Dicembre 2025 sarà un mese importante per gli appassionati di cinema storico. Eagle Pictures porterà infatti nelle sale italiane dal 18 dicembre “Norimberga”, il nuovo film diretto da James Vanderbilt con un cast stellare che include i premi Oscar Russell Crowe e Rami Malek, affiancati da Michael Shannon. Il film, che ha già entusiasmato la critica internazionale ricevendo una standing ovation di quattro minuti al Toronto Film Festival, racconta una delle pagine più importanti e tragiche della storia moderna.
Il duello psicologico tra uno psichiatra e un criminale di guerra
All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley (interpretato da Rami Malek), psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring (Russell Crowe), il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti.
Allo stesso tempo, gli Alleati guidati dal giudice Robert H. Jackson (Michael Shannon) affrontano l’impresa titanica di istituire un tribunale internazionale per far sì che il regime nazista risponda dei propri crimini di fronte alla storia. Nel silenzio delle celle, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring, uomo carismatico e manipolatore. Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini, erano pazzi o semplicemente malvagi?
Il libro che ha ispirato il film
Il film è tratto dal libro del 2013 “The Nazi and the Psychiatrist” di Jack El-Hai, un giornalista che ha dedicato anni di ricerca a questa storia straordinaria. El-Hai ha avuto accesso esclusivo ai documenti privati, alle lettere e ai diari clinici di Douglas Kelley, forniti dal figlio maggiore dello psichiatra.
Il libro racconta come nel 1945, dopo la cattura alla fine della Seconda guerra mondiale, Hermann Göring arrivò in un centro di detenzione americano nel Lussemburgo devastato dalla guerra, accompagnato da sedici valigie e una scatola per cappelli rossa. Le valigie contenevano medaglie, gemme, due tagliasigari, biancheria intima di seta, una borsa dell’acqua calda e l’equivalente di un milione in contanti. Nascosto in una lattina di caffè, un set di fiale di ottone conteneva capsule di vetro con un liquido chiaro e un precipitato bianco: cianuro di potassio.
La pericolosa ricerca della verità
L’esercito americano inviò l’ambizioso psichiatra dell’esercito, capitano Douglas M. Kelley, per supervisionare e valutare i detenuti nazisti. Per Kelley era l’opportunità professionale della vita: scoprire una caratteristica distintiva tra questi arch-criminali che li avrebbe contrassegnati come psicologicamente diversi dal resto dell’umanità.
Ma la ricerca di Kelley divenne pericolosa perché, contrariamente a tutte le sue aspettative, iniziò ad apprezzare e comprendere alcuni dei prigionieri nazisti, nessuno più del Reichsmarschall Hermann Göring. Il male aveva il suo fascino. Kelley riconobbe che Göring era senza dubbio la personalità più straordinaria della prigione: intelligente, ben sviluppato mentalmente, ben formato, con un corpo enorme e potente.
Ma Kelley non era cieco al lato oscuro di Göring. L’ex Reichsmarschall mostrava spietatezza, narcisismo e un disprezzo glaciale per chiunque al di fuori della sua ristretta cerchia di famiglia e amici. Quella combinazione di caratteristiche presente in Göring (l’ammirevole e il sinistro) aumentò l’interesse di Kelley per il prigioniero.
La conclusione scioccante
La conclusione più inquietante delle ricerche di Kelley fu che non esisteva una “mentalità nazista” distintiva. I leader nazisti non erano diversi da chiunque altro. Erano amorali e egoisti, trascorrevano le loro giornate lavorative “dietro grandi scrivanie, decidendo grandi affari come uomini d’affari, politici e criminali”. Kelley sosteneva che chiunque in una posizione di potere potrebbe potenzialmente commettere lo stesso tipo di male.
Questa ossessione per comprendere la natura del male avrebbe avuto conseguenze tragiche per Kelley stesso. Anni dopo il processo, lo psichiatra si suicidò usando cianuro, lo stesso metodo scelto da Göring per sfuggire alla giustizia.
Un film più attuale che mai
La critica internazionale ha sottolineato come “Norimberga” sia incredibilmente rilevante per il presente. Il recensore di Deadline, Pete Hammond, ha scritto che tutti i leader mondiali dovrebbero vedere questo film. Il soggetto è affascinante e racconta una storia urgentemente importante che non era mai stata raccontata prima sullo schermo in questo modo.
Con una durata di 2 ore e 28 minuti, il film promette di essere uno dei titoli più importanti della stagione cinematografica, unendo un cast eccezionale a una storia che continua a interrogarci sulla natura del male e sulla responsabilità umana.
E tu cosa ne pensi? Sei interessato a vedere questo film sul processo di Norimberga? Facci sapere la tua opinione nei commenti!


