Recensione Velvet Buzzsaw – L’arte, l’essenza e il profitto

toni collette scena del film

Scheda del Film Velvet Buzzsaw:

Trailer di Velvet Buzzsaw in Italiano

Recensione del film Velvet Buzzsaw

Cosa succede quando il volere di un artista deceduto viene ignorato, quando l’arte sopravvive al suo creatore e a chi ne vuole trarre profitto?

Il film diretto da Dan Girloy, aggiunto al catalogo streaming Netflix da pochissimi giorni, ha già suscitato l’interesse e la curiosità di molti utenti. Perché? Senza dubbio per l’originale elaborazione degli elementi del cinema horror, il richiamo all’arte classica in una Los Angeles lanciatissima nel mondo contemporaneo, il soggetto protagonista e il misterioso e sinistro omicida che prende le sue vittime per renderle parte integrante dei quadri o delle opere artistiche.

Quadro di Vetril Dease in Velvet Buzzsaw

Velvet Buzzsaw raccoglie tutti gli elementi di un classico horror, ma con una stesura narrativa per niente scontata. I personaggi sono delineati nel dettaglio, e ognuno di loro ha una personalità rilevante e di spicco.

Il film è ambientato a Los Angeles, in una famosa galleria d’arte contemporanea, è qui che si sviluppano la maggior parte degli intrecci tra i diversi topic del film.

L’horror gotico in Velvet Buzzsaw

Il critico d’arte, interpretato da Jake Gyllenhaal (Morf), è il primo a fare un passo indietro e a capire che portando avanti la vendita dei quadri di Dease, il misterioso e sinistro potere omicida, derivante appunto dall’artista maledetto, metterebbe fine alla vita di chi vuol trarne profitto.

Il filone horror gotico lascia delle impronte nello sviluppo di Velvet Buzzsaw; la narrazione ricorda The Ring (chi guarda la videocasetta riceve una telefonata che anticipa la sua morte).

Tutti i personaggi, per un tornaconto personale, ignorano la richiesta del defunto, andando così incontro ad un destino nefasto.

L’essenza dell’arte nella narrazione

John Malkovich (Piers) in Velvet Buzzsaw

Altro aspetto sottolineato nel film è l’essenza dell’arte. Le esposizioni nella galleria di Los Angeles includono anche i lavori di Pierce, interpretato da John Malkovich, un artista che ha creato le sue opere migliori nel periodo in cui aveva problemi di alcolismo, e persa l’ispirazione, si richiudeva in uno stato di blocco mentale.

Tra i personaggi interessati al potere, al successo, risucchiati nel vortice dei quadri di Dease, Pierce è il solo a mantenere l’idea che l’essenza dell’arte non può essere messa a disposizione del business. L’arte è prima di tutto per se stessi. L’arte è arte.

La narrazione scorre velocemente, tra un personaggio e l’altro, come lo sfogliare delle pagine di un copione. Gli elementi si susseguono, trasportando lo spettatore in una visione fluida e luminosa.

Jake Gyllenhaal, Zawe Ashton, Dan Gilroy al Sundance Festival

Velvet Buzzsaw ha degli spunti notevoli per rielaborare il genere e portare sul grande schermo una sceneggiatura originale e autentica, nonostante richiami molto il filone di Final Destination e The Ring.

La Recensione

Velvet Buzzsaw

8 Voto

Notevole ed originale, Velvet Buzzsaw ha la chiave giusta per rielaborare il thriller-horror.

PRO

  • Velocità della narrazione

CONTRO

  • Lascia poco spazio alla suspance

Recensione

  • Voto Globale 8
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