lupo e immaginavano una storia dell’orrore fatta di esperimenti, deformazioni e mostri. Stan Lee intervenne prima che il progetto potesse trasformarsi in uno dei più clamorosi disastri della storia dei cinefumetti.
La Cannon comprò Spider-Man senza conoscerlo
Nel 1985 la Cannon Films acquistò per 225.000 dollari i diritti cinematografici di Spider-Man, ottenendo un’opzione della durata di cinque anni e promettendo alla Marvel anche una percentuale sugli eventuali incassi. Oggi sembra una cifra minuscola, ma il mercato dei supereroi era molto diverso.
La saga di Superman aveva perso slancio dopo il terzo capitolo e Hollywood non considerava ancora i personaggi dei fumetti una garanzia di successo. La Marvel, inoltre, non disponeva di una propria struttura cinematografica e concedeva le sue proprietà nella speranza che qualcuno riuscisse finalmente a portarle sul grande schermo.
La Cannon sembrava una candidata improbabile ma disponibile. Lo studio era conosciuto soprattutto per film d’azione economici, produzioni con Chuck Norris e Charles Bronson, storie di ninja e opere realizzate rapidamente. Golan e Globus vedevano Spider-Man come l’occasione per entrare nel cinema più importante.
Il problema emerse quasi subito: nessuno dei due aveva letto attentamente i fumetti.
Peter Parker sarebbe diventato una tarantola gigante
La prima sceneggiatura venne affidata a Leslie Stevens, creatore della serie The Outer Limits. Alla regia era stato associato Tobe Hooper, autore di Non aprite quella porta e Poltergeist. La scelta diventa comprensibile leggendo la trama immaginata dalla Cannon.
Peter Parker non era uno studente timido appassionato di scienza, ma un fotografo incaricato di realizzare i cartellini identificativi dei dipendenti di un grande laboratorio. Uno scienziato chiamato dottor Zork lo esponeva deliberatamente alle radiazioni, trasformandolo in una creatura mostruosa con otto arti.
Zork voleva che Peter comandasse un esercito di esseri ibridi con cui conquistare il mondo. Il ragazzo conservava però una parte della propria umanità, si ribellava al suo creatore e affrontava gli altri mutanti in una battaglia finale. Spider-Man sarebbe stato quindi una specie di mostro tragico, più vicino a una creatura da film dell’orrore che al giovane eroe ideato da Stan Lee e Steve Ditko.
Mancavano gli elementi fondamentali del personaggio: il morso del ragno, il costume, la vita scolastica, zio Ben e soprattutto il principio secondo cui da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Stan Lee respinse l’idea e convinse i produttori a ripartire dai fumetti. Hooper lasciò il progetto, che abbandonò l’impostazione mostruosa per diventare un film di supereroi più riconoscibile.
Tom Cruise poteva diventare Spider-Man
La Cannon affidò la nuova versione a Joseph Zito, regista di Venerdì 13 – Capitolo finale, Missing in Action e Invasion U.S.A.. La sceneggiatura scritta da Ted Newsom e John Brancato riportava Peter Parker verso una storia più tradizionale e introduceva Doctor Octopus come avversario principale.
Il cattivo avrebbe tentato di impadronirsi di New York, costringendo Spider-Man ad accettare il proprio ruolo di eroe. Lo studio arrivò persino a realizzare un breve filmato promozionale per cercare finanziatori e distributori prima dell’inizio delle riprese.
Tra i nomi valutati comparivano attori oggi difficili da associare a quei personaggi. Tom Cruise fu preso in considerazione per Peter Parker, Bob Hoskins per Doctor Octopus e Lauren Bacall per zia May. Stan Lee avrebbe voluto interpretare personalmente J. Jonah Jameson, il direttore del Daily Bugle.
La parte di Spider-Man sembrava poi destinata a Scott Leva, stuntman e modello che aveva già indossato il costume dell’eroe per eventi promozionali e fotografie. Leva era apparso vestito da Spider-Man anche sulla copertina del numero 262 di The Amazing Spider-Man, perciò la scelta avrebbe avuto almeno un legame concreto con il mondo dei fumetti.
Un budget importante diventò improvvisamente minuscolo
La versione diretta da Zito avrebbe dovuto disporre di circa 15 o 20 milioni di dollari, una somma notevole per la Cannon. L’uscita era stata ipotizzata per il periodo natalizio del 1986.
Lo studio, però, stava entrando in una crisi economica profonda. Golan e Globus investirono in produzioni più costose come Masters of the Universe e Superman IV, ma entrambi i film si rivelarono deludenti e contribuirono ad aggravare la situazione finanziaria.
Il budget di Spider-Man venne progressivamente ridotto. Zito abbandonò il progetto dopo aver spiegato che non sarebbe stato possibile realizzare gli effetti previsti con il denaro rimasto. Cannon aveva già speso circa 1,5 milioni tra sceneggiature, progetti e materiali preparatori, ma non riusciva più a sostenere il film.
Albert Pyun voleva girarlo insieme a Masters of the Universe 2
La regia passò brevemente ad Albert Pyun, futuro autore del discusso Captain America del 1990. Il suo piano era economico e piuttosto folle: girare Spider-Man e il seguito di Masters of the Universe quasi contemporaneamente, utilizzando gli stessi set.
Pyun avrebbe realizzato prima le scene con Peter Parker ancora privo dei poteri. La produzione di Spider-Man si sarebbe poi fermata per consentire all’attore protagonista di sviluppare un fisico più muscoloso. Durante quella pausa, il regista avrebbe completato Masters of the Universe 2, per poi tornare al cinefumetto.
Nessuno dei due progetti arrivò sul set. La Cannon perse i relativi diritti e Pyun riutilizzò parte delle scenografie già costruite per Cyborg, il film d’azione con Jean-Claude Van Damme uscito nel 1989.
Spider-Man rimase bloccato tra cause e diritti contesi
Il fallimento della Cannon non chiuse la vicenda. Golan continuò a cercare di produrre Spider-Man, mentre i diritti passarono attraverso accordi con Carolco, MGM, Sony e altre società. Anche James Cameron sviluppò negli anni Novanta una propria versione, mai realizzata.
Le dispute legali diventarono talmente intricate che per anni nessuno riuscì a stabilire con semplicità chi potesse produrre e distribuire il film. Golan citò in giudizio Carolco sostenendo che gli fosse stato negato il credito da produttore; seguirono altre cause, fallimenti e accordi separati per il cinema, la televisione e l’home video.
Spider-Man arrivò finalmente al cinema nel 2002 grazie a Sam Raimi e Tobey Maguire. Quel film mostrò quanto il personaggio potesse funzionare rispettandone l’identità, i conflitti e l’ironia.
La versione della Cannon resta invece una delle più incredibili occasioni mancate di Hollywood. Forse un film dell’orrore diretto da Tobe Hooper avrebbe sviluppato un fascino bizzarro con il passare degli anni. Molto più probabilmente avremmo assistito a una deformazione irriconoscibile di Peter Parker, ricordata ancora oggi come il peggior film di Spider-Man mai prodotto.
La fortuna dei fan è che non venne prodotto affatto.
Avresti voluto vedere Peter Parker trasformato in un mostro con otto braccia oppure pensi che Stan Lee abbia salvato Spider-Man da un disastro? Scrivilo nei commenti.


