The Last Photograph, il nuovo film di Zack Snyder presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 13 settembre, sta ricevendo reazioni molto dure. Le prime recensioni parlano spesso di un thriller lento, pesante e molto violento, mentre una parte più piccola della critica apprezza il tentativo del regista di abbandonare i grandi blockbuster per raccontare una storia più intima e personale.
Il film viene descritto come un’opera superficiale, eccessivamente lunga e incapace di trasformare la violenza in qualcosa di realmente significativo. Il critico riconosce che Snyder prova a lavorare su temi come il trauma, il desiderio di vendetta e il rapporto tra fotografia e sofferenza, ma sostiene che il regista finisca per tornare continuamente alle immagini brutali che hanno caratterizzato molta parte del suo cinema.
La storia segue Ethan Black, interpretato da Stuart Martin, un ex agente della DEA che lascia la propria vita isolata in Islanda dopo aver scoperto che suo fratello e sua cognata sono stati assassinati e che i loro figli sono scomparsi. L’unico possibile aiuto è Joe Wallace, interpretato da Fra Fee, un fotografo segnato dalla droga che ha assistito alle atrocità e potrebbe riconoscere gli uomini responsabili. I due partono quindi verso il Sud America alla ricerca dei bambini e degli assassini.
Snyder ha dichiaratamente preso ispirazione da Sentieri selvaggi di John Ford, costruendo una storia di ricerca e vendetta in cui un uomo attraversa un territorio ostile per ritrovare dei familiari rapiti. La recensione di IndieWire considera però questo confronto molto sfavorevole a The Last Photograph, perché secondo il critico il film di Snyder prende diversi elementi della trama di Ford senza raggiungerne la complessità morale.
Anche The Hollywood Reporter si è mostrato piuttosto freddo. La sua recensione parla di un progetto indipendente molto personale, ma giudica il risultato eccessivamente solenne e appesantito dalla volontà di rendere ogni passaggio significativo.
Non tutti, però, la pensano allo stesso modo.
Deadline ha offerto una lettura decisamente più favorevole, definendo il film un action drama sorprendentemente umano. È probabilmente l’aspetto più interessante di queste prime reazioni: anche chi non ama normalmente Snyder sembra riconoscere che The Last Photograph sia molto diverso da Rebel Moon, Justice League o Army of the Dead. Stavolta non ci sono eserciti spaziali, supereroi o mondi fantastici. Ci sono principalmente due uomini distrutti che attraversano un territorio ostile inseguendo qualcosa che potrebbe non restituire loro alcuna pace.
Il film rappresenta anche un progetto particolarmente personale per Snyder.
Il regista cercava di realizzarlo da quasi vent’anni. Una prima versione era stata annunciata già nel 2011 e, in periodi diversi, vennero associati al progetto nomi come Christian Bale e Sean Penn. Anche la storia era differente e avrebbe dovuto essere ambientata in Afghanistan. Il progetto venne accantonato più volte, fino alla versione definitiva girata con Stuart Martin e Fra Fee.
Snyder ha realizzato il film in maniera indipendente ed è anche direttore della fotografia. Questo significa che The Last Photograph non nasce come il tipico progetto hollywoodiano finanziato e distribuito da una major, e proprio questo spiega uno degli aspetti più particolari della sua situazione attuale.
Il film non ha ancora un distributore.
Toronto non è stato soltanto il luogo della prima mondiale, ma anche l’occasione per cercare qualcuno disposto ad acquistarlo. The Last Photograph è stato presentato infatti mentre era ancora in vendita sul mercato internazionale, e Snyder aveva già spiegato che dopo il TIFF avrebbe cercato di capire con quale distributore e con quale modalità far arrivare il film al pubblico.
Questo riguarda direttamente anche l’Italia.
Al momento non esiste una data di uscita italiana, non è stato annunciato un distributore italiano e non è confermata alcuna piattaforma streaming. Le informazioni che circolano su un possibile arrivo nel 2027 sono per ora indicazioni non accompagnate da un accordo ufficiale. Anche le fonti italiane che stanno seguendo il progetto confermano che Netflix, Prime Video, Sky, NOW e le altre piattaforme non hanno annunciato l’acquisizione del film.
Bisognerà quindi capire se le reazioni contrastanti di Toronto aiuteranno o complicheranno la vendita.
La violenza potrebbe essere uno degli ostacoli. IndieWire descrive diverse sequenze molto esplicite, comprese uccisioni di bambini e immagini particolarmente brutali, mentre altre fonti confermano che il trailer stesso è stato presentato con avvertimenti per i contenuti grafici.
A questo punto The Last Photograph rischia di diventare uno dei film più divisivi della carriera di Snyder ancora prima di avere una distribuzione. Per alcuni è l’ennesimo esempio dei suoi difetti, per altri potrebbe essere proprio il progetto più personale e meno commerciale che abbia realizzato da anni.
Tu sei curioso di vedere The Last Photograph nonostante le prime recensioni molto negative, oppure le reazioni arrivate da Toronto ti hanno fatto perdere interesse? Scrivicelo nei commenti.

