Quentin Tarantino non ha sempre amato A 007, dalla Russia con amore. Anzi, la prima volta lo trovò terribilmente noioso. Il dettaglio fa sorridere perché oggi il film del 1963 con Sean Connery è diventato proprio il suo capitolo preferito della saga di James Bond. E adesso c’è anche una buona occasione per recuperarlo: il catalogo di 007 è tornato su Prime Video, compreso questo secondo film della serie.
Tarantino ha raccontato negli anni di avere avuto un rapporto piuttosto strano con i primi Bond.
Il regista non rimase particolarmente colpito da Agente 007 – Licenza di uccidere, il film del 1962 che introdusse Sean Connery nei panni dell’agente segreto britannico.
Poi arrivò A 007, dalla Russia con amore.
Oggi viene considerato uno dei grandi classici della saga, ma Tarantino inizialmente ebbe una reazione molto diversa. Lo ricordava semplicemente come «dull as hell», espressione che in italiano possiamo rendere con «una noia mortale».
Servì il film successivo, Agente 007 – Missione Goldfinger, per farlo innamorare sul serio di Bond.
Solo anni dopo tornò a guardare A 007, dalla Russia con amore con occhi diversi. E successe qualcosa di curioso: il film che da giovane non riusciva ad apprezzare finì per diventare il suo preferito.
Non è difficile capire perché possa essere successo.
A 007, dalla Russia con amore, diretto da Terence Young, è molto diverso dall’immagine più spettacolare che associamo oggi a James Bond.
Ci sono meno gadget impossibili, meno gigantesche basi segrete da distruggere e meno scene pensate soltanto per stupire.
È soprattutto un film di spionaggio.
Bond viene coinvolto in un piano costruito dalla SPECTRE per attirarlo in una trappola. Al centro della missione c’è Tatiana Romanova, interpretata dall’italiana Daniela Bianchi, una giovane impiegata dell’intelligence sovietica convinta di partecipare a un’operazione per il proprio Paese.
Tatiana sostiene di essersi innamorata di Bond dopo averne visto una fotografia e si offre di consegnare agli inglesi un prezioso dispositivo di decodificazione, il Lektor.
Naturalmente niente è così semplice.
Dietro l’operazione c’è Rosa Klebb, interpretata da Lotte Lenya, mentre sulle tracce di Bond viene mandato il letale Donald Grant di Robert Shaw.
Ed è proprio Grant uno dei motivi per cui il film continua a funzionare così bene più di sessant’anni dopo.
Non è il classico cattivo di Bond che sogna di conquistare il mondo.
È un assassino freddo, fisicamente impressionante e capace di seguire 007 aspettando il momento giusto.
La lunga parte ambientata sull’Orient Express contiene ancora oggi alcune delle scene migliori del film.
Bond e Grant si studiano.
Parlano.
Cenano.
La tensione cresce lentamente finché la situazione esplode in uno scontro fisico violentissimo per gli standard dell’epoca.
Questa impostazione può anche spiegare perché il giovane Tarantino lo trovasse così lento.
Chi arriva aspettandosi il Bond più spettacolare di Missione Goldfinger o dei film successivi può restare spiazzato.
Il film di Terence Young dedica parecchio tempo ai pedinamenti, agli inganni e alle persone che cercano di capire di chi possono fidarsi.
Poi, crescendo e sviluppando il proprio gusto cinematografico, Tarantino ha evidentemente iniziato ad apprezzare proprio quegli elementi.
Il regista ne ha parlato anche nel suo libro Cinema Speculation, raccontando come la propria opinione sul film sia cambiata con il tempo.
E pensare che Tarantino avrebbe voluto persino dirigere personalmente James Bond.
Per anni ha accarezzato l’idea di realizzare una versione di Casino Royale ambientata nel periodo originale del romanzo di Ian Fleming, girata in bianco e nero e con Pierce Brosnan ancora nei panni di 007.
Brosnan ha confermato di aver incontrato Tarantino per discutere dell’idea. Il progetto però non andò avanti, mentre nel 2006 sarebbe arrivato il Casino Royale con Daniel Craig che conosciamo oggi. The Irish Times
Tarantino ha sempre avuto una particolare simpatia per Brosnan, ma curiosamente il suo Bond cinematografico preferito resta quindi quello di Sean Connery in A 007, dalla Russia con amore.
Un film che, tra l’altro, fu un successo gigantesco per l’epoca.
Costato circa 2 milioni di dollari, arrivò vicino agli 80 milioni di incasso mondiale e contribuì a trasformare definitivamente James Bond in un fenomeno internazionale.
Ancora oggi viene spesso indicato tra i capitoli migliori della serie. Anche Sean Connery lo considerava il suo Bond preferito. IMDb
Ed è affascinante pensare che Tarantino abbia avuto bisogno di anni per arrivare alla stessa conclusione.
A volte capita anche a noi.
Ci sono film che vediamo nel momento sbagliato, magari aspettandoci qualcosa di completamente diverso, e che riscopriamo dieci o vent’anni dopo chiedendoci come avessimo fatto a non apprezzarli.
A 007, dalla Russia con amore per Tarantino è stato esattamente uno di quei film.
Voi avete visto A 007, dalla Russia con amore? Lo considerate uno dei migliori James Bond oppure capite la prima reazione di Tarantino e lo trovate troppo lento rispetto agli altri capitoli? Scrivetecelo nei commenti.


