Dopo 35 anni di onorato servizio a Springfield, un personaggio storico de “I Simpson” ci ha lasciato per sempre. E questa volta non c’è trucco, non c’è inganno: è morta davvero. Ti racconto cosa è successo nell’episodio sette della 37esima stagione e perché questa morte segna la fine di un’era per la serie animata più longeva della televisione.
La morte di Alice Glick durante la messa
Nel settimo episodio della stagione 37, intitolato “Sashes to Sashes”, succede qualcosa di inaspettato. Alice Glick, l’organista della Prima Chiesa di Springfield, si accascia improvvisamente sull’organo e muore nel bel mezzo di una predica del Reverendo Lovejoy. Una scena triste ma anche molto da Simpson: rapida, inaspettata e che diventa subito il motore della storia.
La morte di Alice non è solo un momento drammatico buttato lì. Serve da punto di partenza per tutto l’episodio: la signora Glick lascia in eredità i suoi beni alla scuola elementare di Springfield per finanziare un nuovo programma di musica. Ma come sempre a Springfield, le cose non vanno mai lisce. Il figlio del sindaco Quimby propone di usare quei soldi per organizzare un festival musicale di tre giorni invece che per il programma scolastico.
E chi si oppone? Ovviamente Lisa Simpson, che scava nei segreti della famiglia Quimby e convince il fratello Bart a candidarsi contro il giovane Quimby per la presidenza del consiglio studentesco. Alla fine i desideri della signora Glick vengono rispettati e il programma musicale viene salvato.
Non è la prima volta che muore
Ecco il colpo di scena: questa è tecnicamente la seconda morte di Alice Glick ne “I Simpson”. La prima volta era successo nella stagione 23, quando il personaggio era stato apparentemente ucciso da una foca robot impazzita. Ma come spesso succede nella serie, dopo quella morte Alice era riapparata sia da viva che da fantasma, a seconda delle necessità della puntata.
Questa volta però è diverso. Il produttore esecutivo Tim Long ha confermato a People che stavolta è finita per davvero. “In un certo senso, Alice l’organista vivrà per sempre attraverso la bella musica che ha fatto”, ha detto. “Ma in un altro senso, più importante, sì, è morta stecchita”.
L’espressione inglese “dead as a doornail” (letteralmente “morta come un chiodo di porta”) non lascia spazio a dubbi. Niente resurrezioni stavolta, niente apparizioni ghost. Alice Glick ha suonato il suo ultimo accordo all’organo della chiesa.
Chi era Alice Glick
Per chi non la ricordasse, Alice Glick ha fatto il suo debutto nella stagione due con l’episodio “Three Men and a Comic Book” (in italiano “Tre uomini e un fumetto”). All’inizio era doppiata da Cloris Leachman, ma nelle apparizioni successive la voce è stata quella di Tress MacNeille.
Per 35 anni Alice è stata uno di quei personaggi secondari che fanno da sfondo alla vita di Springfield. Non la protagonista, ma una presenza fissa, come tanti altri abitanti della città che conosciamo e amiamo. E proprio per questo la sua morte ha colpito i fan.
La reazione dei fan
Su X (il vecchio Twitter) i fan non hanno nascosto la tristezza. “Alice Glick è morta di nuovo nella stagione 37, episodio 7. Nooooo”, ha scritto un utente. Un altro ha fatto riferimento alla recente morte di Larry “The Lush” Dalrymple nella stagione 35: “Prima Larry, ora Alice Glick. I Simpson stanno uccidendo tutti quanti…”.
E in effetti è un po’ vero. Dopo 37 stagioni in onda, la serie sta iniziando a fare i conti con il passare del tempo. I personaggi storici stanno invecchiando (almeno concettualmente), e gli sceneggiatori devono trovare modi per mantenere la serie fresca e attuale.
Perché uccidere i personaggi dopo 35 anni?
La risposta è semplice: rinnovamento. “I Simpson” è in onda dal 1989, è la serie animata più longeva della storia della televisione. Dopo così tanto tempo, anche una serie con personaggi che non invecchiano mai ha bisogno di cambiare qualcosa.
Uccidere personaggi secondari permette agli sceneggiatori di esplorare temi nuovi, creare nuove dinamiche, e soprattutto ricordare al pubblico che anche a Springfield il tempo passa. È un modo per dare peso emotivo alle storie, per far capire che le azioni hanno conseguenze.
Le origini de “I Simpson”
Visto che parliamo di storia, facciamo un salto indietro. “I Simpson” è nato come una serie di corti animati all’interno del “Tracey Ullman Show” nel 1987. Il creatore Matt Groening aveva rifiutato un’offerta iniziale per trasformare i suoi fumetti “Life in Hell” in corti animati, e invece aveva abbozzato velocemente la famiglia Simpson mentre aspettava in una sala d’attesa per il suo incontro.
Groening ha dato ai personaggi i nomi della sua vera famiglia, sostituendo solo il suo nome con Bart. Perché Bart? È un anagramma di “brat”, che in inglese significa “moccioso”.
La famiglia è diventata così popolare che il produttore James L. Brooks ha capito che meritavano una serie tutta loro. E così nel 1989 è nato lo show che tutti conosciamo.
Perché sono gialli?
Ti sei mai chiesto perché i Simpson sono gialli? Groening voleva qualcosa che attirasse l’attenzione mentre la gente faceva zapping. Ha spiegato alla BBC: “Un’animatrice ha proposto il giallo e appena me l’ha mostrato ho detto: ‘Questa è la risposta!’. Quando fai zapping con il telecomando e vedi un lampo di giallo, sai che stai guardando I Simpson”.
Il tema musicale iconico
Il tema di apertura, quella musichetta che tutti conosciamo a memoria, è stata composta da Danny Elfman dei Oingo Boingo. Groening gli aveva chiesto di creare qualcosa in “stile retrò” e Elfman ci ha messo solo due giorni a comporla. È considerata il pezzo più popolare della sua carriera.
Springfield: la città che potrebbe essere ovunque
Groening ha scelto Springfield come ambientazione perché è un nome di città comunissimo negli Stati Uniti, presente in almeno 29 stati. Nel 2012 ha rivelato a Smithsonian Magazine che il nome viene da Springfield, in Oregon, vicino alla sua città natale Portland. Ma ha sempre mantenuto volutamente oscuro in quale stato si trovi la Springfield dei Simpson. “Pensavo: ‘Sarà fantastico, tutti penseranno che sia la loro Springfield’. E infatti è così”.
I Simpson e la politica
La famiglia Bush non era fan della serie. Nel 1990 la First Lady Barbara Bush definì lo show “la cosa più stupida che avesse mai visto”. Gli sceneggiatori risposero con una lettera firmata da Marge Simpson, e la First Lady si scusò.
All’inizio del 1992, il presidente George H.W. Bush disse durante un discorso: “Continueremo a cercare di rafforzare la famiglia americana, per rendere le famiglie americane più simili ai Walton e meno simili ai Simpson”. Gli sceneggiatori risposero nella puntata successiva, una replica, con un’apertura che mostrava la famiglia guardare il discorso mentre Bart commentava: “Ehi, siamo proprio come i Walton. Anche noi preghiamo per la fine della Depressione”.
Curiosità che forse non conoscevi
Homer è l’unico personaggio che ha battute in ogni singolo episodio. Il suo “D’oh!” è stato aggiunto all’Oxford English Dictionary, anche se negli script appare semplicemente come “grugnito infastidito”.
Quasi tutti i personaggi de “I Simpson” hanno solo quattro dita, ma c’è un’eccezione: Dio è l’unico disegnato con cinque dita.
La serie ha predetto il futuro diverse volte. Nel 2000, l’episodio “Bart to the Future” mostrava che Donald Trump era stato presidente degli Stati Uniti e aveva lasciato la nazione in bancarotta. Nel 1998, un episodio rivelava che la 20th Century Fox era diventata una divisione della Walt Disney Company, cosa che è successa davvero 19 anni dopo.
Se volessi guardare tutti gli episodi trasmessi negli ultimi 35 anni, ci vorrebbero oltre 14 giorni interi di visione continua.
Il futuro de “I Simpson”
Con 37 stagioni alle spalle e ancora in produzione, “I Simpson” continua a essere un fenomeno culturale. La morte di Alice Glick ci ricorda che anche in una serie dove i personaggi non invecchiano, il tempo passa e le cose cambiano.
La serie ha saputo reinventarsi decine di volte nel corso degli anni, affrontando temi sempre nuovi, commentando l’attualità, e mantenendo quella satira intelligente che l’ha resa famosa. E anche se dire addio a personaggi storici fa sempre male, è anche un segno che la serie è ancora viva, ancora capace di sorprendere, ancora capace di emozionare.
E tu cosa ne pensi? Ti dispiace per la morte di Alice Glick? Quali altri personaggi storici de “I Simpson” vorresti rivedere? E soprattutto, pensi che la serie dovrebbe continuare ancora o è ora di dire basta? Scrivilo nei commenti!


