Se hai visto il nuovo Resident Evil di Zach Cregger senza conoscere bene i videogiochi, c’è un nome che probabilmente ti è rimasto in testa più degli altri: Umbrella Corporation. È l’azienda che compare dietro l’epidemia, gli esperimenti e buona parte degli orrori che travolgono Raccoon City. Per capire Resident Evil, però, bisogna sapere che Umbrella non è semplicemente “la società cattiva che crea gli zombie”. È molto di più.
Nei videogiochi Capcom, Umbrella nasce ufficialmente nel 1968 ed è fondata da Oswell E. Spencer, Edward Ashford e James Marcus. Agli occhi del pubblico è una gigantesca azienda farmaceutica che promette di occuparsi della salute delle persone. Dietro quella facciata, però, sviluppa virus, armi biologiche e creature artificiali destinate anche all’impiego militare. La stessa Capcom la descrive come responsabile della creazione del T-Virus, del T-Veronica, del G-Virus e di numerose B.O.W., le cosiddette Bio Organic Weapons.
Il nome più importante è probabilmente quello di Spencer.
La sua idea non era semplicemente diventare ricco vendendo farmaci. Il progetto dietro Umbrella nasce dalla convinzione che la genetica possa essere utilizzata per modificare l’essere umano e accelerarne l’evoluzione. Nei giochi questa ossessione conduce a esperimenti sempre più estremi, effettuati lontano dagli occhi dell’opinione pubblica.
Non è un caso che uno dei luoghi più famosi dell’intera saga sia proprio la Spencer Mansion, la villa alle porte di Raccoon City nella quale è ambientata una parte fondamentale del primo Resident Evil.
Lì il giocatore scopre gradualmente che sotto l’apparenza di una vecchia residenza si nasconde qualcosa di molto più inquietante.
Umbrella sta sperimentando con agenti patogeni capaci di modificare organismi viventi.
Da queste ricerche arriva soprattutto il T-Virus, probabilmente il nome più importante della mitologia di Resident Evil. L’idea iniziale non è semplicemente creare zombie. Umbrella cerca un modo per manipolare la biologia umana e produrre organismi più potenti, resistenti e controllabili.
Il risultato, naturalmente, è disastroso.
Il T-Virus può trasformare le persone infette in creature aggressive e cannibali, mentre gli esperimenti su animali e esseri umani producono mostri sempre più pericolosi.
Ed è importante capire un’altra cosa: molti dei mostri che incontriamo in Resident Evil non sono incidenti.
Alcuni vengono creati deliberatamente come armi.
Un esempio perfetto è Nemesis, uno dei nemici più famosi della saga. Capcom spiega che il progetto venne sviluppato da un laboratorio europeo di Umbrella inserendo un particolare parassita in un Tyrant, con l’obiettivo di aumentare l’intelligenza della creatura e renderla controllabile.
Quindi Umbrella non cerca soltanto di capire come funziona un virus.
Sta cercando di costruire armi viventi.
Da questo punto di vista, gli zombie sono quasi il prodotto meno sofisticato dei suoi esperimenti.
Nel corso della saga arrivano infatti creature enormi, mutazioni incontrollabili e organismi progettati appositamente per combattere. Il problema è che una tecnologia simile inevitabilmente sfugge al controllo di chi pensa di dominarla.
Ed è esattamente ciò che succede a Raccoon City.
Il T-Virus si diffonde e la città viene travolta dall’epidemia. Gli abitanti diventano zombie, le creature prodotte nei laboratori finiscono nelle strade e quello che Umbrella aveva cercato per anni di nascondere diventa impossibile da contenere.
La stessa Capcom collega direttamente il T-Virus creato da Umbrella alla distruzione di Raccoon City.
Da lì nasce una buona parte dell’universo che conosciamo.
Chris Redfield, Jill Valentine, Leon Kennedy, Claire Redfield e gli altri protagonisti non combattono quindi semplicemente contro zombie comparsi dal nulla. Combattono contro le conseguenze delle attività di Umbrella.
Questo spiega anche perché il logo dell’azienda sia diventato uno dei simboli più riconoscibili di Resident Evil. Basta vedere quel piccolo ombrello bianco e rosso per sapere che dietro la porta successiva probabilmente c’è un laboratorio nel quale qualcuno ha fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare.
Nel nuovo film di Zach Cregger, però, tutta questa storia rimane volutamente sullo sfondo.
Il regista ha scelto di raccontare un personaggio nuovo, Bryan, interpretato da Austin Abrams, e di ambientare la sua disavventura nello stesso universo dei videogiochi senza trasformare il film in una lezione di storia su Umbrella. Bryan è un corriere medico che finisce a Raccoon City proprio mentre l’epidemia sta esplodendo. Anche qui Umbrella rimane fondamentale, ma il film non pretende che lo spettatore conosca trent’anni di videogiochi per capire ciò che sta succedendo.
Chi conosce la saga, però, coglie immediatamente qualcosa in più.
Umbrella rappresenta da sempre l’idea che l’orrore di Resident Evil è stato creato dagli esseri umani.
Gli zombie fanno paura, ma qualcuno li ha prodotti.
I mostri inseguono i protagonisti, ma prima sono esistiti laboratori, ricercatori e dirigenti convinti di poter controllare quelle creature. Il vero nemico, quindi, spesso non è quello che trovi nel corridoio. È l’azienda che ha deciso di crearlo.
Nei film con Milla Jovovich, iniziati nel 2002, Umbrella è stata modificata in diversi aspetti ma la funzione rimane molto simile.
La versione cinematografica viene presentata come una gigantesca multinazionale con interessi nella tecnologia, nella medicina e nella sanità, mentre segretamente sviluppa armi militari, esperimenti genetici e virus. Anche le origini del T-Virus vengono cambiate rispetto ai videogiochi, collegandole maggiormente a James Marcus e alla ricerca di una cura per sua figlia Alicia.
Il concetto, però, resta identico.
Una scoperta presentata come possibile soluzione a un problema medico finisce per produrre zombie e mutazioni incontrollabili.
Capcom stessa, nel proprio portale ufficiale, descrive anche le diverse versioni cinematografiche come storie nelle quali Umbrella resta responsabile della diffusione del T-Virus e degli esperimenti che hanno devastato il mondo.
Nei videogiochi l’azienda originale finisce poi per crollare.
La distruzione del laboratorio del Caucaso nel 2003 rappresenta uno degli ultimi colpi decisivi alla vecchia Umbrella. Ma la scomparsa della società non risolve il problema. Le sue ricerche, i virus e le conoscenze accumulate negli anni finiscono nelle mani di altre organizzazioni, governi e gruppi criminali.
In pratica Umbrella muore come azienda, ma lascia in eredità qualcosa di molto peggiore.
Il mondo ha ormai imparato a produrre armi biologiche.
Ed è anche per questo che Resident Evil può andare avanti per decenni senza dover riportare continuamente in scena la stessa società.
Umbrella ha aperto una porta che nessuno è più riuscito a chiudere.
Per un nuovo spettatore, quindi, basta ricordare una definizione semplice: Umbrella Corporation è l’azienda farmaceutica che, dietro una facciata rispettabile, sviluppa virus e armi biologiche e finisce per provocare gran parte delle catastrofi che danno origine all’universo di Resident Evil.
Se compare il suo logo, difficilmente sta per succedere qualcosa di buono.
Tu conoscevi già la storia della Umbrella Corporation oppure il nuovo Resident Evil ti ha fatto venire voglia di scoprire meglio l’universo dei videogiochi? Scrivicelo nei commenti.


