Lino Banfi si è commosso fino alle lacrime a La volta buona, durante una reunion speciale di Un medico in famiglia organizzata da Caterina Balivo. In studio c’erano alcuni dei volti più amati della fiction Rai: Milena Vukotic, la storica Enrica, Margot Sikabonyi, cioè Maria Martini, ed Eleonora e Michael Cadeddu, che per milioni di spettatori restano ancora oggi Annuccia e Ciccio.
Una di quelle rimpatriate televisive che partono con il sorriso e finiscono per stringerti lo stomaco. Perché rivedere insieme Nonno Libero e la sua famiglia televisiva fa subito effetto nostalgia, certo. Ma quando il discorso è arrivato a Lucia Zagaria, la moglie di Lino Banfi scomparsa il 22 febbraio 2023 dopo una lunga battaglia con l’Alzheimer, lo studio è cambiato completamente.
Da lì non si parlava più solo di fiction. Si parlava di vita vera.
Il ricordo di Lucia che ha commosso lo studio
Durante la puntata sono state mostrate alcune immagini d’archivio degli anni Novanta, quando Lino Banfi e Lucia erano stati ospiti insieme in un programma Rai. Pochi secondi, ma abbastanza per aprire un ricordo enorme.
Banfi ha guardato quelle immagini e non è riuscito a nascondere l’emozione. Poi ha raccontato una frase che Lucia gli ripeteva, una di quelle che restano addosso anche a chi le ascolta da casa: «Ogni tanto mi chiedeva “Che cosa farai quando io non mi ricorderò più di te?” e io dovevo farla ridere perché io sono un comico e per evitare di piangere».
È una frase semplice, ma dentro c’è tutto. C’è l’amore di una vita, c’è la paura della malattia, c’è il tentativo disperato di proteggere l’altro anche quando non sai bene come farlo. E c’è anche il mestiere di Lino Banfi, quello del comico, che davanti al dolore prova comunque a usare il sorriso come scudo.
Caterina Balivo si è commossa insieme a lui. In studio l’emozione era evidente, tanto che è stato detto: «Non riusciamo a non commuoverci». E in effetti era difficile restare freddi davanti a un momento così. Non era televisione costruita per strappare la lacrima. Sembrava più un ricordo entrato in studio senza chiedere permesso.
Nonno Libero, Enrica e quella famiglia che l’Italia ha adottato
Dopo la commozione, il racconto è tornato a Un medico in famiglia, una delle fiction Rai più amate dagli italiani. Una serie capace di diventare abitudine, compagnia, appuntamento familiare. Nonno Libero non era solo un personaggio: per tanti era quasi uno di casa.
Banfi ha ricordato anche la nascita del suo ruolo e il modo in cui decise di trasformarlo. Nel format spagnolo originale, Médico de familia, il protagonista era soprattutto il medico. Lui, però, quando vide quella versione, non rimase convinto dal nonno: «Nel format spagnolo originale il protagonista era il medico. Quando ho visto la prima puntata in spagnolo non mi piacque molto questo nonno burbero. Così ho deciso di renderlo più italiano, più meridionale».
E aveva ragione. Perché quel Nonno Libero più caldo, più familiare, più vicino alla nostra idea di nonno, diventò una delle chiavi del successo della serie. Non era perfetto, non era moderno, non era sempre leggero. Ma era riconoscibile. Aveva modi, battute e reazioni che sembravano uscire dalle case vere.
Banfi ha raccontato anche il momento in cui capì che quel personaggio era entrato davvero nel cuore degli italiani: «La fortuna mia fu quando Andreotti mi disse: “Mi ci hai fatto cascare, vedo Nonno Libero pure io”».
Una frase quasi surreale, se ci pensi. Giulio Andreotti che guarda Nonno Libero. Però rende benissimo l’idea di quanto Un medico in famiglia fosse diventato trasversale, popolare nel senso più bello del termine.
E anche qui, dietro al successo, tornava Lucia. Banfi ha ricordato: «Lo vedevo con mia moglie. Io gli trovavo dei difetti e mia moglie, come sempre, trovava i pregi». Una frase piccola, domestica, ma tenerissima. Perché racconta una coppia anche nel modo più quotidiano possibile: uno che borbotta, l’altra che salva il bello.
La battuta su Edwige Fenech che ha riportato il sorriso
La puntata non è stata solo lacrime. Per fortuna, verrebbe da dire, perché Lino Banfi riesce sempre a riportare tutto su un terreno umano, dove commozione e risata possono stare nella stessa stanza senza disturbarsi.
Parlando dei suoi oltre 60 anni di matrimonio con Lucia, è spuntato anche il tema della gelosia. E il nome, inevitabile, è quello di Edwige Fenech, sua storica compagna di set in tante commedie amatissime dal pubblico.
Banfi ha raccontato un aneddoto divertentissimo: «Avevo 70 anni e ci siamo incontrati tutti e quattro: io, Lucia, Edwige e il compagno Luca di Montezemolo. Luca disse a Lucia: “Ma che ne dici se finalmente facciamo fare l’amore a Lino ed Edwige? Sono sempre stati sul set insieme!”. Edwige rispose: “Quando arriva a 75 anni!”».
Già così basterebbe per una risata. Ma Banfi ha aggiunto anche il seguito, con il suo solito tempismo: «Quando ho compiuto 85 anni lei mi ha chiamato e mi ha detto: “Sei pronto?”. E io: “Mi sa che ormai si sono rotti gli ingranaggi”».
Lo studio è tornato a sorridere. Ed è bello che sia andata così, perché in fondo Banfi è anche questo: un uomo che può piangere ricordando la moglie e un minuto dopo usare una battuta per rimettere un po’ di luce nella stanza.
Una reunion che ha fatto bene e male insieme
La reunion di Un medico in famiglia a La volta buona ha funzionato perché non si è limitata alla nostalgia facile. Certo, rivedere Nonno Libero con Enrica, Maria, Ciccio e Annuccia ha fatto tornare in mente un pezzo di televisione che molti italiani associano alla domenica sera, al divano, alla famiglia riunita davanti alla Rai.
Ma il momento più forte è stato quello in cui la fiction ha lasciato spazio alla vita vera. Lucia Zagaria non era un personaggio. Era la donna accanto a Lino Banfi da una vita. E quando lui ha raccontato quella domanda, “che cosa farai quando io non mi ricorderò più di te?”, è stato impossibile non pensare a quanto amore ci sia anche nella paura di dimenticare.
Forse è per questo che Lino Banfi continua a essere così amato. Perché dietro Nonno Libero c’è sempre stato un uomo capace di far ridere senza nascondere la propria fragilità. E oggi, quando parla di Lucia, quella fragilità arriva dritta. Senza bisogno di grandi discorsi.
Tu hai visto questo momento a La volta buona? Ti ha commosso il ricordo di Lino Banfi per Lucia? Scrivilo nei commenti.

