Zach Cregger compare in Resident Evil, ma non nel modo che ci si aspetterebbe. Il regista del nuovo film con Austin Abrams si è ritagliato un piccolo cameo nel terzo atto, senza però mostrarsi mai in volto. La sua presenza passa interamente dalla voce e proprio per questo è facilissimo non accorgersene alla prima visione.
Il nuovo Resident Evil racconta una storia originale ambientata nell’universo dei videogiochi Capcom. Il protagonista è Bryan, un corriere medico interpretato da Austin Abrams, che deve consegnare un pacco al Raccoon City General Hospital proprio mentre l’epidemia trasforma la città in un incubo. Il film non adatta direttamente uno dei giochi e non mette al centro personaggi storici come Leon Kennedy o Jill Valentine, ma utilizza Raccoon City, Umbrella e molte dinamiche tipiche della saga per costruire un racconto nuovo.
Il cameo di Cregger arriva verso la fine e per spiegarlo bisogna entrare negli spoiler.
Bryan riesce finalmente a raggiungere l’ospedale portando con sé il pacco che ha trasportato per tutta la notte. A quel punto scopre che il contenuto non è affatto una semplice consegna: all’interno c’è un elemento indispensabile per sviluppare una possibile cura contro l’infezione da T-Virus.
Il problema è che anche Bryan è stato morso.
Nel parcheggio dell’ospedale l’infezione sta già avanzando e lui non riesce a far funzionare l’ascensore. Convinto di essere arrivato troppo tardi, registra un messaggio vocale per la fidanzata e crolla emotivamente. Proprio in quel momento una voce arriva dall’interfono e gli spiega come raggiungere il piano superiore, dove gli scienziati stanno aspettando il materiale necessario.
Quella voce è Zach Cregger.
La rivelazione arriva dai titoli di coda, dove il regista viene accreditato come “voice on the intercom”. Non appare fisicamente nemmeno per un secondo, ma entra quindi nel mondo di Resident Evil proprio nel momento in cui Bryan sembra avere esaurito ogni possibilità.
La scelta è ancora più furba perché lo spettatore può facilmente attribuire la voce a un altro personaggio. Poco dopo incontriamo infatti Dave, interpretato da Zach Cherry, che lavora nel laboratorio dell’ospedale. Sentendo qualcuno dare istruzioni a Bryan dall’interno della struttura, è naturale pensare che possa essere lui.
Invece Cregger si era nascosto lì.
Non è una scelta così insolita per un regista. Molti autori preferiscono piccoli cameo vocali perché permettono di entrare nel proprio film senza interrompere la scena con un’apparizione troppo riconoscibile. James Cameron, per esempio, ha prestato più volte la propria voce a personaggi o comunicazioni nei suoi film. Cregger sceglie la stessa strada e lascia agli spettatori più attenti una curiosità da recuperare nei titoli finali.
Il cameo arriva inoltre in un film che sta ricevendo un’accoglienza molto forte.
Su Rotten Tomatoes Resident Evil è attualmente al 95% di recensioni positive su 187 recensioni, con il 91% tra il pubblico verificato. Il sito lo ha anche collocato al primo posto nella propria classifica dei film tratti da videogiochi e lo considera l’unico capitolo cinematografico della saga ad aver ottenuto la certificazione Fresh.
Un risultato notevole soprattutto considerando quanto Cregger abbia scelto di allontanarsi dalla strada più semplice.
Il film non ricostruisce una trama già conosciuta dai giocatori. Preferisce riprodurre la sensazione di giocare a Resident Evil: munizioni limitate, armi trovate lungo il percorso, porte da aprire, ambienti che sembrano livelli e creature sempre più pericolose. Anche l’evoluzione di Bryan segue una struttura molto vicina a quella di un protagonista controllato dal giocatore.
Dentro questo enorme omaggio al videogioco, Cregger ha quindi inserito anche sé stesso.
Non come sopravvissuto, scienziato o zombie.
Solo una voce che, per pochi secondi, guida Bryan nella direzione giusta.
Tu avevi riconosciuto la voce di Zach Cregger durante Resident Evil oppure hai scoperto il cameo soltanto adesso? Scrivicelo nei commenti.


