Una storia Instagram pubblicata da Elisa Isoardi ha trasformato il dietro le quinte di Bar Centrale in un caso imbarazzante. Sullo sfondo del video registrato nella redazione del programma di Rai 1 si vedeva infatti una lavagna con la scritta “Dead Pool” e una lista numerata di personaggi famosi, quasi tutti avanti con l’età. Tra loro Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mina, Adriano Celentano e persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E proprio Banfi, primo nome dell’elenco, ha reagito con la sua solita ironia.
La vicenda nasce da un contenuto apparentemente innocuo.
Isoardi aveva mostrato una collaboratrice durante una riunione di redazione, accompagnando la storia con la frase «Momento prima lettura con pop corn».
Gli utenti, però, hanno notato subito ciò che c’era alle spalle.
Una lavagna.
Ventidue nomi.
Le età.
E quella scritta impossibile da ignorare: Dead Pool.
In italiano si potrebbe tradurre con “toto-morti”, cioè il gioco macabro in cui si prova a indovinare quale personaggio famoso morirà prima.
Tra i nomi leggibili compaiono Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mogol, Liliana Segre, Tony Renis, Adriano Celentano, Vincenzo Mollica, Johnny Dorelli, Maurizio Mattioli, Giovanni Allevi, Paolo Conte, Teddy Reno, Roberto Vecchioni, Massimo Boldi, Vittorio Sgarbi, Memo Remigi, Sergio Mattarella, Dino Zoff e Mina.
Accanto al nome di Mattarella qualcuno ha scritto anche «speriamo di no».
A Vincenzo Mollica è stato invece aggiunto un cuoricino.
Il video è stato poi rimosso, ma ormai gli screenshot stavano già circolando ovunque.
A quel punto è intervenuto Lino Banfi, che nella lista compare al primo posto.
E la sua risposta è stata perfettamente in stile Banfi.
«Inizialmente pensavo che fossi il primo della lista di chi dovevano intervistare, perché sto lavorando più adesso che quando avevo cinquant’anni. Dico, giustamente mi hanno messo in cima. Poi ho visto bene e ho detto: “C…o no, sono nella lista dei possibili morti!”. Mi sto grattando.»
Poi ha aggiunto:
«È un fatto normale, è giusto, serve come promemoria, per ricordarmi che ho una certa età. Anche se vedo che chi ha anche meno anni di me a volte non sta così bene, anzi, alcuni sulla sedia a rotelle. Comunque, come si dice: grattatio pallorum omnia mala fugat.»
Banfi ha quindi scelto di prenderla sul ridere.
Ma la questione resta.
Perché quella lista esisteva davvero nella redazione?
Una spiegazione possibile è che non si trattasse soltanto di un gioco.
Nelle redazioni giornalistiche è piuttosto comune preparare in anticipo i cosiddetti “coccodrilli”, cioè articoli, schede biografiche e servizi pronti da aggiornare nel caso muoia un personaggio molto noto.
È una pratica professionale e ha una sua logica.
La morte di un grande artista o di una figura pubblica richiede spesso una copertura immediata, con immagini d’archivio, carriera, interviste e ricordi da mandare in onda nel giro di poche ore.
Il problema, però, è che sulla lavagna non c’era scritto “coccodrilli da preparare”.
C’era scritto “Dead Pool”.
E i nomi erano anche numerati.
Per questo l’ipotesi del semplice promemoria editoriale convince solo fino a un certo punto.
Al momento, inoltre, né Elisa Isoardi, né Rai, né la redazione di Bar Centrale hanno chiarito ufficialmente chi abbia compilato la lista e con quale scopo preciso.
Va detto anche un’altra cosa.
Negli ultimi mesi il mondo dello spettacolo italiano ha già salutato diverse figure note, e proprio questo rende ancora più delicato scherzare con liste di questo tipo. Tra le scomparse recenti c’è, per esempio, Elio Zamuto, attore e doppiatore morto a settembre a 85 anni, volto del cinema poliziesco italiano e voce di personaggi televisivi molto amati.
Preparare materiale in anticipo su personalità anziane è quindi normale per una redazione.
Trasformarlo visivamente in una classifica su chi potrebbe morire prima è però un’altra cosa.
Ed è proprio questo che ha irritato molti utenti.
Non tanto il fatto che una redazione si prepari alla morte di personaggi famosi.
Quello succede da sempre.
È il tono.
La scritta.
La numerazione.
Il fatto che su quella lavagna compaiano persone reali, alcune delle quali hanno affrontato problemi di salute pubblicamente.
L’episodio dimostra anche quanto possa essere rischioso mostrare sui social i dietro le quinte senza controllare ogni dettaglio.
Bastano pochi secondi.
Uno screenshot.
E ciò che doveva restare tra le mura di una redazione finisce davanti a milioni di persone.
Banfi ha deciso di scherzarci sopra.
Non è detto che tutti gli altri nomi della lista la prendano allo stesso modo.
Secondo voi si tratta soltanto di una goliardata di redazione oppure una lista del genere supera il limite del buon gusto? E Lino Banfi ha fatto bene a rispondere con ironia? Scrivetecelo nei commenti.


