“I molti santi del New Jersey”: analisi e recensione del film prequel de “I Soprano”

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Diretto da Alan Taylor e distribuito dalla Warner Bros, “I molti santi del New Jersey” è un film del 2021 che funge da prequel della celeberrima serie televisiva “I Soprano“, andata in onda dal 1994 al 2007.
Tra i produttori e gli sceneggiatori del film figura David Chase, colui che ha dato vita alla sopracitata serie.

Il film è disponibile dal mese di luglio su Sky.

Trama e cast

I molti santi del New Jersey” racconta la storia di un giovanissimo Tony Soprano alle prese col mondo della criminalità, nel quale viene introdotto dallo zio Dickie Moltisanti, padre dell’allora neonato Christopher, nipote di Tony e da lui ucciso nella serie originale.
Proprio al defunto Christopher è affidato il ruolo di narratore esterno delle vicende.

Nel film figurano molti attori importanti e noti del panorama cinematografico: Alessandro Nivola nei panni di Dickie Moltisanti, Ray Liotta in quelli di Hollywood “Dick” Moltisanti / Salvatore “Sally” Moltisanti e Vera Farmiga in quelli di Livia Soprano, la madre di Tony.
Quest’ultimo è impersonificato dal figlio del compianto James Gandolfini, l’indimenticabile Tony Soprano adulto nella serie originale: Michael Gandolfini, classe ’99 e già similissimo – di aspetto – al padre.

Completano il cast Michela De Rossi (Giuseppina Moltisanti), Jon Bernthal (Johnny Boy Soprano), Corey Stoll (Corrado Junior Soprano), Billy Magnussen (Paulie Walnuts), John Magaro (Silvio Dante).

Il contesto storico

Gli eventi del film “I molti santi del New Jersey” si svolgono all’interno di un drammatico contesto storico realmente accaduto: quello delle rivolte razziali di Newark, durante la comunemente detta “lunga estate calda del 1967“.

La rivolta avvenne tra il 12 e il 16 luglio del 1967, e vide fronteggiarsi la popolazione afroamericana del luogo e i cittadini bianchi ivi residenti (soprattutto ebrei, italiani e irlandesi americani). 

I conflitti tra queste due fazioni di individui erano già una realtà consolidata in quel di Newark, ma la classica, superfamosa “goccia che fa traboccare il vaso” cadde il 12 luglio, quando un poliziotto della città pestò a sangue il tassista afro-americano John Smith.

Durante i 4 giorni della rivolta ci furono numerosi scontri che provocarono la morte di 26 persone e centinaia di feriti gravi, oltreché numerosi danne alle proprietà circostanti per, si calcola, un totale di 10 milioni di dollari di danni.

Solo con l’intervento della Guardia Nazionale, che impiegò addirittura dei carri armati, la situazione si placò.

“I molti santi del New Jersey”: perché vederlo

Se anche tu – come me – hai amato “I Soprano“, non puoi proprio perderti questo film, in cui rivedrai, in versione giovane e in quello che sembra essere il loro “momento di gloria“, i numerosi protagonisti della serie madre.

Pauline Walnuts, Corrado “Junior” Soprano, Janet Soprano e tanti altri: alcuni di loro faranno solo una breve comparsa nell’opera, e non verranno fornite molte più informazioni sul loro passato di quelle che già sapevamo, però per quanto mi riguarda è stato dannatamente bello risentire ancora una volta anche solo pronunciare i loro nomi, e di conseguenza ricordare con un sorriso malinconico i loro “legittimi proprietari” (perché certo, bravissimi i nuovi attori che li hanno interpretati qui, ma quelli originali, storici, sono e saranno sempre indimenticabili).

Rimanendo in tale ambito, è però necessario fare un plauso in particolare al giovane John Magaro, interprete di un altrettanto giovane Silvio Dante (il personaggio di Steven Van Zandt ne “I Soprano”).

Chi ha visto la serie non può non ricordarsi di lui, delle sue espressioni e della sua gestualità tipicamente italiana (nonostante Van Zandt sia uno dei pochi de “I Soprano” a non aver alcuna origine italiana).
Ebbene, ne “I molti santi del New Jersey” Magaro ha ricreato perfettamente una copia esatta di Silvio, tanto che sembrava davvero di vedere lui da giovane. 

Questo è un altro elemento, insieme alla voce narrante di Christopher, alla altrettanto assoluta somiglianza (in questo caso dettata dalla consanguineità) tra Tony Jr e Tony Senior (ovvero tra Michael e James Gandolfini), e non per ultima alla sigla de “I Soprano” (“Woke up this morning” degli Alabama 3), che fa da chiusa al film, a scaldare il cuore degli affezionati come me.

Chi non ha mai visto “I Soprano”, può vedere ed apprezzare ugualmente questo film?

Domanda oltremodo lecita, la cui risposta, a parer mio, è .

Certo, nomi e personaggi saranno per l’individuo in questione solo nomi e personaggi, scissi dall’emotività che possono scatenare nella mente dei conoscitori appassionati de “I Soprano“, ma l’opera rimane comunque godibile, con brave capacità attoriali e storie di vita che si intrecciano tra loro all’interno di un mondo in continuo, rapido mutamento.

Ma a tal proposito, un piccolo difetto – se così vogliamo definirlo – del film: la lentezza. Una caratteristica, questa, che del resto spesso è tipica dei gangster movie, i quali si prendono tutto il tempo per narrare le vicende e i loro antefatti, incentrandosi in questo spesso più sulla personalità dei personaggi che sulla dinamica degli eventi.

Eppure onestamente non lo definirei proprio “difetto” nel senso negativo del termine: la lentezza de “I molti santi del New Jersey” si percepisce, ma non annoia nè appesantisce troppo la narrazione, a mio personalissimo parere, anzi, incrementa il senso di intimità del film, che costituisce una finestra aperta sulla vita quotidiana di Tony Soprano, Dickie Moltisanti e gli altri, del cui panorama si può secondo me godere anche se non si è mai vista la serie de “I Soprano“, soprattutto se si è amanti di quegli echi narrativi lasciati in eredità dai più grandi film sulla mafia (come, ad esempio, la saga de “Il padrino” e il film “Quei bravi ragazzi“).

“I molti santi del New Jersey”, pregi e difetti

I molti santi del New Jersey” è un film vero, intenso e schietto, che non cerca di indorare i drammatici eventi che fanno da sfondo alle vicende di Dickie e i suoi.
Gli scontri tumultuosi tra italoamericani e afroamericani sono esposti con crudezza e realismo tali da sembrar rendere impossibile l’idea di una risoluzione pacifica, proprio come effettivamente era al tempo.

Se però queste lotte continue costituiscono quasi un protagonista a sè stante, all’interno dell’opera, onnipresente e drammaticamente importante, ciò non accade con quello che, al lancio del film, era presentato come uno dei personaggi principali veri e propri: Tony Soprano, il quale è relegato più che altro (quasi) a sfondo.
Il suo personaggio infatti non spicca particolarmente nella narrazione, il che però è anche giustificabile dalla sua giovane età all’epoca del film.
Tony è presentato come un bambino e poi un adolescente disilluso dal proprio padre e affascinato dallo zio Dickie, nel quale vede un esempio e un modello, in un rapporto che ricorda molto quello che successivamente si instaurerà tra un Tony Soprano ormai adulto ed un giovane Christopher Moltisanti, suo nipote, ma che al medesimo tempo richiama anche la relazione d’amore-odio portata avanti da altri personaggi eclatanti di film/serie tv incentrate sulla criminalità organizzata (si pensi ad esempio a Nucky Thompson/Jimmy Darmody in “Boardwalk empire“).

Ciò che tuttavia lo caratterizza – e lo allontana dal Tony Soprano della serie madre – è l’attaccamento all’idea di “buono e giusto”, e il suo voler rimanere lontano dal fetido mondo della criminalità organizzata che lo circonda da ogni lato.
Ma anche questa è solo una mera, lontana illusione destinata a svanire ben presto, trascinando il povero Tony in un baratro profondo e senza uscita, dal quale riemergerà il cinico, violento e opportunista Tony che chi ha visto “I Soprano” conosce bene.

Voi che cosa dite? Avete già visto questo film o lo guarderete? Siete d’accordo con le mie impressioni o no?
Fateci sapere la vostra qui sotto nei commenti!

La Recensione

"I molti santi del New Jersey"

8 Voto

Un film che rievoca le atmosfere de "I Soprano" e permette di ricordare i vecchi personaggi, ma che si regge bene sulle proprie gambe e può essere apprezzato anche da chi non ha mai visto la serie.

PRO

  • Tanti echi da "I Soprano"
  • Contesto storico accurato e crudo
  • Può essere visto e capito anche da chi non ha mai visto la serie madre

CONTRO

  • Poco focus su Tony Soprano
  • Talvolta un po' di lentezza degli eventi

Recensione

  • Voto 8
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