Ella Beatty è il nuovo volto di Monster e, per molti spettatori, potrebbe sembrare comparsa improvvisamente dal nulla. In realtà arriva da una delle famiglie più famose di Hollywood. È figlia di Warren Beatty e Annette Bening, nipote di Shirley MacLaine e oggi, a 26 anni, si prende il ruolo più importante della sua carriera interpretando Lizzie Borden nella quarta stagione dell’antologia crime di Ryan Murphy. Una parte tutt’altro che semplice, perché significa entrare dentro uno dei casi di cronaca nera più celebri d’America e reggere sulle proprie spalle una stagione intera di una serie che in precedenza ha raccontato Jeffrey Dahmer, i fratelli Menendez ed Ed Gein.
Per Ella, quindi, Monster: La storia di Lizzie Borden non rappresenta soltanto un altro lavoro. È il primo vero ruolo da protagonista in televisione. Netflix le affida una donna accusata di aver ucciso il padre Andrew e la matrigna Abby nel 1892, poi assolta al termine di un processo che trasformò la vicenda in un caso nazionale. Charlie Hunnam interpreta Andrew Borden, Rebecca Hall è Abby, mentre Billie Lourd veste i panni della sorella Emma.
Crescere con due genitori che hanno segnato il cinema americano avrebbe potuto rendere quasi inevitabile la definizione di “nepo baby”. Ella non ha mai cercato troppo di sfuggirle. Anzi, ha riconosciuto apertamente il privilegio di essere cresciuta osservando da vicino due attori del livello di Warren Beatty e Annette Bening, ma ha sempre insistito soprattutto sul lavoro necessario per costruire una carriera che non viva soltanto del loro cognome.
A casa, racconta, l’insegnamento più importante non riguardava il modo di stare davanti alla telecamera. I genitori le hanno ripetuto di ascoltare gli altri, di essere curiosa e di evitare quella tentazione di voler dimostrare continuamente di essere la persona più intelligente nella stanza. Una filosofia riassunta da una frase che le hanno lasciato negli anni: interessarsi agli altri invece di preoccuparsi continuamente di risultare interessanti.
Non sorprende quindi che Ella parli dei genitori con una certa ammirazione, ma senza descriverli come un blocco unico. Li considera due artisti molto diversi tra loro. Warren Beatty ha costruito una carriera legata a film come Gangster Story, Il paradiso può attendere e Reds, mentre Annette Bening ha attraversato titoli che vanno da American Beauty a I ragazzi stanno bene. Si conobbero lavorando insieme a Bugsy, uscito nel 1991, e si sposarono l’anno successivo. Hanno avuto quattro figli: Stephen, Benjamin, Isabel ed Ella.
C’è persino un piccolo dettaglio familiare che rende questa storia molto più normale di quanto ci si aspetterebbe da una dinastia hollywoodiana. Ella ha raccontato che Warren rimane malissimo ogni volta che scopre che la figlia non ha ancora visto uno dei suoi film. Lei stessa ammette di avere parecchi titoli da recuperare. Guardare Bugsy, invece, ha avuto un effetto particolare, perché significa vedere sullo schermo i propri genitori nel periodo in cui si innamorarono anche nella vita reale.
Prima di arrivare a Lizzie Borden, però, Ella non si è limitata ad aspettare una parte importante. Ha studiato recitazione alla Juilliard, una delle scuole più prestigiose degli Stati Uniti, diplomandosi nel 2022. Il teatro è stato fondamentale nella sua formazione e nel 2024 è arrivato anche il debutto a Broadway con Appropriate, dove ha sostituito Elle Fanning e ha recitato accanto a Sarah Paulson.
La televisione era arrivata poco prima grazie proprio a Ryan Murphy. In Feud: Capote vs. The Swans interpretava Kerry O’Shea, figlia di John O’Shea e giovane legata a Truman Capote. Non era ancora una parte enorme, ma le ha permesso di lavorare all’interno di una produzione affollata di attrici esperte, tra Naomi Watts, Diane Lane, Chloë Sevigny, Demi Moore e Calista Flockhart.
Nel 2025 ha poi fatto il suo debutto cinematografico con If I Had Legs I’d Kick You, film di Mary Bronstein con Rose Byrne. Da lì il salto a Monster è stato rapidissimo. Il co-creatore Ian Brennan ha raccontato di aver capito durante il provino che Beatty possedeva l’intelligenza e la profondità necessarie per interpretare Lizzie. Charlie Hunnam, che lavora con lei nella serie, ne ha parlato pubblicamente in termini altrettanto positivi.
La parte, però, ha avuto anche un costo personale. Beatty ha spiegato di essersi immersa molto nel personaggio e di aver trascurato in parte le proprie abitudini quotidiane per riuscire a rimanere dentro una figura così oscura. Non è difficile capire il motivo. Lizzie Borden non è soltanto una donna accusata di un duplice omicidio: è una persona sulla quale, da più di un secolo, vengono proiettate interpretazioni completamente diverse. Assassina, vittima delle convenzioni sociali, figura repressa, simbolo della rabbia femminile. Ogni versione del caso aggiunge qualcosa e inevitabilmente ne inventa qualcos’altro.
Ella entra quindi in una parte che richiede di tenere insieme il personaggio storico e la Lizzie immaginata dalla serie. Monster infatti non presenta una ricostruzione neutra del processo. Drammatizza rapporti e situazioni, compreso quello con la domestica Bridget Sullivan, interpretata da Vicky Krieps, trasformato nella serie in una relazione sentimentale.
Annette Bening, nel frattempo, osserva la carriera della figlia con evidente orgoglio. In passato l’ha definita disciplinata e molto laboriosa, mentre Ella parla della madre in termini ancora più personali: la considera la sua attrice preferita, il suo modello e la sua migliore amica. Le due hanno anche detto di sperare di poter lavorare insieme un giorno.
Il futuro, del resto, sembra già piuttosto interessante. Beatty è legata anche al nuovo adattamento de La campana di vetro, diretto da Sarah Polley, un altro progetto che potrebbe allontanarla rapidamente dall’idea di essere semplicemente “la figlia di”.
Per ora, però, c’è Lizzie Borden. Un ruolo enorme per un’attrice ancora all’inizio e probabilmente la prova più difficile possibile per capire quanto possa reggere una serie tutta sulle proprie spalle.
Hai già iniziato Monster: La storia di Lizzie Borden? Ti ha convinto Ella Beatty oppure pensi che il peso del cognome renda inevitabile il confronto con Warren Beatty e Annette Bening? Scrivicelo nei commenti.


