Jason Statham è tornato al cinema italiano da ieri, 10 settembre, con Mutiny, e se sapete già cosa cercate in un suo film probabilmente uscirete dalla sala soddisfatti. Il nuovo action diretto da Jean-François Richet non prova a reinventare il genere e non nasconde mai le proprie intenzioni: mettere Statham al centro di una storia di vendetta, cospirazioni e scontri fisici, lasciandogli fare ciò che il pubblico si aspetta da lui. In Italia il film è distribuito da Eagle Pictures ed è arrivato nelle sale con il titolo originale Mutiny.
Statham interpreta Cole Reed, ex soldato che assiste all’omicidio del suo ricchissimo datore di lavoro e viene incastrato per il delitto. Da quel momento la storia parte senza perdere troppo tempo: Reed deve fuggire, capire chi lo ha tradito e rintracciare il vero responsabile. Le indagini lo portano a bordo di una nave mercantile, dove quello che sembrava un semplice regolamento di conti si allarga fino a diventare una cospirazione internazionale.
La trama non è esattamente imprevedibile.
Anzi, Mutiny funziona meglio se lo si guarda accettando da subito il suo meccanismo. Statham entra in una stanza, qualcuno lo sottovaluta, pochi minuti dopo quella persona probabilmente si pente della scelta. Ci sono sparatorie, combattimenti corpo a corpo, inseguimenti e una quantità di cattivi sufficientemente ampia da permettere al protagonista di non restare mai troppo tempo senza qualcuno da colpire.
E va bene così.
Il regista Jean-François Richet, già dietro Plane con Gerard Butler e Blood Father con Mel Gibson, sa costruire un action vecchia scuola senza gonfiarlo inutilmente. Mutiny dura circa 95 minuti, una scelta che gli fa parecchio bene: entra subito nella vicenda, accelera e arriva ai titoli di coda prima che la formula inizi a diventare troppo ripetitiva.
Il vero motivo per andare al cinema resta comunque Statham.
A 59 anni continua ad avere una presenza fisica che pochi attori action contemporanei riescono a replicare. Non serve riempirlo di battute brillanti o lunghi monologhi. Cole Reed funziona perché Statham riesce a vendere perfettamente quella combinazione di calma e pericolo che ormai è diventata il suo marchio.
Accanto a lui troviamo Annabelle Wallis, Roland Møller, Jason Wong, Adrian Lester, Ramon Tikaram e Arnas Fedaravičius. Wallis porta un po’ di respiro alle scene più investigative, anche se il film non nasconde mai chi sia il protagonista assoluto.
Il problema principale è proprio quello che molti critici americani hanno evidenziato.
La parte action funziona molto meglio della trama.
Su Rotten Tomatoes Mutiny è attualmente al 50% di recensioni positive, con un consenso abbastanza chiaro: l’azione è solida, Statham resta efficace, ma la storia diventa troppo contorta e il tono eccessivamente cupo finisce per appesantire alcuni passaggi. Il pubblico è stato però molto più generoso: il Popcornmeter è all’86%.
E questa differenza racconta piuttosto bene il film.
Chi entra aspettandosi un thriller raffinato, pieno di sorprese e personaggi complessi potrebbe uscirne deluso. Chi compra il biglietto pensando “voglio vedere Jason Statham prendere a pugni gente per un’ora e mezza” difficilmente si sentirà tradito.
Ci sono momenti nei quali la sceneggiatura accumula cospirazioni, vecchi conti da regolare e spiegazioni che interessano meno delle scene d’azione. Il film diventa molto più divertente appena smette di spiegare e lascia Reed risolvere i problemi con metodi decisamente più diretti.
Non è un caso che il pubblico americano lo abbia accolto meglio della critica.
Al botteghino, invece, il percorso non è stato altrettanto brillante. Negli Stati Uniti Mutiny ha debuttato il 21 agosto e finora ha raccolto circa 26,5 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget riportato intorno ai 40 milioni.
Non è quindi uno dei grandi successi commerciali di Statham.
Ma giudicare Mutiny soltanto dai numeri sarebbe anche un po’ ingeneroso. È uno di quei film costruiti per un pubblico molto preciso e che non prova nemmeno a fingersi altro. Il suo obiettivo è intrattenere, mostrare un protagonista quasi indistruttibile e mantenere il ritmo alto fino alla fine.
Da questo punto di vista, il bersaglio viene centrato.
Tu andrai a vedere Mutiny al cinema? E dove lo metteresti rispetto a The Beekeeper, La furia di un uomo e gli altri action recenti di Jason Statham? Scrivilo nei commenti.
La Recensione
Mutiny (2026)
Non sarà il miglior film di Jason Statham e probabilmente non entrerà tra i suoi titoli più ricordati, ma Mutiny è un action compatto, violento e abbastanza divertente da giustificare una serata al cinema, soprattutto se siete già affezionati al suo modo di fare cinema. Oppure forse ancora meglio in streaming ma bisognerà aspettare un mesetto o due.
PRO
- Jason Statham fa esattamente ciò che ci si aspetta da lui: combattimenti, inseguimenti e un protagonista duro che non perde tempo.
- Dura circa 95 minuti, quindi va dritto al sodo e non si trascina per oltre due ore.
CONTRO
- La trama non è particolarmente originale e utilizza parecchi elementi già visti in altri action con Statham.
- Alcuni passaggi della cospirazione diventano più complicati del necessario rispetto alla semplicità con cui funziona la parte d’azione.


