Il nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger arriva al cinema con aspettative che la saga non aveva mai avuto prima. Le stime per il primo weekend negli Stati Uniti parlano di 40-50 milioni di dollari, con alcune previsioni che si spingono vicino ai 60 milioni. Se il pubblico risponderà in linea con queste attese, il reboot potrebbe superare nettamente il miglior esordio americano mai registrato da un film della serie.
Il dato colpisce ancora di più se confrontato con il budget. Sony avrebbe investito circa 75 milioni di dollari nella produzione, senza contare naturalmente le spese promozionali. Le proiezioni internazionali aggiungono circa 31 milioni al debutto americano, portando il primo fine settimana mondiale vicino agli 80 milioni. Non significherebbe quindi aver già recuperato realmente il costo del film, perché gli incassi delle sale non finiscono interamente allo studio e il marketing pesa parecchio, ma sarebbe comunque una partenza molto forte.
Il record da battere non sembra particolarmente lontano. Resident Evil: Afterlife, uscito nel 2010, debuttò con circa 26,6 milioni di dollari negli Stati Uniti e resta ancora oggi il miglior esordio nazionale della saga. Il reboot di Cregger potrebbe superarlo già nei primi giorni di programmazione con un margine piuttosto ampio.
A cambiare parecchio le aspettative è soprattutto il nome del regista. Zach Cregger arriva da Barbarian e soprattutto da Weapons, diventato uno dei maggiori successi horror degli ultimi anni. Quest’ultimo aveva aperto negli Stati Uniti con circa 43,5 milioni di dollari e aveva poi superato i 260 milioni nel mondo. Dopo due film capaci di costruire un forte passaparola, il pubblico sembra ormai riconoscere Cregger come un autore da seguire anche al di fuori di un marchio famoso.
Il nuovo Resident Evil prova inoltre a staccarsi dalle precedenti versioni cinematografiche. Austin Abrams interpreta Bryan, un corriere medico che si ritrova nel mezzo di una notte disastrosa nelle vicinanze di Raccoon City. Non è quindi il ritorno di Alice, Leon Kennedy o Chris Redfield, ma una storia originale ambientata nello stesso universo. Sony ha presentato il film proprio come una nuova vicenda pensata da Cregger, mentre il regista ha spiegato di voler conservare soprattutto l’atmosfera e le sensazioni dei videogiochi Capcom.
È una scelta che potrebbe attirare anche chi non conosce ogni dettaglio della saga. Le prime recensioni stanno premiando soprattutto l’impostazione horror, il ritmo e la capacità di raccontare la catastrofe attraverso un protagonista normale, lontano dall’immagine dell’eroe già pronto ad affrontare qualsiasi creatura. Il Financial Times, per esempio, descrive il film come un’esperienza molto vicina alla sensazione di giocare a un videogioco, con parecchia energia e una durata contenuta.
Il confronto con l’ultimo tentativo di rilancio rende le previsioni ancora più impressionanti. Resident Evil: Welcome to Raccoon City debuttò nel 2021 con appena 5,3 milioni di dollari negli Stati Uniti. Il nuovo film potrebbe quindi guadagnare nel primo weekend americano quasi dieci volte quella cifra.
Il pubblico italiano può già giudicare di persona, perché il film è uscito nelle nostre sale il 17 settembre, un giorno prima del debutto americano fissato per il 18.
Ora resta la prova più importante. Le previsioni possono cambiare fino all’ultimo e il vero successo si misura soprattutto nelle settimane successive, quando il passaparola decide se un film continuerà a riempire le sale oppure perderà rapidamente pubblico. Per Resident Evil, però, partire sopra ogni precedente capitolo sarebbe già un segnale enorme.
Hai già visto il nuovo Resident Evil di Zach Cregger? Secondo te può diventare il miglior film della saga oppure le previsioni al box office sono troppo ottimistiche? Scrivicelo nei commenti.


