Rebecca Ferguson e Chris Pratt sono i protagonisti di “Mercy: Sotto Accusa”, il nuovo thriller fantascientifico diretto da Timur Bekmambetov che arriva domani, 22 gennaio 2026, nelle sale cinematografiche italiane. Il film però ha già ricevuto il verdetto della critica americana ed è stato stroncato: su Rotten Tomatoes, il sito che raccoglie le recensioni dei critici cinematografici, ha ottenuto solo il 30% di valutazioni positive, uno dei punteggi più bassi dell’anno.
La trama del film è ambientata in un futuro prossimo e racconta una storia inquietante. Chris Pratt interpreta Chris Raven, un detective della polizia di Los Angeles accusato di aver ucciso sua moglie. In questo futuro immaginario, però, non sono più i giudici umani a decidere della colpevolezza o innocenza degli imputati. Il sistema giudiziario è stato affidato all’intelligenza artificiale. Raven deve quindi difendersi davanti a un giudice robotico interpretato da Rebecca Ferguson, cercando di dimostrare la sua innocenza.
Il cast del film comprende anche Annabelle Wallis nei panni di Nicole Raven, la moglie della vittima, Kylie Rogers come Britt Raven, Kali Reis nel ruolo di Jacqueline Diallo, Chris Sullivan come Rob Nelson, Kenneth Choi come Ray Vale e altri attori che completano un gruppo di interpreti di qualità. Sulla carta, quindi, il film aveva tutti gli ingredienti per funzionare: un’idea originale, un cast stellare e un regista esperto.
Ma secondo i critici americani qualcosa non ha funzionato. Le recensioni parlano di un film che aveva un’idea interessante ma che non è riuscito a svilupparla nel modo giusto. Il problema principale sembra essere la sceneggiatura, che non ha approfondito abbastanza il mondo futuristico in cui è ambientata la storia. Come può funzionare un sistema giudiziario gestito dall’intelligenza artificiale? Quali sono le regole? Cosa succede se l’intelligenza artificiale sbaglia? Tutte domande a cui il film non risponde in modo soddisfacente.
Alcuni critici hanno però trovato degli aspetti positivi. Il film appartiene a un genere chiamato “screenlife”, dove tutta l’azione viene mostrata attraverso schermi di computer, telefoni e telecamere. “Mercy: Sotto Accusa” evolve questo formato usando ricostruzioni futuristiche della scena del crimine che permettono di uscire dagli schermi e di vedere il mondo più ampio in cui si svolge la storia. Questo ha permesso di aggiungere azione e movimento a un genere che rischiava di diventare ripetitivo.
Le performance degli attori sono state generalmente apprezzate. Chris Pratt offre un’interpretazione emotivamente intensa e credibile, molto diversa dai suoi soliti ruoli nei film d’azione. Ma è Rebecca Ferguson a rubare la scena. La sua interpretazione del giudice artificiale è stata definita la presenza più affascinante del film. L’attrice riesce a dare umanità e complessità a un personaggio che tecnicamente è una macchina.
Il mistero centrale della trama funziona bene e tiene lo spettatore con il fiato sospeso. Chi ha davvero ucciso la moglie del detective? È stato davvero lui o c’è qualcun altro dietro? Il film riesce a mantenere alta la tensione e a creare colpi di scena che sorprendono il pubblico.
Nonostante le critiche negative, “Mercy: Sotto Accusa” potrebbe comunque interessare gli appassionati di fantascienza e thriller. Si tratta di un film che prova a fare qualcosa di diverso, anche se non riesce sempre a raggiungere i suoi obiettivi. L’idea di un sistema giudiziario gestito dall’intelligenza artificiale è sicuramente attuale e solleva domande importanti sul futuro della giustizia e della tecnologia.
Il regista Timur Bekmambetov è conosciuto per film visivamente interessanti e per aver già lavorato con il formato screenlife in altri progetti. Con “Mercy: Sotto Accusa” ha cercato di portare questo genere in una nuova direzione, mescolando elementi di fantascienza, thriller giudiziario e mistero.
Il film durerà circa due ore e sarà nelle sale italiane a partire da domani. Sarà interessante vedere se il pubblico italiano avrà la stessa reazione negativa della critica americana o se riuscirà ad apprezzare gli aspetti originali del progetto.
E tu andrai a vedere “Mercy: Sotto Accusa” al cinema? Ti incuriosisce l’idea di un giudice fatto di intelligenza artificiale? Lascia un commento e dicci la tua opinione!


