Un anno fa Curry Barker e Inde Navarrette arrivavano al Toronto International Film Festival con un piccolo film horror-romantico costato appena 750.000 dollari. Oggi Obsession ha superato i 500 milioni di dollari al botteghino mondiale, Navarrette è diventata uno dei nomi più richiesti di Hollywood e Barker ha firmato un accordo milionario per continuare a dirigere film. Il loro ritorno al TIFF, quindi, aveva inevitabilmente un sapore diverso.
I due sono tornati a Toronto venerdì 11 settembre per partecipare all’incontro “DIALOGUES The ‘Obsession’ Obsession”, organizzato all’interno di TIFF: The Market. Bastava guardare la fila fuori dal John Bassett Theatre per capire quanto fossero cambiate le cose: già un’ora prima dell’inizio, il pubblico occupava buona parte dei corridoi del Metro Toronto Convention Centre.
La storia di Obsession, del resto, sembra quasi quella di un film costruito a posteriori per raccontare un successo improbabile. Nel settembre 2025 era stato presentato nella sezione Midnight Madness del TIFF e, appena due giorni dopo la première, Focus Features aveva fatto un’offerta da circa 14 milioni di dollari per acquistarlo. Il film sarebbe arrivato nei cinema nel maggio successivo trasformandosi in uno dei casi cinematografici dell’anno.
La trama parte da un’idea semplice e parecchio pericolosa. Bear, interpretato da Michael Johnston, lavora in un negozio di dischi ed è innamorato della sua amica Nikki, interpretata da Inde Navarrette. Attraverso un oggetto misterioso riesce a esprimere il desiderio che lei si innamori di lui. Il problema è che quel desiderio funziona molto più di quanto Bear avesse previsto e l’amore di Nikki diventa rapidamente qualcosa di incontrollabile.
Per Navarrette, accettare il film significava anche provare a liberarsi dall’immagine che il pubblico aveva costruito attraverso serie come Tredici e Superman & Lois. L’attrice ha raccontato di aver cercato intenzionalmente qualcosa di molto distante dai suoi lavori precedenti perché voleva dimostrare di poter affrontare personaggi differenti.
Curiosamente, era convinta di aver compromesso tutto già durante il provino registrato. Pensava di essere andata male, mentre Barker aveva visto nella sua interpretazione qualcosa che lei stessa non era riuscita a riconoscere. Dopo alcuni provini insieme a Michael Johnston, la sensazione cambiò e Navarrette iniziò a capire meglio come interpretare Nikki.
Il primo giorno sul set non fu esattamente tranquillo. La produzione iniziò infatti con la scena della camera da letto nella quale Nikki perde progressivamente il controllo mentre bacia Bear. Navarrette chiese a Barker di non spiegare a Johnston ciò che avrebbe fatto durante la scena, così da ottenere dall’attore reazioni più spontanee. Secondo lei, la strategia funzionò fin troppo bene: in diversi momenti riuscì realmente a spaventarlo.
Anche la Nikki arrivata sullo schermo è abbastanza diversa da quella inizialmente descritta nella sceneggiatura. Barker l’aveva immaginata maggiormente come la classica ragazza della porta accanto, mentre Navarrette propose di renderla più giocosa e provocante nel rapporto con Bear, arrivando per esempio a chiamarlo “babe”.
La scelta serviva soprattutto a rendere più comprensibile l’ossessione di Bear. Lo spettatore osserva gran parte della storia attraverso il suo punto di vista, quindi servivano piccoli gesti che potessero essere interpretati da lui come segnali di un possibile interesse. Una risata, un atteggiamento ambiguo o una frase affettuosa diventano così elementi che Bear utilizza per alimentare quello che vorrebbe vedere.
Il successo del film ha prodotto anche qualcosa che Barker e Navarrette non potevano controllare: Nikki è diventata un meme. Scene, espressioni e battute del personaggio hanno iniziato a circolare online separandosi progressivamente dal film originale.
Navarrette sembra vivere questa trasformazione con una certa serenità. Ha spiegato che preferisce lasciare al pubblico la libertà di utilizzare e reinterpretare il personaggio senza analizzare continuamente ciò che succede sui social. Barker ha espresso una sensazione simile: a un certo punto ha capito che Obsession non apparteneva più soltanto a lui.
Per entrambi, però, il cambiamento più concreto riguarda quello che è successo dopo. Barker, conosciuto inizialmente soprattutto per i suoi video su YouTube, ha firmato un accordo a otto cifre con Universal e Blumhouse per il suo terzo film. Navarrette, invece, è entrata nel nuovo universo degli X-Men della Marvel nel ruolo di Rogue e ha raccontato di trovarsi improvvisamente in stanze nelle quali, soltanto un anno fa, non avrebbe mai immaginato di entrare.
Ora sta anche proponendo progetti propri e spera in futuro di poter produrre e dirigere. Un salto enorme per un’attrice che, dodici mesi prima, arrivava al TIFF con un film indipendente e nessuna certezza su quello che sarebbe successo dopo.
Obsession resta quindi uno degli esempi più sorprendenti di quanto rapidamente possa cambiare una carriera a Hollywood. Barker e Navarrette sono tornati nello stesso festival, nello stesso ambiente e davanti allo stesso pubblico cinematografico. Stavolta, però, centinaia di persone erano in fila soltanto per sentirli raccontare come ci erano arrivati.
Hai visto Obsession? Secondo te il suo enorme successo è meritato oppure il fenomeno che si è creato intorno al film è superiore al film stesso? Scrivicelo nei commenti.


