Un video ufficiale del backstage di Supergirl è sparito dalla rete dopo aver scatenato una polemica sull’uso dell’intelligenza artificiale. Al centro della discussione c’è Lobo, il cacciatore di taglie interpretato da Jason Momoa: nella featurette dedicata alla creazione del personaggio comparivano infatti immagini utilizzate durante la fase di sviluppo del suo look che sembravano generate con l’IA. Warner Bros. ha successivamente rimosso il filmato, ma a quel punto screenshot e spezzoni avevano già iniziato a circolare online.
La reazione dei fan è stata immediata. Non tanto perché il Lobo visto nel film abbia un aspetto artificiale — anzi, il risultato finale è molto vicino ai fumetti — quanto perché molti si sono chiesti perché fosse necessario utilizzare strumenti generativi per immaginare un personaggio DC nato nel 1983 e rappresentato da decenni da illustratori e concept artist.
La domanda successiva è stata inevitabile: l’IA è stata usata soltanto in quella fase preliminare oppure anche altrove?
Al momento, però, non ci sono prove che permettano di fare questo salto.
Cosa mostrava davvero il backstage cancellato
La featurette era dedicata principalmente a Jason Momoa e alla trasformazione in Lobo.
Il filmato mostrava il lavoro necessario per trovare il look del personaggio e, secondo quanto emerso dopo la pubblicazione, tra i materiali utilizzati durante lo sviluppo comparivano anche concept generati attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Questo dettaglio ha fatto esplodere la discussione.
Bisogna però distinguere due cose che sui social stanno già venendo messe insieme: utilizzare immagini generate dall’IA durante una fase esplorativa non significa necessariamente aver utilizzato l’IA generativa nelle immagini finite del film.
Non risultano, almeno per ora, conferme che il volto di Momoa, il costume definitivo, gli effetti visivi o altre sequenze di Supergirl siano stati creati attraverso IA generativa.
La polemica riguarda ciò che è apparso nel materiale dietro le quinte.
Ed è già abbastanza per aver fatto arrabbiare molti artisti e appassionati.
Il paradosso è che Lobo aveva già quarant’anni di immagini da cui partire
È probabilmente questo l’aspetto che ha infastidito maggiormente il fandom.
Lobo non è un personaggio inventato per il film.
Debutta nei fumetti DC nel 1983 e nel corso degli anni ha avuto moltissime interpretazioni grafiche. Capelli lunghi, pelle chiarissima, abbigliamento da biker, catene, guanti, stivali e quell’aria da metallaro intergalattico poco incline alle buone maniere: il materiale di partenza non mancava.
La stessa versione definitiva interpretata da Momoa è infatti molto fedele all’immagine classica.
Il costume ha richiesto un lavoro reale e piuttosto elaborato. Momoa partecipò anche direttamente ad alcune scelte, chiedendo per esempio una catena più grande e l’aggiunta degli artigli ai guanti. Il reparto costumi studiò diversi abiti da motociclista prima di avvicinarsi progressivamente all’aspetto conosciuto nei fumetti.
Per questo alcuni fan hanno reagito chiedendosi: con tutti quei fumetti e professionisti coinvolti, serviva davvero un generatore di immagini?
La cancellazione del video ha finito per amplificare il caso
Se il backstage fosse rimasto online, probabilmente la discussione sarebbe stata comunque accesa.
Rimuoverlo ha però prodotto l’effetto classico di internet.
La gente ha iniziato a cercarlo.
Sono comparsi screenshot.
Sono circolati estratti.
E soprattutto qualcuno ha cominciato a chiedersi perché Warner Bros. avesse deciso di far sparire il materiale invece di spiegare semplicemente come quelle immagini fossero state utilizzate.
Non sappiamo se la rimozione sia stata motivata esclusivamente dalle proteste né se arriverà un chiarimento ufficiale più dettagliato.
Di certo il video non ha ottenuto l’effetto promozionale desiderato.
Un backstage dovrebbe mostrare quanta creatività serve per costruire un personaggio.
Questo ha finito per aprire una discussione esattamente sul contrario.
Ma attenzione alle teorie: non sappiamo quanta IA ci sia realmente nel film
La tentazione di allargare immediatamente il discorso all’intera produzione è comprensibile, soprattutto dopo la rimozione del filmato.
Sarebbe però scorretto affermare che Supergirl sia stato realizzato utilizzando massicciamente l’intelligenza artificiale.
Non esistono prove pubbliche che lo dimostrino.
Anzi, i reportage realizzati sul set prima dell’uscita descrivevano interi reparti tradizionali dedicati a concept art, scenografie, costumi e oggetti di scena. I giornalisti invitati nella cosiddetta “War Room” della produzione raccontarono di decine di concept realizzati per pianeti, città, veicoli e personaggi.
Il caso Lobo dimostra quindi l’impiego dell’IA in almeno una parte del processo creativo mostrato nel backstage, ma non ci autorizza a trasformare ogni fotogramma del film in un sospetto.
E questa distinzione è importante.
Per Supergirl arriva nel momento peggiore
La polemica sarebbe fastidiosa per qualsiasi blockbuster.
Per Supergirl pesa ancora di più perché il film di Craig Gillespie con Milly Alcock non ha avuto il percorso commerciale che DC Studios sperava.
La pellicola è costata una cifra molto elevata e gli incassi mondiali si sono fermati intorno ai 125 milioni di dollari, con poco più di 71 milioni raccolti negli Stati Uniti. Numeri troppo bassi per una produzione di questa scala.
Lobo doveva essere invece uno degli elementi capaci di creare entusiasmo.
Jason Momoa desiderava interpretarlo da anni. Dopo essere stato Aquaman nel precedente universo DC, l’attore aveva più volte spiegato che il cacciatore di taglie era uno dei personaggi che sentiva maggiormente vicino alla propria personalità.
Quando finalmente ottenne il ruolo, la sua reazione pubblica fu praticamente una sola parola: “Finalmente”.
Momoa ha inoltre raccontato di essersi divertito moltissimo sul set e di aver avuto parecchia libertà da Gillespie nell’improvvisare e trovare la fisicità del personaggio.
Lobo insomma doveva rappresentare una delle curiosità più simpatiche intorno al film.
Adesso è diventato involontariamente protagonista di una discussione sull’IA.
James Gunn e l’intelligenza artificiale: attenzione a non confondere le polemiche
Online è comparso anche il nome di James Gunn, co-responsabile dei DC Studios insieme a Peter Safran.
Qualcuno sta presentando il filmato come una sorta di smentita delle precedenti dichiarazioni di Gunn sull’intelligenza artificiale.
La situazione è più sfumata.
In passato Gunn ha certamente preso posizione contro immagini false generate con l’IA e spacciate per materiale ufficiale DC. Aveva per esempio smascherato alcune presunte immagini di Lanterns definendole semplicemente create dall’intelligenza artificiale.
Durante la promozione di Superman aveva inoltre respinto l’accusa secondo cui il volto di David Corenswet fosse stato modificato digitalmente in una scena del trailer, precisando che non c’era CGI applicata al suo viso.
Questo, però, non equivale a una dichiarazione secondo cui nessuna produzione DC avrebbe mai utilizzato strumenti di IA in qualsiasi fase creativa.
Dire che il backstage di Supergirl “smentisce James Gunn” sarebbe quindi eccessivo sulla base delle informazioni disponibili.
La vera questione rimane un’altra.
Il cinema dovrà decidere quanto vuole dirci dell’IA
Questa storia probabilmente non finirà con Supergirl.
Le produzioni cinematografiche stanno entrando in una fase nella quale strumenti generativi possono comparire durante brainstorming, storyboard, previsualizzazione, concept art e altre fasi preparatorie.
Per gli studi possono sembrare scorciatoie utili.
Per illustratori, concept artist e molti spettatori rappresentano invece un problema enorme, perché rischiano di sostituire proprio quelle professionalità che hanno costruito l’estetica del cinema fantastico per decenni.
La rimozione del backstage dimostra soprattutto quanto l’argomento sia diventato delicato.
Forse Warner Bros. pensava di mostrare semplicemente come fosse nato Lobo.
Ha finito per creare una domanda molto più grande: quanto siamo disposti ad accettare l’IA dietro un film, anche se ciò che vediamo sullo schermo è stato poi realizzato da artisti in carne e ossa?
Voi cosa ne pensate? Vi dà fastidio sapere che l’IA possa essere stata utilizzata anche soltanto per sviluppare alcuni concept di Supergirl, oppure considerate normale usarla nelle prime fasi di lavorazione? Scrivetecelo nei commenti.


