L’attore che ha stregato intere generazioni nei panni dell’agente segreto Napoleon Solo in Operazione U.N.C.L.E. ha regalato al cinema mondiale un’interpretazione magistrale in uno dei thriller d’azione più iconici di tutti i tempi. Parliamo di Robert Vaughn, il divo della televisione anni Sessanta che subito dopo la conclusione della celebre serie di spionaggio ha affiancato uno strabiliante Steve McQueen nel capolavoro Bullitt. Il film del 1968 diretto da Peter Yates ha riscritto da zero le regole del genere poliziesco, trasformando Vaughn nell’emblema perfetto dell’uomo di potere freddo, calcolatore e privo di scrupoli morali.
Se oggi il nome di Operazione U.N.C.L.E. fa venire in mente soprattutto l’adattamento cinematografico diretto da Guy Ritchie nel 2015 con Henry Cavill, per gli amanti della storia della televisione la vera leggenda nasce nel settembre del 1964. La serie originale trasmessa dalla NBC ha trasformato Robert Vaughn in una stella di prima grandezza grazie al fascino e al distacco aristocratico del suo personaggio. Prima di indossare i panni di Napoleon Solo, l’attore aveva già partecipato a opere di grande rilievo come il classico western I magnifici sette. Il ruolo dell’agente segreto gli ha dato però la popolarità e la forza contrattuale necessarie per fare il salto definitivo verso ruoli sul grande schermo sempre più ambiziosi.
Il passaggio dalla televisione al cinema d’autore è avvenuto proprio con Bullitt, una pellicola diventata celebre in tutto il mondo per il carisma di Steve McQueen nei panni del tenente Frank Bullitt e per la leggendaria sequenza dell’inseguimento automobilistico tra i saliscendi di San Francisco. Dietro l’azione mozzafiato si nascondeva però una rivoluzione narrativa senza precedenti per l’epoca. Il film ha gettato le basi per la nascita della figura del poliziotto ribelle, un archetipo che nei primi anni Settanta avrebbe dato vita a pilastri del cinema come Ispettore Callahan: il caso Scorpio è tuo, Il braccio violento della legge e Serpico.
La riuscita di questo scontro generazionale ed ideologico sul grande schermo si deve in larga parte alla straordinaria spalla offerta da Robert Vaughn nei panni del politico Walter Chalmers. Nel contesto sociale infuocato di fine anni Sessanta, l’attore è riuscito a dare un volto credibile all’establishment politico, opposto al senso di giustizia individuale e viscerale del protagonista. Se il tenente Bullitt rappresenta la ricerca della verità a tutti i costi, Chalmers incarna l’opportunismo di chi guarda esclusivamente al proprio tornaconto e alla carriera.
Guardare oggi la prova recitativa offerta da Vaughn in questo classico significa scoprire la versatilità di un interprete capace di staccarsi dal cliché dell’eroe affascinante per costruire un antagonista raffinato, elegante e spietato. Un ruolo fondamentale che ha segnato la storia del cinema poliziesco e che continua a fare scuola ancora oggi.
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