Nel caso che vede D4vd accusato dell’omicidio di Celeste Rivas Hernandez sono emersi nuovi messaggi che, secondo gli investigatori, dimostrerebbero una relazione sessuale iniziata quando la ragazza aveva 13 anni. Durante l’udienza preliminare del 24 luglio, l’accusa ha mostrato conversazioni nelle quali Celeste parlava con il cantante di una gravidanza e dell’aborto avvenuto più di un anno prima della sua morte.
D4vd, vero nome David Anthony Burke, ha 21 anni e si è dichiarato non colpevole. È accusato di omicidio di primo grado, abusi sessuali su una minore e mutilazione di resti umani. L’udienza in corso a Los Angeles non serve ancora a stabilire se sia colpevole, ma a decidere se le prove raccolte dalla procura siano sufficienti per portarlo a processo.
I messaggi sulla gravidanza mostrati davanti al giudice
Il detective della polizia di Los Angeles Corey Farell ha illustrato i dati recuperati dall’iPhone e dall’account iCloud del cantante. Tra il materiale presentato figurano conversazioni risalenti all’inizio del 2024, periodo in cui Celeste aveva 13 anni.
In uno degli scambi, Burke si sarebbe scusato per averla trascinata in quella situazione. Celeste avrebbe risposto che nessuno dei due era in grado di occuparsi di un bambino e che interrompere la gravidanza fosse la decisione migliore. Poco dopo, alla domanda sulla paternità, la ragazza avrebbe confermato che il figlio era suo.
Un altro messaggio del giugno 2024 conteneva un riferimento all’aborto e alla possibilità di avere in futuro un figlio insieme. Per i pubblici ministeri, queste conversazioni contraddicono la versione secondo cui Burke non avrebbe conosciuto la vera età di Celeste e l’avrebbe incontrata soltanto una volta.
Gli investigatori hanno inoltre riferito di aver trovato sul telefono fotografie sessualmente esplicite che coinvolgerebbero la ragazza. L’accusa considera questo materiale una prova degli abusi contestati al cantante. La difesa ha promesso di opporsi con forza alla ricostruzione della procura e sostiene che le prove dimostreranno che Burke non ha ucciso Celeste.
Il rapporto sarebbe iniziato anni prima della morte
Le conversazioni recuperate dal dispositivo risalirebbero almeno all’agosto 2022, quando Celeste aveva 11 anni e Burke 17. La procura sostiene che il rapporto sessuale sia iniziato successivamente, con lei tredicenne e lui già maggiorenne.
Secondo l’accusa, la relazione sarebbe proseguita mentre la carriera di D4vd cresceva grazie a canzoni come Romantic Homicide e Here With Me. I pubblici ministeri ritengono che Celeste avesse minacciato di rendere pubblica la loro storia e che Burke temesse le conseguenze sulla propria immagine e sui guadagni ottenuti con la musica. Questo sarebbe il movente dell’omicidio ipotizzato dalla procura, ma dovrà essere dimostrato in un eventuale processo.
La ragazza aveva 14 anni al momento della morte. Secondo gli investigatori, sarebbe stata uccisa nell’aprile 2025 all’interno dell’abitazione utilizzata da Burke sulle colline di Hollywood.
Il corpo trovato nella Tesla intestata al cantante
I resti di Celeste furono scoperti nel settembre 2025 nel bagagliaio di una Tesla intestata a Burke, dopo che il veicolo era stato rimosso e portato in un deposito di Los Angeles. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e presentava amputazioni.
Il medico legale Grant Ho ha testimoniato che la ragazza morì per due ferite penetranti nella parte superiore del corpo, compatibili con un accoltellamento. A causa delle condizioni dei resti, non è stato possibile stabilire con precisione la data della morte né identificare l’arma utilizzata.
La procura sostiene inoltre che Burke abbia acquistato online, nei giorni successivi alla presunta uccisione, oggetti tra cui motoseghe, sacchi per cadaveri, una pala e una piscina gonfiabile. Nella Tesla sarebbero stati trovati diversi deodoranti per ambienti, interpretati dagli investigatori come un tentativo di coprire l’odore proveniente dal bagagliaio.
I tatuaggi e le tracce trovate nel garage
Durante l’udienza sono state mostrate anche fotografie di tatuaggi simili. Burke avrebbe avuto il nome “Celeste” sull’anulare e la scritta “Shhh…” su un altro dito. La ragazza avrebbe avuto un tatuaggio analogo. Il fatto che alcune dita fossero state rimosse dal corpo viene considerato dall’accusa un possibile tentativo di cancellare un elemento utile all’identificazione o al collegamento tra i due.
Gli esperti forensi hanno inoltre parlato di tracce di sangue trovate su alcuni oggetti nel garage dell’abitazione. Secondo la procura, il profilo genetico sarebbe altamente compatibile con quello di Celeste. Gli avvocati di Burke hanno però sottolineato che nella casa transitavano altre persone e hanno contestato alcune scelte compiute durante gli esami scientifici.
Il materiale sulla gravidanza rende la vicenda ancora più grave, ma non sostituisce il lavoro del tribunale. Burke resta imputato e presume innocente fino a un’eventuale condanna definitiva. Il giudice dovrà ora valutare testimonianze, dati digitali e reperti per decidere se il caso debba arrivare davanti a una giuria.
Secondo te i messaggi recuperati dall’iCloud saranno la prova decisiva del caso oppure la difesa riuscirà a contestarne il significato? Scrivilo nei commenti.


