Sono passati 33 anni, ma Il Fuggitivo continua a funzionare come se fosse uscito ieri. Il thriller del 1993 con Harrison Ford e Tommy Lee Jones sta vivendo una nuova stagione di popolarità in streaming negli Stati Uniti, dove è risalito tra i titoli più visti su Pluto TV. In Italia, invece, chi vuole recuperarlo può trovarlo su Prime Video.
Il motivo per rivederlo è semplice: Il Fuggitivo appartiene a quella categoria di film d’azione che non hanno bisogno di universi condivisi, dieci sequel o personaggi dotati di superpoteri. Ci sono un uomo innocente in fuga, un poliziotto intelligentissimo che gli dà la caccia e due ore nelle quali la tensione praticamente non si ferma mai.
Una formula che oggi potrebbe ricordare un incrocio tra Reacher e The Bourne Identity, anche se Andrew Davis arrivò parecchi anni prima.
Harrison Ford è Richard Kimble, ma nessuno vuole credergli
Ford interpreta il dottor Richard Kimble, rispettato chirurgo di Chicago che tornando a casa trova la moglie mortalmente ferita e intravede l’uomo che l’ha aggredita.
C’è un dettaglio impossibile da dimenticare: l’assassino ha un braccio solo.
Le prove, però, portano verso Kimble.
Viene accusato dell’omicidio, processato e condannato a morte. Il trasferimento verso il carcere si trasforma poi in una catastrofe: alcuni detenuti provocano un incidente, l’autobus finisce sui binari e un treno gli piomba addosso.
Kimble sopravvive e scappa.
Da quel momento deve fare due cose contemporaneamente: evitare la cattura e trovare l’uomo che ha realmente ucciso sua moglie.
A inseguirlo c’è il vice marshal Samuel Gerard, interpretato da Tommy Lee Jones. Ed è proprio il rapporto tra questi due uomini a rendere il film ancora irresistibile.
Tommy Lee Jones vinse l’Oscar, ed è facilissimo capire perché
Gerard non è il classico poliziotto cattivo messo lì per ostacolare il protagonista.
È intelligente, ostinato e incredibilmente pragmatico.
La scena più famosa arriva durante il confronto alla diga. Kimble gli urla di non aver ucciso sua moglie. Gerard gli risponde semplicemente che non gli interessa.
Non significa che lo consideri necessariamente colpevole. Significa che il suo lavoro, in quel momento, è arrestarlo.
Tommy Lee Jones riuscì a rendere il personaggio così efficace da vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista. Il film ricevette complessivamente sette candidature agli Academy Awards, compresa quella come miglior film, qualcosa che oggi sembra quasi insolito per un thriller d’azione puro.
Negli anni Novanta un film del genere poteva essere contemporaneamente un enorme successo popolare e finire tra i candidati più importanti della stagione dei premi.
Quel treno era molto più reale di quanto immaginiate
Una delle ragioni per cui Il Fuggitivo continua ad avere un aspetto così convincente riguarda anche il modo in cui vennero realizzate le scene d’azione.
L’incidente ferroviario iniziale non nasce come una sequenza costruita interamente al computer.
La produzione utilizzò un vero autobus e un vero treno, girando una delle scene più spettacolari del film con effetti pratici. Il risultato ha una fisicità che a distanza di 33 anni rimane impressionante.
Si sente il peso dei mezzi, si vedono detriti, fango e metallo. Nulla sembra galleggiare sullo schermo.
Lo stesso vale per molte fughe di Kimble. Ford corre, cade, si nasconde negli ospedali, attraversa tunnel e si muove continuamente dentro una Chicago che sembra viva, non semplicemente uno sfondo per l’azione.
E pensare che la storia arrivava dalla televisione
Il Fuggitivo non nasce nemmeno come idea originale cinematografica.
È tratto dall’omonima serie televisiva americana andata in onda dal 1963 al 1967, con David Janssen nel ruolo di Richard Kimble.
La serie aveva già reso popolarissima la caccia all’uomo del medico accusato ingiustamente e fu tra le produzioni televisive dell’epoca capaci di costruire una lunga storia attorno allo stesso mistero.
Andrew Davis prese quella premessa e la trasformò in un thriller molto più veloce.
La scelta funzionò anche economicamente: il film costò circa 44 milioni di dollari e arrivò a incassare circa 369 milioni nel mondo, diventando uno dei maggiori successi del 1993.
Perché funziona ancora così bene?
La risposta sta soprattutto nella semplicità.
Sappiamo che Kimble è innocente. Gerard non lo sa. Noi seguiamo entrambi e, cosa rara, finiamo per fare il tifo per tutti e due.
Kimble deve usare l’intelligenza invece della forza. Cambia aspetto, sfrutta le proprie conoscenze mediche, osserva dettagli che altri ignorano e continua a cercare prove mentre l’intero Paese lo sta cercando.
Non sembra un supereroe.
È semplicemente un uomo molto intelligente in una situazione disperata.
La parte finale della cospirazione può sembrare oggi un po’ più convenzionale rispetto alla splendida caccia all’uomo della prima metà, ma non rovina un film costruito con una precisione che molti thriller contemporanei potrebbero ancora invidiare.
La nuova popolarità in streaming dimostra anche una cosa abbastanza semplice: certe storie non hanno bisogno di essere modernizzate per essere moderne.
Bastano Harrison Ford che corre e Tommy Lee Jones che prova a prenderlo.
In Italia Il Fuggitivo è disponibile su Prime Video, quindi se non lo avete mai visto oppure lo ricordate soltanto vagamente, potrebbe essere il momento perfetto per recuperarlo.
E voi considerate Il Fuggitivo uno dei migliori thriller d’azione degli anni Novanta? Scrivetecelo nei commenti.


