ATTENZIONE SPOILER: da questo momento parleremo apertamente del finale di Lanterns e del vero ruolo di Noah Macon.
Il finale di Lanterns non si limita a chiudere il mistero attorno alla morte di Hal Jordan. Conferma anche una delle teorie più forti circolate tra i fan nel corso della stagione: Noah Macon è davvero un Manhunter.
La sorpresa, però, non sta soltanto nella conferma.
Sta nel fatto che Noah non sembra affatto prigioniero della natura violenta della razza a cui appartiene.
Ed è proprio questo dettaglio a renderlo uno dei personaggi più interessanti lasciati in eredità dalla prima stagione.
Fin dall’inizio della serie, i Manhunter vengono presentati come una minaccia enorme. Sono esseri sintetici creati in passato dai Guardiani dell’Universo per mantenere l’ordine, ma il loro modo di applicare la giustizia era diventato così brutale da portarli a sterminare interi pianeti.
Per questo Hal Jordan li considera pericolosissimi.
La serie ci aveva poi rivelato che Zoe Macon, la nonna di Noah, era una Manhunter e apparentemente l’ultima della sua specie.
A quel punto era quasi inevitabile iniziare a guardare Noah con sospetto.
Gli indizi c’erano.
Nel quinto episodio, poco prima dell’arrivo di Antaan a Rushville, Zoe dice a Noah bambino:
«Qualunque cosa succeda, non dimenticare tutto quello che ti ho detto.»
Una frase che già allora sembrava troppo importante per essere casuale.
Poco dopo, Kerry Kane dice ad Hal qualcosa di ancora più significativo parlando di Zoe:
«Tu non potrai mai capire cosa mi ha dato… un miracolo.»
Molti spettatori avevano quindi ipotizzato che Zoe avesse utilizzato la propria tecnologia per rendere possibile la nascita di Noah.
Il finale conferma quella teoria.
Noah è un Manhunter. Completamente.
Ma non nel modo in cui molti si aspettavano.
Noah non è il classico Manhunter
Dopo la morte di Zoe, uccisa da John Stewart, sarebbe stato facile trasformare Noah nel nuovo grande antagonista.
Avrebbe avuto motivazioni forti.
Avrebbe avuto il potere.
Avrebbe avuto anche un motivo personale per odiare le Lanterne.
La serie sceglie invece una strada più interessante.
Noah ha una coscienza.
Lo capiamo durante l’interrogatorio di Sinestro, mentre John Stewart prova a ricostruire ciò che è successo.
A un certo punto viene fuori che Noah avrebbe potuto attaccare Guy Gardner, prendere il suo anello e aumentare enormemente il proprio potere.
Non lo ha fatto.
L’Halogram lo capisce immediatamente e osserva:
«Ha una coscienza. E questa cosa ti fa arrabbiare.»
È una frase importante perché riassume uno dei temi centrali della serie.
Siamo ciò per cui siamo stati programmati oppure possiamo scegliere di essere altro?
Per Noah la domanda è letterale.
È un essere sintetico appartenente a una razza progettata per imporre un certo tipo di giustizia e poi diventata incontrollabile.
Eppure le sue azioni mostrano qualcosa di diverso.
Noah ha salvato Hal Jordan
Il dettaglio più importante arriva attraverso un flashback.
Dopo il ritorno di Hal a Rushville, la sua casa viene data alle fiamme.
Hal rischia di morire.
Ed è proprio Noah a salvarlo.
Non solo.
Utilizza la tecnologia dei Manhunter per rigenerare il corpo di Hal e mantenerlo in vita.
È praticamente l’opposto di ciò che ci si aspetterebbe da qualcuno destinato a diventare un assassino.
John Stewart glielo dice chiaramente durante un viaggio in auto.
Dopo che Noah ricorda di aver salvato Hal, John gli fa notare:
«È l’opposto della tua programmazione. Quindi non ne sei prigioniero.»
La frase sembra offrire una speranza.
Ma Noah non è altrettanto convinto.
Anzi.
Arriva a chiedere a John di ucciderlo.
Perché?
Perché ha paura di ciò che potrebbe diventare.
Noah sa cosa sono stati i Manhunter.
Sa di appartenere alla stessa specie.
E teme che prima o poi quella natura possa prendere il sopravvento.
Il rapporto con John Stewart potrebbe diventare importantissimo
È proprio questa paura a preparare uno dei rapporti più interessanti per il futuro del DC Universe.
John scopre anche che Noah non ha ucciso Hal.
La sua confessione era una bugia.
Stava proteggendo sua madre, Kerry Kane, che è la vera responsabile della morte di Hal.
Dopo aver affrontato Kerry, John le racconta ciò che Noah ha fatto per lei.
«Lo hai cresciuto bene.»
Poi aggiunge:
«Ha paura di ciò che potrebbe diventare.»
Kerry gli chiede cosa succederebbe se un giorno Noah cedesse ai suoi peggiori istinti.
La risposta di John è semplice:
«Allora il mondo avrà bisogno di qualcuno capace di fermarlo.»
Quel qualcuno, naturalmente, è lui.
Alla fine della stagione John Stewart diventa infatti la Lanterna Verde della Terra.
La serie lascia quindi Noah vivo.
Non perché John si fidi completamente di lui.
Ma perché decide di concedergli una possibilità.
Una scelta che dice molto anche sullo stesso John.
Avrebbe potuto eliminare una possibile minaccia prima che diventasse incontrollabile.
Non lo fa.
Sceglie di credere che Noah possa essere qualcosa di diverso dalla propria programmazione.
Noah sarà un alleato o un futuro villain?
È questa la domanda che rimane aperta.
Il finale mette Noah in una posizione molto particolare.
Può diventare un alleato.
Può diventare un personaggio tragico.
Oppure potrebbe trasformarsi in una delle minacce più pericolose del nuovo DC Universe.
La sua natura resta quella di un Manhunter.
Il potere c’è.
Il passato della sua specie pure.
Ma per ora la serie ci dice che Noah può scegliere.
E proprio per questo il rapporto con John Stewart promette di essere molto più interessante di un semplice scontro tra eroe e cattivo.
John dovrà probabilmente osservarlo.
Noah dovrà capire se può fidarsi di sé stesso.
E lo spettatore resterà con il dubbio.
Forse è proprio questa la parte più riuscita della rivelazione.
La serie avrebbe potuto dire: “Noah è un Manhunter, quindi è pericoloso”.
Ha scelto invece di dire qualcosa di più complicato:
Noah è un Manhunter, ma questo non significa automaticamente che debba diventare ciò che erano gli altri Manhunter.
Ed è un tema che si collega perfettamente anche al percorso di John Stewart.
Entrambi devono fare i conti con qualcosa che sembra già scritto per loro.
Entrambi cercano di capire se possono essere diversi.
Il finale li mette quindi quasi uno di fronte all’altro come due possibili versioni della stessa domanda.
Quanto possiamo liberarci da ciò che siamo stati programmati, educati o destinati a diventare?
Per Noah, la risposta potrebbe decidere molto più del suo futuro.
Potrebbe decidere il destino della Terra.
A voi è piaciuta la rivelazione su Noah Macon? Avevate già capito che fosse un Manhunter oppure il finale vi ha sorpreso? E secondo voi diventerà un alleato di John Stewart o uno dei suoi nemici più pericolosi? Scrivetecelo nei commenti.


