Masterplan con Stanley Tucci sta conquistando gli spettatori di Prime Video, nonostante le recensioni poco entusiaste. Il film, arrivato sulla piattaforma senza una grande campagna pubblicitaria, è riuscito a raggiungere il terzo posto nella classifica dei titoli più popolari del servizio streaming. Un risultato interessante per una commedia poliziesca che, almeno secondo noi di Wonder Channel, aveva parecchi problemi.
Chi ha letto la nostra recensione ricorderà che avevamo assegnato a Masterplan un 4 su 10, considerando il film una produzione piuttosto debole, incapace di sfruttare pienamente le potenzialità del suo protagonista.
Eppure, evidentemente, la presenza di Stanley Tucci e la promessa di un grande furto internazionale sono bastate a incuriosire numerosi abbonati.
Ma di cosa parla esattamente il film?
Diretto da Thomas Vincent, già coinvolto nella realizzazione della serie Reacher, Masterplan racconta la storia di Roger Cavendish, un esperto ladro d’arte britannico interpretato da Stanley Tucci.
L’uomo ha un obiettivo ambizioso: rubare la Gioconda, uno dei dipinti più famosi e sorvegliati del mondo.
Per riuscirci decide di reclutare due giovani complici, apparentemente molto diversi tra loro.
La prima è Chiara, interpretata dall’attrice italiana Simona Tabasco, conosciuta dal pubblico internazionale grazie a The White Lotus.
Chiara è un’esperta di tecnologia, capace di occuparsi dei sistemi informatici necessari per organizzare il colpo.
Il secondo è Jay, interpretato da Victor Belmondo, nipote del leggendario attore francese Jean-Paul Belmondo.
Jay è invece specializzato negli esplosivi e negli aspetti più rischiosi delle operazioni criminali.
Ma Roger nasconde un segreto: Chiara e Jay sono in realtà i suoi figli, che non sanno di essere fratello e sorella.
Una premessa che avrebbe potuto dare vita a una commedia divertente, mescolando le difficoltà di un rapporto familiare appena scoperto con la tensione di una rapina internazionale.
Il problema è che il film preferisce puntare su situazioni improbabili e battute piuttosto prevedibili, sacrificando la credibilità della storia.
Almeno questa è stata la nostra impressione.
Stanley Tucci rimane naturalmente il principale motivo per cui vale la pena avvicinarsi a Masterplan.
L’attore americano ha dimostrato più volte di sapersi muovere con disinvoltura tra generi cinematografici completamente differenti.
Lo abbiamo apprezzato ne Il diavolo veste Prada, dove interpretava Nigel Kipling, ma anche in produzioni drammatiche come Amabili resti e Era mio padre.
Negli ultimi anni ha continuato a lavorare senza fermarsi, partecipando anche alla serie Citadel e tornando nel ruolo di Nigel nel sequel de Il diavolo veste Prada.
In Masterplan, però, nemmeno il suo carisma riesce a rendere particolarmente interessante una sceneggiatura che sembra accontentarsi del minimo indispensabile.
La rapina della Gioconda avrebbe potuto essere il punto di partenza per un thriller intelligente, pieno di tensione e colpi di scena.
Invece ci troviamo davanti a una commedia leggera che non riesce a sviluppare adeguatamente né il lato criminale né quello familiare.
Anche dal punto di vista visivo, il film appare più vicino a una produzione televisiva che a un’avventura cinematografica di grande respiro.
Le ambientazioni e le sequenze dedicate alla preparazione del furto non hanno quella personalità che ci aspetteremmo da una storia costruita attorno a uno dei dipinti più celebri della storia.
Eppure Masterplan dura soltanto 110 minuti e probabilmente proprio questa leggerezza rappresenta uno dei motivi del suo successo.
Non richiede di seguire numerosi episodi, come accade con le serie televisive, e propone una storia che può essere vista tranquillamente durante una serata.
Un prodotto pensato per intrattenere senza troppe pretese.
Le recensioni della critica, tuttavia, non sembrano particolarmente incoraggianti.
Al momento del rilevamento citato dalla stampa americana, Rotten Tomatoes riportava soltanto cinque recensioni, delle quali una positiva.
Un campione ancora troppo piccolo per trarre conclusioni definitive, ma sufficiente a evidenziare un’accoglienza iniziale piuttosto fredda.
Il risultato su Prime Video dimostra comunque che successo di pubblico e qualità percepita dalla critica non coincidono necessariamente.
Un film può diventare molto visto grazie alla notorietà degli attori, alla curiosità degli abbonati o semplicemente alla posizione occupata nella classifica della piattaforma.
E bisogna ricordare che una buona posizione nella Top 10 non ci dice automaticamente quante persone abbiano guardato il film fino alla fine o se ne siano rimaste soddisfatte.
Personalmente continuo a pensare che Masterplan sia un’occasione sprecata.
Con Stanley Tucci, Simona Tabasco e un’idea come il furto della Gioconda, mi sarei aspettato una storia molto più brillante.
Il suo successo su Prime Video non cambia quindi il nostro giudizio: per noi rimane un film da 4 su 10.
Ma adesso siamo curiosi di conoscere la vostra opinione.
Avete visto Masterplan su Prime Video? Vi è piaciuto oppure, come noi, lo avete trovato deludente?
Stanley Tucci è riuscito a convincervi oppure pensate che meriterebbe sceneggiature migliori?
Raccontateci nei commenti se consigliereste questo film agli altri abbonati.


