Annalisa e Madame insieme sembravano una combinazione difficile da sbagliare. E invece la nuova versione di Amica, pubblicata il 18 settembre, ci lascia parecchi dubbi. Non perché manchino le idee o perché le due artiste non sappiano cantare, sarebbe sbagliato sostenerlo. Il problema è un altro: ascoltando il brano abbiamo continuamente la sensazione che Annalisa e Madame non riescano mai a diventare una cosa sola.
Amica non nasce nel 2026. Il pezzo era già presente in Ma io sono fuoco, album pubblicato da Annalisa nel 2025, e questa nuova versione trasforma quello che inizialmente era un dialogo immaginario con un’amica in un dialogo definito, affidando a Madame una seconda voce e una nuova parte del testo. È la loro prima collaborazione.
Sulla carta l’idea potrebbe funzionare.
Il problema arriva ascoltando la canzone.
Annalisa apre il brano con il suo modo di cantare molto pulito, controllato e preciso. La produzione le lascia spazio e la sua voce rimane sempre molto leggibile. Poi entra Madame e sembra quasi di cambiare registrazione. Non necessariamente in senso negativo preso singolarmente, perché il suo timbro ha sempre avuto caratteristiche molto diverse, ma il passaggio tra le due non è naturale.
In un duetto ci aspettiamo che le differenze tra le voci creino qualcosa di nuovo. Non devono cantare allo stesso modo, anzi. Sarebbe noioso. Devono però incontrarsi da qualche parte.
In Amica questo incontro ci sembra debole.
La parte di Madame è molto più trattata e l’uso evidente degli effetti vocali finisce per accentuare ancora di più la distanza da Annalisa. L’effetto si nota soprattutto nei momenti in cui la voce sale e acquista intensità. Il suono diventa più pieno, rimbomba e tende a premere sulle orecchie invece di aprire la canzone.
Non è una questione di autotune inteso semplicemente come correzione dell’intonazione. Nel pop contemporaneo il trattamento della voce è una scelta sonora normalissima. Il problema nasce quando lo senti prima ancora dell’interpretazione.
E in alcuni punti succede proprio questo.
Annalisa rimane davanti, nitida. Madame sembra invece arrivare da uno spazio sonoro differente. Nei momenti condivisi le due voci si sovrappongono, ma raramente abbiamo quella sensazione piacevole di due interpreti che si completano.
Il testo, invece, ha alcune immagini riuscite e mantiene quel tono diretto che Annalisa ha utilizzato spesso negli ultimi lavori. C’è una relazione ormai finita, c’è la voglia di scappare e soprattutto c’è il bisogno di avere accanto un’amica con cui poter abbassare le difese.
Madame avrebbe dovuto rendere reale quella seconda presenza. Dal punto di vista narrativo lo fa. Musicalmente molto meno.
Anche la costruzione del brano ci sembra fin troppo affollata. EarOne accredita alla scrittura Annalisa Scarrone, Paolo Antonacci, Davide Simonetta, Madame e Luca Narducci. Avere cinque autori non rappresenta di per sé un problema e la musica pop è piena di ottime canzoni scritte da squadre ancora più numerose.
Ascoltando Amica, però, resta una strana sensazione di pezzo molto lavorato che avrebbe avuto bisogno di maggiore semplicità.
Ci sono molte idee, molte frasi pensate per restare in testa e diversi cambi di interpretazione. Alla fine manca proprio la cosa che avremmo voluto trovare in una collaborazione tra Annalisa e Madame: una vera sintonia musicale.
Altre recensioni hanno apprezzato proprio l’allargamento del dialogo originale e il modo in cui Madame dà una seconda prospettiva alla canzone. Rockol, per esempio, ha letto questa versione come un brano che trova nuova luce grazie alla seconda voce. Noi siamo rimasti dall’altra parte.
Le due artiste sono interessanti singolarmente. Il brano originale aveva già una propria identità. Madame aggiunge parole e personalità, ma non siamo convinti che aggiunga equilibrio.
Per noi, quindi, questa versione di Amica è un no. Non un disastro e nemmeno una collaborazione priva di idee. Semplicemente, da due delle voci più riconoscibili del pop italiano ci aspettavamo un incontro molto più naturale.
Voi avete ascoltato Amica di Annalisa e Madame? Le due voci vi sembrano funzionare insieme oppure avete avuto anche voi la sensazione che restino troppo distanti? Scrivetecelo nei commenti.


