Alla fine del primo episodio di DTF St. Louis sembrava tutto abbastanza chiaro: Clark (Jason Bateman) stava tradendo il suo migliore amico Floyd (David Harbour) con la moglie di quest’ultimo, Carol (Linda Cardellini), Floyd era morto in circostanze sospette, e Clark era il principale indiziato. Una storia di tradimento, amicizia e crisi di mezza età che sembrava seguire binari già conosciuti. Poi è arrivato il secondo episodio e ha rimescolato tutto.
Il secondo episodio si intitola “Snag It” ed è andato in onda su HBO Max il 9 marzo. È più denso, più scomodo e decisamente più divertente del primo, con una scena finale che lascia tutto in sospeso e sposta i sospetti in una direzione che nessuno si aspettava.
Buona parte dell’episodio si svolge durante l’interrogatorio di Clark da parte del detective Homer (Richard Jenkins). Clark deve raccontare nei dettagli la sua relazione con Carol, la moglie del suo migliore amico appena morto. Non è una conversazione piacevole per nessuno dei due, ma per ragioni molto diverse.
Homer vuole sapere tutto. Clark, invece, vorrebbe raccontare il minimo indispensabile, soprattutto quando l’interrogatorio si avvicina pericolosamente alle loro sessioni “particolari” in un motel locale. Le due volontà opposte creano una delle scene più riuscite della serie: Clark che cerca di spiegare senza spiegare davvero, Homer che aspetta paziente con la faccia di chi ha già sentito tutto nella vita. Richard Jenkins con lo sguardo fisso e Jason Bateman che si dimena sulla sedia sono una combinazione che funziona perfettamente.
Nel mezzo di tutto questo, l’episodio ricostruisce come Clark e Carol si sono conosciuti per la prima volta. Siamo a una festa di cornhole organizzata da Floyd, il gioco da giardino tipicamente americano che probabilmente nessuno conosce in Italia ma che qui fa da sfondo perfetto a una situazione assurda. Carol inizia a flirtare con Clark in modo tutt’altro che sottile, e lui, preso alla sprovvista e probabilmente in preda al panico, inventa di gestire una società di demolizione subacquea al largo del Canada. Non si ferma lì. Aggiunge anche: “Mi chiamano il Bang Master, in realtà ”.
È una bugia talmente inutile e grottesca da essere esilarante. David Harbour ha raccontato in un’intervista che non riesce a guardare quella scena senza scoppiare a ridere. E si capisce benissimo perché.
Clark rischia la pena di morte
Mentre l’interrogatorio va avanti, Clark riceve una notizia che trasforma la situazione da complicata a terrificante: come sospettato nell’omicidio di Floyd, rischia la pena di morte. Non è più una questione di reputazione o di scandalo privato. È una questione di vita o di morte, nel senso più letterale possibile.
L’unica persona che sembra credere alla sua versione dei fatti è Jodie Plumb (Joy Sunday), la partner non ufficiale del detective Homer per i crimini speciali. Jodie ha un dubbio preciso: l’alibi di Carol non le torna. Qualcosa non quadra nella storia che Carol ha raccontato sull’inizio della loro relazione con Clark, e Jodie lo sente.
La bugia che cambia le cose
Ed è qui che l’episodio dà il colpo finale. Gli ultimi minuti di “Snag It” confermano quello che Jodie sospettava: Carol ha mentito. L’incontro al Jamba Juice, quello che lei aveva descritto come casuale e fortuito, non era affatto casuale. Carol sapeva esattamente quello che stava facendo, e probabilmente lo sapeva da molto prima di quanto Clark abbia mai immaginato.
Questa rivelazione cambia la prospettiva su tutto. Se Carol ha mentito su come è iniziata la relazione, cosa altro ha tenuto nascosto? Stava davvero cercando solo una via di fuga da un matrimonio infelice, oppure c’era qualcosa di più calcolato dietro ogni sua mossa? Il creatore della serie Steve Conrad ha spiegato il tema in modo molto preciso: quando dai i tuoi segreti più intimi a qualcuno, quella persona acquisisce un potere su di te. Clark ha dato a Carol i suoi segreti. E adesso Carol ha qualcosa che lui non può recuperare.
La domanda che resta aperta dopo il secondo episodio non è più “Clark ha ucciso Floyd?”. La domanda è diventata un’altra: chi è davvero Carol?
Perché DTF St. Louis funziona
La serie è creata da Steve Conrad, lo stesso autore di Patriot, una delle dark comedy più originali degli ultimi anni. Lo stesso gusto per il grottesco, la stessa capacità di far ridere e mettere a disagio allo stesso tempo, la stessa attenzione per i dettagli assurdi della vita ordinaria. Con un cast che unisce Jason Bateman, David Harbour, Linda Cardellini e Richard Jenkins, il materiale umano a disposizione è straordinario.
La serie ha raggiunto l’86% su Rotten Tomatoes ed è disponibile su HBO Max con un nuovo episodio ogni settimana. Sette episodi in totale, e dopo due puntate è già chiaro che il colpevole non sarà chi pensavi.
Hai già visto il secondo episodio? Pensi che Carol sapesse tutto dall’inizio oppure stai ancora difendendo Clark? Scrivilo nei commenti.


