Cinque anni fa usciva No Sudden Move, uno dei thriller più sottovalutati di Steven Soderbergh. Era il 2021 e il regista di Ocean’s Eleven tornava a giocare con criminali, doppi giochi e denaro, ma questa volta lo faceva nella Detroit degli anni Cinquanta, con Don Cheadle e Benicio del Toro al centro di una storia che parte come un semplice colpo e finisce per coinvolgere mafia, industria automobilistica e interessi economici molto più grandi dei protagonisti.
Il film è ambientato nel 1954 e segue Curt Goynes, interpretato da Don Cheadle, e Ronald Russo, interpretato da Benicio del Toro. I due vengono reclutati per un lavoro apparentemente semplice: tenere sotto controllo la famiglia di un dirigente dell’industria automobilistica mentre un terzo uomo lo accompagna in ufficio per recuperare alcuni documenti da una cassaforte. Il compenso è buono, il rischio sembra limitato e nessuno dovrebbe farsi male.
Naturalmente va storto quasi immediatamente.
I documenti che stanno cercando non sono quelli previsti, gli ordini cambiano e i protagonisti capiscono di essere stati inseriti in un gioco molto più grande di loro. Da quel momento No Sudden Move diventa una catena di tradimenti, accordi provvisori e alleanze che durano soltanto finché convengono a qualcuno.
Soderbergh costruisce il film come un noir classico, ma evita di imitarne semplicemente l’estetica. La Detroit che mostra è elegante e sporca allo stesso tempo, piena di automobili enormi, uffici aziendali, locali malfamati e quartieri attraversati dalle tensioni razziali dell’epoca. La città non è soltanto lo sfondo: è parte della storia.
Il vero oggetto della caccia è legato all’industria automobilistica e a una tecnologia destinata a ridurre le emissioni delle auto. Il film prende spunto da vicende reali legate alle grandi case automobilistiche americane e alle pressioni esercitate per rallentare l’introduzione di sistemi anti-inquinamento. La sceneggiatura di Ed Solomon usa quindi il meccanismo del thriller per parlare anche di potere economico, concorrenza e del modo in cui alcune decisioni vengono prese molto lontano dalle persone che ne subiranno le conseguenze.
Il cast è uno dei motivi principali per recuperarlo.
Accanto a Cheadle e Del Toro troviamo David Harbour, nei panni del dirigente Matt Wertz, Brendan Fraser nel ruolo dell’intermediario Doug Jones, Jon Hamm come detective Joe Finney, Ray Liotta, Kieran Culkin, Amy Seimetz, Julia Fox, Bill Duke e Noah Jupe. È uno di quei film nei quali continua ad apparire un volto conosciuto anche nei ruoli apparentemente secondari.
Poi arriva Matt Damon.
La sua presenza fu tenuta volutamente lontana dalla promozione principale e il suo personaggio, Mike Lowen, compare soltanto nella parte finale. È però uno dei momenti che cambiano maggiormente il modo di leggere il film.
Damon interpreta un dirigente aziendale tranquillo, educato e quasi rassicurante. Non sembra avere nulla del gangster classico che ci aspetteremmo di incontrare alla fine di una storia del genere. Proprio per questo funziona così bene.
Curt e Ronald trascorrono gran parte del film pensando di poter salire nella gerarchia criminale, guadagnare abbastanza denaro e magari arrivare finalmente nella posizione di dettare le condizioni. L’incontro con Lowen mostra invece che sopra gangster, intermediari e piccoli criminali esiste un livello completamente diverso di potere.
Non serve urlare, minacciare o estrarre una pistola.
Lowen parla di denaro come di qualcosa che continua a crescere anche mentre lui dorme. La scena sposta improvvisamente l’attenzione dai criminali che abbiamo seguito per quasi due ore a un sistema economico nel quale quelle persone rappresentano soltanto pedine sostituibili.
Matt Damon aveva già lavorato diverse volte con Soderbergh, soprattutto nella saga di Ocean’s, ma in No Sudden Move viene utilizzato contro le aspettative. Il pubblico è abituato a vederlo come protagonista positivo, uomo comune o personaggio con cui è facile entrare in empatia. Soderbergh sfrutta proprio quell’immagine per creare qualcuno di molto più freddo.
Il film è interessante anche dal punto di vista visivo. Soderbergh firma personalmente fotografia e montaggio, come spesso accade nei suoi lavori, utilizzando gli pseudonimi Peter Andrews e Mary Ann Bernard. Per alcune sequenze sceglie obiettivi grandangolari molto estremi, con bordi dell’immagine visibilmente deformati. È una scelta che può spiazzare nei primi minuti, ma contribuisce a creare la sensazione di osservare un mondo in cui qualcosa non è mai perfettamente al suo posto.
No Sudden Move fu presentato al Tribeca Film Festival nel giugno 2021 e arrivò su HBO Max negli Stati Uniti il 1º luglio dello stesso anno. In Italia venne trasmesso inizialmente su Sky Cinema Uno nell’ottobre 2021.
Cinque anni dopo sta vivendo una nuova fase di popolarità negli Stati Uniti, dove è tornato a salire tra i titoli più visti su HBO Max. Non è difficile capire perché possa essere riscoperto oggi: dura meno di due ore, ha un cast impressionante e continua a cambiare direzione senza trasformarsi in un thriller confuso.
Anche l’accoglienza critica fu molto positiva. Il film mantiene un 92% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e un punteggio di 76 su Metacritic, risultati notevoli per un titolo che, almeno in Italia, non ha mai avuto la stessa notorietà di altri film di Soderbergh.
Per chi volesse recuperarlo oggi dall’Italia la situazione è meno semplice rispetto agli Stati Uniti. Non risulta attualmente incluso nei principali abbonamenti streaming italiani: le piattaforme di monitoraggio indicano soprattutto formule di noleggio o acquisto digitale, con disponibilità che può cambiare nel tempo.
Vale comunque la pena tenerlo d’occhio.
No Sudden Move parte come una storia di piccoli criminali convinti di aver trovato un lavoro facile e arriva a raccontare qualcosa di molto più grande. Soderbergh riesce a usare una rapina, una famiglia presa in ostaggio e un documento misterioso per parlare di chi possiede realmente il potere e di quanto sia difficile arrivare abbastanza in alto da poterlo anche solo vedere.
Hai mai visto No Sudden Move oppure è uno di quei film di Steven Soderbergh che ti erano completamente sfuggiti? Scrivilo nei commenti.


