Il giovane Montalbano ha battuto tutti anche ieri sera, nonostante fosse una replica. La puntata “Il ladro onesto”, trasmessa su Rai 1, ha raccolto 2.274.000 spettatori con il 15,2% di share, risultando il programma più visto della prima serata. Canale 5 con Super Karaoke si è fermato a 1.507.000 spettatori e al 13,7%, mentre la partita degli Europei di pallavolo maschile su Rai 2 ha raggiunto 1.794.000 spettatori con il 10,2%.
Il dato colpisce soprattutto per un motivo. Non stiamo parlando di una nuova fiction, di una prima visione o di un evento costruito per attirare curiosità. “Il ladro onesto” è un episodio che il pubblico conosce già, arrivato per la prima volta in televisione nel 2015. Eppure, undici anni dopo, riesce ancora a vincere la serata.
A questo punto una domanda viene abbastanza naturale. Non sarebbe il momento di pensare seriamente a una nuova stagione?
La risposta non è semplice come potrebbe sembrare, ma gli ascolti continuano a fornire un argomento difficile da ignorare. Già a fine agosto le repliche de Il giovane Montalbano avevano superato i due milioni di spettatori e sfiorato il 20% di share. Repubblica aveva sottolineato proprio quanto fosse insolito vedere una replica così vecchia comportarsi ancora come un prodotto televisivo capace di attirare pubblico.
Ieri è arrivata un’altra conferma. Il pubblico non guarda queste puntate soltanto perché non trova altro. Se così fosse, sarebbe difficile spiegare una vittoria netta contro programmi nuovi, sport in diretta e produzioni più recenti.
Probabilmente c’entra molto il fatto che Michele Riondino abbia costruito un Montalbano riconoscibile senza cercare di copiare Luca Zingaretti. Il suo Salvo è più giovane, più impulsivo e ancora in fase di formazione. Vediamo nascere rapporti che nella serie principale conosciamo già bene, da Livia a Mimì Augello fino a Fazio e Catarella. Questo permette allo spettatore di ritrovare un mondo familiare senza avere la sensazione di guardare semplicemente una versione più giovane dello stesso personaggio.
Anche la scrittura ha fatto molto. Andrea Camilleri aveva seguito direttamente il progetto, mentre Francesco Bruni aveva lavorato all’adattamento. Le puntate conservano quel modo particolare di alternare indagine, ironia, rapporti personali e piccoli dettagli della vita quotidiana che ha reso Montalbano uno dei personaggi televisivi italiani più riconoscibili degli ultimi decenni.
L’episodio di ieri lo dimostra bene. Salvo pensa al trasferimento a Genova per stare con Livia, mentre il commissariato reagisce alla possibilità di perderlo. Nel frattempo deve occuparsi della scomparsa di Pamela e del curioso caso del cosiddetto “ladro onesto”. Non c’è soltanto un delitto da risolvere. Ci interessa vedere come Montalbano ragiona, come tratta le persone e quali scelte fa davanti a situazioni che non possono essere divise facilmente tra giusto e sbagliato. RaiPlay conferma che “Il ladro onesto” è la quinta puntata della seconda stagione.
La seconda stagione conduce inoltre verso un passaggio molto preciso della vita di Salvo. L’ultima puntata, “Un’albicocca”, porta Montalbano fino ai giorni della strage di Capaci del 1992. Il progetto si è quindi fermato in un momento in cui il personaggio aveva ancora parecchia strada davanti prima di diventare il commissario interpretato da Zingaretti.
Da un punto di vista narrativo, quindi, lo spazio per continuare esisterebbe. Il problema è capire se oggi avrebbe senso riprendere esattamente quel progetto, con gli stessi interpreti e la stessa impostazione, a più di dieci anni dalla seconda stagione. Michele Riondino non è più il trentenne che interpretava Salvo nel 2015, ma questo non significa automaticamente che il personaggio non possa essere portato avanti. Basterebbe spostare la storia di qualche anno e raccontare una fase successiva della sua carriera.
La Rai, almeno al momento, non ha annunciato ufficialmente una terza stagione. Le repliche stanno però facendo qualcosa che una campagna promozionale non potrebbe ottenere da sola. Stanno dimostrando che il pubblico esiste ancora e che non è affatto piccolo.
Forse è proprio questo il dato più importante della serata di ieri. Il giovane Montalbano non viene guardato soltanto per nostalgia. Viene ancora scelto da più di due milioni di persone in prima serata, e riesce a battere programmi nuovi dopo undici anni.
A quel punto, chiedersi se valga la pena tornare a Vigata non sembra affatto una provocazione.
Tu hai seguito “Il ladro onesto” ieri sera? E soprattutto, vorresti una terza stagione de Il giovane Montalbano con Michele Riondino? Scrivicelo nei commenti.


