Chris Pratt è uno degli attori più famosi di Hollywood, ma nella sua vita esiste qualcosa che considera molto più importante del successo cinematografico: la fede cristiana. Il protagonista di Guardiani della Galassia e Jurassic World è tornato a parlare apertamente del proprio rapporto con Dio, spiegando perché desidera trasmettere i suoi valori religiosi ai quattro figli.
In un’intervista rilasciata a Fox News Digital, l’attore 47enne ha raccontato come la preghiera accompagni le sue giornate, dalla mattina fino alla sera.
«Sarò sempre un uomo di fede. La mia fede è il modo in cui comincio la giornata ed è il modo in cui la concludo. È la cosa più importante che potrò trasmettere ai miei figli», ha dichiarato.
Parole che raccontano un aspetto personale di Pratt, da sempre piuttosto esplicito riguardo alle proprie convinzioni religiose, anche in un ambiente come quello hollywoodiano, dove parlare pubblicamente di fede può generare discussioni.
Per l’attore, però, la spiritualità non rappresenta semplicemente una tradizione familiare. È qualcosa che si è rafforzato attraverso esperienze difficili, soprattutto dopo la nascita del suo primo figlio Jack, avuto nel 2012 dall’ex moglie Anna Faris.
Il bambino nacque prematuramente e trascorse diverse settimane in terapia intensiva neonatale. Per Pratt e Faris furono giorni segnati dalla paura e dall’incertezza.
L’attore ha raccontato più volte di essersi aggrappato alla preghiera durante quel periodo.
«In quei momenti della vita si prega molto e si riflette molto», aveva spiegato in una precedente intervista.
Quell’esperienza, secondo il suo racconto, modificò profondamente il rapporto con la religione.
Pratt arrivò persino a fare una promessa a Dio: se suo figlio fosse sopravvissuto, avrebbe dedicato maggiore attenzione alla propria fede e non avrebbe avuto paura di parlarne pubblicamente.
Oggi Jack ha 14 anni e Chris continua a considerare quella nascita uno degli avvenimenti che hanno maggiormente influenzato la sua vita.
Dopo la separazione da Anna Faris, l’attore ha ritrovato l’amore accanto a Katherine Schwarzenegger, figlia di Arnold Schwarzenegger e Maria Shriver.
La coppia si è sposata nel giugno 2019 e ha avuto tre figli: Lyla, Eloise e Ford.
Con quattro bambini da crescere, Pratt ammette che la vita familiare sia tutt’altro che tranquilla.
«Essere padre è una benedizione incredibile. Ma richiede anche tantissimo lavoro», ha raccontato.
L’attore ha spiegato che cerca continuamente di riflettere sull’educazione ricevuta dal proprio padre, distinguendo gli insegnamenti che vorrebbe riproporre dagli errori che spera di non ripetere.
«Voglio fare bene ciò che mio padre ha fatto bene e correggere quello che ha sbagliato. Sono sicuro che finirò per commettere errori in entrambe le cose», ha ammesso con ironia.
Una dichiarazione che mostra un Chris Pratt molto diverso dagli eroi sicuri di sé che interpreta al cinema. Nella vita privata non pretende di essere un genitore perfetto e riconosce che crescere quattro figli comporti inevitabilmente difficoltà e compromessi.
Durante una recente intervista a E! News, l’attore ha definito la propria quotidianità familiare un «bellissimo caos».
Tra gli impegni lavorativi e le giornate trascorse sul set, cerca di dedicare più tempo possibile ai bambini.
Tra i momenti che preferisce ci sono le giornate in piscina insieme alle figlie, con musica, barbecue e giochi all’aperto.
Ma il suo desiderio principale rimane quello di offrire ai figli un esempio positivo, insegnando loro i valori nei quali crede.
Non tutti condivideranno necessariamente la sua visione religiosa, ma le parole di Pratt raccontano quanto la paternità abbia cambiato le sue priorità.
Per lui, i premi, gli incassi milionari e la popolarità internazionale non possono essere paragonati alla responsabilità di crescere quattro bambini.
E la fede, che lo ha accompagnato nei momenti più difficili, è l’eredità personale che desidera lasciare loro.
E voi cosa pensate delle dichiarazioni di Chris Pratt? Credete che sia importante trasmettere ai figli la propria fede religiosa oppure preferite lasciare che siano loro, crescendo, a scegliere liberamente in cosa credere? Raccontateci la vostra opinione nei commenti.


