Mike Flanagan ha chiarito una volta per tutte quanto sia coinvolto davvero in Clayface, il nuovo film DC in uscita il 23 ottobre 2026. La risposta è molto meno scontata di quanto si potesse pensare: Flanagan ha scritto una versione della sceneggiatura, ha creduto molto nel progetto fin dall’inizio, ma oggi considera il film soprattutto opera del regista James Watkins. E ha ammesso una cosa sorprendente: non lo ha ancora nemmeno visto.
La frase ha fatto subito discutere, perché Clayface nasce proprio da un’idea che Flanagan coltivava da anni.
Il regista di The Haunting of Hill House, Midnight Mass e Doctor Sleep aveva già spiegato nel 2021 di voler realizzare un film autonomo sul personaggio, immaginandolo come un horror, un thriller e una tragedia. Nel 2023 portò poi la proposta a James Gunn e Peter Safran, che stavano costruendo il nuovo universo cinematografico DC.
Gunn non aveva nemmeno programmato un film su Clayface.
Poi ascoltò il pitch di Flanagan e cambiò idea.
Da quel momento il progetto entrò ufficialmente nel DC Universe e venne inserito nel primo capitolo della nuova saga, Gods and Monsters.
Flanagan scrisse una sceneggiatura alla quale era molto legato, ma la situazione cambiò rapidamente. Il regista era già impegnato con altri progetti, tra cui il nuovo film de L’esorcista e la serie dedicata a Carrie, e non poteva essere disponibile nei tempi richiesti da DC Studios.
La regia passò quindi a James Watkins, già esperto di horror, mentre Hossein Amini intervenne successivamente sulla sceneggiatura.
Ed è proprio da quel momento che Flanagan sembra essersi progressivamente allontanato dal film.
Parlando recentemente del progetto, ha spiegato senza mezzi termini che Clayface non è più “il suo” film.
“È il film di James Watkins”, ha precisato. Flanagan ha raccontato di aver scritto uno script che amava, di averlo consegnato e di non essere praticamente più stato coinvolto dopo quel momento.
La parte più curiosa arriva subito dopo.
“Non l’ho nemmeno visto.”
Non sembra una critica aperta a DC Studios e Flanagan non ha attaccato né Watkins né James Gunn. Al contrario, ha detto di essere curioso di vedere cosa abbia fatto il regista con quel materiale.
Resta però evidente una certa distanza rispetto a un progetto che, almeno inizialmente, era nato da una sua idea personale.
La storia di Clayface sarà incentrata su Matt Hagen, interpretato da Tom Rhys Harries.
Hagen è un attore emergente che viene brutalmente sfigurato dagli uomini di un boss criminale. Disperato, si rivolge alla dottoressa Caitlyn Corr, interpretata da Naomi Ackie, che gli propone un trattamento sperimentale.
All’inizio sembra funzionare.
Il suo volto torna quello di prima.
Poi iniziano gli effetti collaterali.
Il corpo di Hagen comincia a trasformarsi e il film entra progressivamente in un territorio molto più vicino al body horror che al classico cinecomic. La materia del suo corpo diventa instabile, deformabile e sempre meno umana, fino alla nascita del Clayface che i fan di Batman conoscono.
Proprio questa impostazione rende ancora più comprensibile l’interesse iniziale di Flanagan.
Clayface, infatti, non era mai stato protagonista di un lungometraggio cinematografico. Il personaggio è comparso soprattutto nei fumetti e nelle produzioni animate, ma non aveva ancora avuto un film tutto suo.
Per Flanagan questo significava avere molto spazio creativo.
Poteva reinventarlo senza dover rispettare una versione cinematografica già famosa e senza dover affrontare paragoni continui con interpretazioni precedenti.
Per questo il progetto aveva assunto quasi il valore di un piccolo sogno personale.
Lo stesso Flanagan aveva raccontato in passato quanto gli fosse dispiaciuto non poterlo dirigere. Aveva sviluppato l’idea prima con Matt Reeves e successivamente con Gunn e Safran, ma gli impegni già presi gli impedirono di salire dietro la telecamera.
Oggi quindi la situazione è abbastanza particolare.
Clayface esiste perché Mike Flanagan ha convinto DC Studios a realizzarlo, ma il film finale potrebbe essere molto diverso da quello che lui aveva immaginato.
Non sappiamo quanto della sua sceneggiatura originale sia rimasto dopo l’intervento di Hossein Amini e il lavoro di James Watkins.
E probabilmente nemmeno Flanagan lo sa fino in fondo, visto che deve ancora vedere il risultato.
Questo rende il debutto del film ancora più interessante.
Da una parte c’è un progetto nato dalla mente di uno dei registi horror più apprezzati degli ultimi anni. Dall’altra c’è un autore che oggi guarda la sua creatura quasi da spettatore esterno.
Il 23 ottobre scopriremo quindi che cosa è diventato Clayface dopo tutti questi passaggi.
E sarà curioso capire soprattutto una cosa: quanto del film che vedremo al cinema appartiene ancora all’idea originale di Mike Flanagan?
Tu sei più incuriosito da Clayface sapendo che nasce da un progetto di Flanagan, oppure il fatto che lui non abbia nemmeno visto il film ti preoccupa? Scrivilo nei commenti.


