Office Romance è disponibile su Netflix dal 5 giugno 2026, e in pochi giorni è già tra i titoli più visti della piattaforma in Italia. La storia è quella di Jackie Cruz, CEO di una compagnia aerea, donna potente, inflessibile, temuta dai suoi dipendenti, che si innamora in segreto del nuovo avvocato aziendale appena arrivato dall’Inghilterra. Una commedia romantica con tutti gli ingredienti classici del genere, una coppia di protagonisti con una chimica evidente e un’origine molto meno convenzionale di quanto sembri, perché la storia di come questo film è arrivato allo schermo parte da un viaggio in treno e da un’idea fissa: fare un film con Jennifer Lopez.
Il treno, l’idea e Roy Kent
Brett Goldstein per milioni di spettatori è Roy Kent, il calciatore scorbutico e innamoratissimo di Ted Lasso, il personaggio grazie al quale ha vinto due Emmy Awards e conquistato un pubblico globale che difficilmente lo avrebbe immaginato nel ruolo del protagonista di una commedia romantica. Eppure è esattamente quello che è successo, e tutto è partito da un pomeriggio su un treno tra Manchester e Londra.
Era durante la lavorazione della terza stagione di Ted Lasso quando Goldstein e il co-sceneggiatore Joe Kelly si ritrovarono a parlare di cosa avrebbero voluto scrivere dopo. L’idea prese forma nel corso di quel viaggio: una commedia romantica ambientata in un ufficio, con una protagonista femminile al vertice di un’azienda, una politica di non fraternizzazione che vieta ai dipendenti di avere relazioni tra loro, e un avvocato britannico appena assunto che mette tutto in discussione. Fin dall’inizio, racconta Goldstein, il personaggio della CEO aveva un solo volto possibile: quello di Jennifer Lopez.
Non fu quindi il classico percorso in cui prima si scrive una sceneggiatura e poi si cerca l’attrice giusta. Goldstein costruì il personaggio di Jackie Cruz intorno a quello che Lopez sa fare, alla sua presenza scenica, al modo in cui riesce a essere autorevole e vulnerabile nella stessa scena senza che i due registri si contraddicano. Quando il progetto arrivò a Lopez, la storia era già cucita intorno a lei con una precisione che rese la scelta molto semplice.
Jennifer Lopez e il ritorno a casa
Per capire perché Office Romance è un film importante nella carriera di Lopez, conviene ricordare da dove viene. Nei primi anni Duemila era la regina indiscussa della commedia romantica americana: Prima o poi mi sposo, Un amore a cinque stelle, Quel mostro di suocera, titoli che avevano fatto di lei uno dei volti più amati del genere in tutto il mondo. Poi qualcosa cambiò, i film si fecero più radi, quelli romantici quasi scomparvero, e Lopez si dedicò ad altro tra musica, spettacoli e una vita privata che ha spesso occupato più spazio nelle notizie dei suoi lavori cinematografici.
Marry Me, uscito nel 2022, fu un tentativo di ritorno al genere, apprezzato dal pubblico ma non abbastanza da segnare una vera svolta. Office Romance ha ambizioni diverse, a cominciare dal fatto che il personaggio di Jackie non è la solita protagonista da commedia romantica: non è una sognatrice alla ricerca dell’amore, non è una donna insicura che deve trovare fiducia in sé stessa. È una CEO che ha già tutto quello che voleva professionalmente, che ha costruito il proprio potere con anni di lavoro, e che non aveva previsto che un avvocato inglese potesse scombinare le sue certezze. Una protagonista adulta, in altri termini, scritta per un’attrice che ha cinquantasei anni e la statura per portarla sullo schermo senza che sembri una concessione alla maturità.
Ol Parker alla regia: da ABBA a J-Lo
A dirigere il film è Ol Parker, regista britannico che nel panorama della commedia romantica contemporanea ha un curriculum piuttosto preciso. Nel 2018 firmò Mamma Mia! Ci risiamo, il sequel del musical campione d’incassi con le canzoni degli ABBA, riuscendo nella difficile impresa di costruire un seguito all’altezza dell’originale senza copiarne semplicemente la formula. Nel 2022 diresse Ticket to Paradise, la commedia che rimise insieme George Clooney e Julia Roberts per la prima volta in vent’anni, con un risultato che il pubblico apprezzò molto più della critica.
Parker ha dichiarato di aver percepito l’intesa tra Lopez e Goldstein fin dal loro primo incontro informale, prima ancora che le riprese cominciassero: una chimica naturale che secondo lui non si costruisce sul set ma si porta già, e che il lavoro della produzione consiste semmai nel non rovinare. Nella storia del cinema romantico, le coppie che funzionano davvero sono quelle in cui i due protagonisti sembrano divertirsi anche quando recitano di odiarsi, e dai materiali disponibili quella tra Lopez e Goldstein sembra proprio il tipo di dinamica a cui Parker stava pensando.
Goldstein che non credeva ai propri occhi
C’è una dichiarazione di Goldstein rilasciata durante le riprese che dice qualcosa di genuino sul modo in cui il film è stato vissuto da dentro. «Ogni giorno vengo sul set a girare una commedia romantica con Jennifer Lopez e questo cast incredibile», disse, «e mi aspetto che qualcuno salti fuori e mi dica che è uno scherzo.» Una frase che fa sorridere, ma che racconta anche qualcosa di concreto: Goldstein viene dalla televisione, da un personaggio secondario diventato popolarissimo per ragioni che lui stesso non aveva del tutto previsto, e ritrovarsi protagonista di un film costruito intorno alla propria presenza scenica è una posizione nuova che evidentemente non digeriva senza una certa meraviglia.
Edward James Olmos e il ritorno dopo trent’anni
Tra le curiosità del cast ce n’è una che i fan di Lopez di lunga data riconosceranno subito. Nel film Edward James Olmos interpreta il padre di Jackie, il fondatore della compagnia aerea di cui lei ha preso le redini. L’ultima volta che Olmos aveva recitato accanto a Lopez era nel 1997, nel biopic Selena, in cui lei interpretava la cantante texana Selena Quintanilla e lui il padre Abraham. Quasi trent’anni tra le due collaborazioni, stesso rapporto padre-figlia sullo schermo: una continuità che ha qualcosa di affettuoso, anche se i due personaggi non hanno naturalmente nulla in comune.
Un cast che sembra una riunione di serie tv amate
Una delle caratteristiche più singolari di Office Romance è la composizione del cast secondario, che somiglia a una raccolta ragionata di volti amati dal pubblico delle serie tv degli ultimi vent’anni. Tony Hale, che il pubblico italiano conosce da Arrested Development e Veep, è George, uno dei collaboratori di Jackie. Bradley Whitford, il presidente Bartlet di West Wing, ha un ruolo nel film che gli permette anche una scena comica con un burrito. Betty Gilpin, vista in GLOW, è Sydney, la migliore amica della protagonista. Rick Hoffman, il Louis Litt di Suits, compare tra i dirigenti aziendali. Jodie Whittaker, la prima donna ad aver interpretato il Dottore in Doctor Who, è Lizzy.
A questi si aggiungono Amy Sedaris, Mary Wiseman di Star Trek: Discovery e una serie di altri volti che chi ha seguito le serie televisive americane degli ultimi anni incontrerà con la familiarità di chi rivede una faccia conosciuta in un posto inaspettato. Non è una scelta casuale: Parker e Goldstein hanno costruito un ensemble in cui il pubblico non è mai a corto di qualcosa o qualcuno da riconoscere, il che crea un senso di comfort che nelle commedie romantiche funziona meglio di qualsiasi effetto speciale.
Perché vale la pena guardarlo
Office Romance non reinventa la commedia romantica e probabilmente non ci prova nemmeno. Goldstein ha scritto una storia che conosce le proprie regole di genere e le applica con il mestiere di chi ha già dimostrato di saper bilanciare emozione e ironia in Ted Lasso, adattando quello stesso registro a un formato cinematografico e a una protagonista di statura diversa rispetto ai personaggi della serie. Lopez porta in scena una donna che non chiede scusa per quello che è, e il film le dà lo spazio per farlo senza doverla ammorbidire per renderla simpatica.
Alla regia c’è qualcuno che sa come costruire una commedia romantica senza che sembri artigianato di serie. Sullo schermo ci sono due persone che sembrano trovarsi bene insieme. Attorno a loro un cast che da solo vale il tempo della visione.
Hai già visto Office Romance, e se sì: ti ha convinto più Lopez o Goldstein?


