A due mesi dalla morte di Peppino Di Capri, avvenuta l’11 luglio nella sua amata Capri, si apre ora il capitolo più delicato: quello dell’eredità. A far esplodere il caso è stata Roberta Stoppa, prima moglie del cantante e madre del suo primogenito, che ha parlato di un testamento “strano” e di rapporti familiari molto tesi. Secondo lei, la successione potrebbe trasformarsi in una battaglia lunga e complicata.
Le parole più pesanti sono arrivate proprio sul documento lasciato dall’artista.
Stoppa ha raccontato al Corriere della Sera che Peppino Di Capri avrebbe lasciato un testamento che gli avvocati stanno ora esaminando, perché a suo dire sarebbe scritto male e potrebbe contenere elementi da approfondire. L’ex moglie ha persino ipotizzato che possano esserci stati condizionamenti o forzature, anche se al momento non risulta accertato nulla di simile.
È importante quindi distinguere bene i fatti dalle accuse.
Per ora sappiamo soltanto che esiste un testamento e che la prima moglie lo considera problematico. Non sappiamo ancora se il documento verrà contestato, se qualcuno lo impugnerà o se emergeranno irregolarità concrete.
La tensione familiare, però, sembra già alta.
Roberta Stoppa ha usato un paragone fortissimo, dicendo di temere una situazione “peggio di quella della famiglia Agnelli”. Una frase che rende bene il clima che descrive, anche se naturalmente siamo ancora lontani dal sapere se nascerà davvero un contenzioso di quelle dimensioni.
Al centro della successione ci sono i figli di Peppino Di Capri.
Le fonti più attendibili indicano il primogenito Nico, avuto con Roberta Stoppa, e poi Edoardo e Daria, nati dal matrimonio con Giuliana Gagliardi. La vedova Giuliana è morta nel 2019, mentre Stoppa e Peppino Di Capri erano divorziati da tempo.
Attorno all’eredità ruotano diversi beni e interessi.
Ci sono innanzitutto i diritti legati alle canzoni, con un repertorio che comprende brani come Champagne, Roberta, Nun è peccato e St. Tropez Twist. Poi c’è il patrimonio immobiliare, nel quale spicca Villa Castiglione, la casa di Capri dove il cantante ha trascorso gli ultimi anni e dove è morto dopo una lunga malattia.
Stoppa ha però ridimensionato l’idea di una fortuna sterminata.
Secondo il suo racconto, Peppino avrebbe guadagnato meno di quanto molti immaginano e una parte del patrimonio sarebbe stata gestita male nel corso degli anni. Ha anche ricordato quanto gli ultimi tempi fossero diventati complicati per via delle condizioni di salute del cantante.
Il passaggio forse più amaro riguarda però i rapporti tra i familiari.
La prima moglie ha descritto una situazione molto difficile tra i fratelli, parlando apertamente di forte ostilità. Ha anche detto che negli ultimi anni lei e il figlio avrebbero avuto difficoltà a vedere Peppino. Si tratta, anche in questo caso, della sua versione dei fatti e non di circostanze accertate da documenti pubblici.
Resta però il segnale di una famiglia che potrebbe arrivare all’apertura della successione già divisa.
La morte di Peppino Di Capri ha colpito profondamente Napoli e soprattutto Capri, dove il cantante era rimasto legatissimo fino agli ultimi giorni. Era uno degli ultimi grandi interpreti della canzone italiana del Novecento, con una carriera durata decenni, due vittorie a Sanremo e una quantità impressionante di brani entrati nella memoria popolare.
Proprio per questo la questione dell’eredità non riguarda soltanto case e denaro.
C’è anche da capire chi gestirà in futuro nome, immagine, catalogo musicale e memoria artistica di Peppino Di Capri. In casi simili, il valore economico dei diritti può continuare per anni e diventare persino più delicato dei beni materiali.
Il testamento potrebbe quindi avere un peso enorme.
Se verrà ritenuto valido e chiaro, la successione potrebbe essere gestita senza particolari scossoni. Se invece uno o più eredi dovessero contestarlo, si aprirebbe uno scenario molto diverso, con avvocati, perizie e possibili cause.
Per adesso siamo ancora all’inizio.
Le parole di Roberta Stoppa hanno acceso i riflettori su una vicenda che probabilmente continuerà a far discutere, ma non bisogna trasformare i sospetti in certezze. Il documento esiste, gli avvocati lo stanno studiando e il resto verrà fuori soltanto con il tempo.
Tu cosa ne pensi? Le famiglie dei grandi artisti dovrebbero rendere più trasparente la gestione dell’eredità oppure queste questioni dovrebbero restare private? Scrivilo nei commenti.


