NOW e Sky credono tantissimo nella storia degli 883, e basta guardare come stanno trattando il ritorno di Max Pezzali e Mauro Repetto per capirlo. Dopo il successo enorme di Hanno ucciso l’Uomo Ragno, la serie torna con una seconda e ultima stagione intitolata Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, pronta a raccontare il momento più delicato della carriera del duo: quello in cui il sogno si realizza, ma proprio per questo comincia anche a rompersi.
La data da segnare è 9 ottobre 2026.
Quel giorno arriveranno i primi due episodi su Sky e in streaming solo su NOW, poi la serie proseguirà con un episodio ogni venerdì. In totale saranno otto puntate.
La prima stagione aveva raccontato la nascita degli 883, due ragazzi di provincia apparentemente destinati a restare lontanissimi dal successo e che invece riescono a trasformare intuizioni, amicizia e canzoni semplicissime in qualcosa che parla a un’intera generazione.
La seconda parte cambia completamente tono.
Max e Mauro non devono più chiedersi se riusciranno a diventare famosi.
Lo sono già.
Il 1993 è l’anno di Nord Sud Ovest Est, l’album che consacra definitivamente gli 883. Arrivano concerti, interviste, viaggi, occasioni sempre più grandi. La provincia si allontana e davanti a loro compare improvvisamente un mondo che fino a poco tempo prima sembrava irraggiungibile.
Solo che il successo non risolve tutti i problemi.
Anzi, ne crea di nuovi.
Elia Nuzzolo torna nei panni di Max Pezzali, mentre Matteo Oscar Giuggioli interpreta ancora Mauro Repetto. È proprio il loro rapporto a diventare ancora più importante nella nuova stagione.
Sydney Sibilia, creatore della serie, ha spiegato che l’idea era fin dall’inizio quella di raccontare due ragazzi capaci di raggiungere il proprio sogno e scoprire che gestire ciò che hai conquistato può essere persino più difficile che ottenerlo.
Max e Mauro iniziano a guardare il futuro in maniera diversa.
Max sembra sempre più attratto dalla musica, dal palco e dalle opportunità che si stanno aprendo davanti agli 883.
Mauro invece comincia a sentirsi fuori posto.
Giuggioli lo ha descritto come una persona che, nonostante il successo, non si sente abbastanza. Ed è probabilmente uno degli aspetti più affascinanti della seconda stagione: raccontare qualcuno che ottiene esattamente ciò che desiderava e, invece di sentirsi finalmente felice, comincia a chiedersi se quella vita sia veramente la sua.
La separazione degli 883 è nota.
Mauro Repetto lascia il gruppo e parte per gli Stati Uniti, mentre Max Pezzali continua con il nome 883.
Ma la serie non sembra interessata soltanto a raccontare “come è successo”.
Vuole soprattutto capire perché due amici che avevano costruito insieme un sogno iniziano a desiderare cose differenti.
Sibilia ha ricordato anche un dettaglio curioso: all’epoca non ci fu una grande dichiarazione ufficiale sulla fine del duo. Non esistevano social sui quali pubblicare un comunicato preparato dagli uffici stampa.
A un certo punto Max continuava semplicemente a cantare e il ragazzo biondo che ballava accanto a lui non c’era più.
Quel vuoto ha creato negli anni una specie di leggenda.
Ed è proprio dentro quello spazio che la serie prova a entrare.
NOW e Sky hanno parecchi motivi per puntarci tanto.
La prima stagione è stata una delle Sky Original di maggior successo degli ultimi anni. A una settimana dal debutto, i primi due episodi avevano già raggiunto circa 1,3 milioni di spettatori medi, diventando il miglior esordio per una nuova serie Sky Original degli ultimi otto anni. Alla fine della programmazione, gli stessi episodi avevano superato i 2 milioni di spettatori medi.
Numeri molto importanti per una produzione pay.
Il successo non è arrivato soltanto dagli ascolti. Hanno ucciso l’Uomo Ragno ha generato un’enorme quantità di conversazioni sui social, ha fatto conoscere Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli a un pubblico molto più ampio e ha riacceso ancora una volta l’interesse attorno alla musica degli 883.
Per lanciare Nord Sud Ovest Est, Sky ha organizzato anche un evento immersivo a Milano dedicato agli anni Novanta, trasformando La Pelota di Brera in un percorso tra Pavia, Los Angeles e l’immaginario della band.
Insomma, non sembra affatto una serie trattata come una semplice seconda stagione da mandare in catalogo.
C’è una vera operazione attorno al ritorno degli 883.
Ed è comprensibile.
La forza di questa storia non è soltanto la nostalgia.
Certo, ci sono i motorini, le sale giochi, le cassette, i locali, le canzoni che praticamente chiunque abbia vissuto quegli anni sa ancora cantare.
Ma sotto c’è qualcosa di molto più universale.
Due amici sognano insieme.
Ce la fanno.
Poi scoprono che arrivare nello stesso posto non significa necessariamente voler continuare sulla stessa strada.
Ed è proprio questo che rende interessante la seconda stagione anche per chi conosce già perfettamente come finirà.
Voi avevate visto Hanno ucciso l’Uomo Ragno? Vi era piaciuta la prima stagione oppure tutto questo entusiasmo attorno alla serie vi sembra eccessivo? E soprattutto: guarderete Nord Sud Ovest Est dal 9 ottobre su Sky e NOW? Scrivetecelo nei commenti.


