È finito da poco su Rai 1 “Il ladro onesto”, il quinto episodio della seconda stagione de Il giovane Montalbano, e vale la pena chiederselo subito: l’hai seguito anche tu stasera? Perché questa puntata riesce a mettere insieme molto bene i due lati che hanno sempre reso interessante il giovane Salvo interpretato da Michele Riondino. Da una parte c’è il commissario che deve risolvere casi complicati, dall’altra c’è un uomo che sta cercando di capire che cosa vuole fare della propria vita. Rai 1 ha riproposto l’episodio il 15 settembre alle 21:30.
La serata parte da un Montalbano diverso da quello che avevamo lasciato poco prima. Il rapporto con Livia si è ricomposto e Salvo sembra finalmente aver trovato una direzione. Proprio per questo prende una decisione importante: chiede il trasferimento a Genova, così da poter stare più vicino a lei e provare a costruire qualcosa che non ruoti sempre attorno a Vigata e al commissariato. È una scelta che racconta bene il personaggio, perché per Montalbano lasciare la Sicilia non significa soltanto cambiare città. Significa allontanarsi da un luogo che sente suo e che, nel bene e nel male, ha contribuito a formarlo.
La notizia, naturalmente, non resta segreta a lungo. Catarella vorrebbe seguirlo, Fazio ci rimane male perché Salvo non gli ha parlato apertamente e Augello non è affatto contento all’idea di perdere un amico, anche se un eventuale trasferimento potrebbe avvicinarlo al comando del commissariato. È una parte della puntata che funziona perché non viene trattata come semplice riempitivo tra un’indagine e l’altra. Fa capire quanto Montalbano sia già diventato importante per le persone che lavorano con lui e quanto la sua eventuale partenza cambierebbe gli equilibri che conosciamo.
Il lavoro, però, non gli lascia molto tempo per pensare a Genova. Una giovane barista, Pamela Bianchi, scompare improvvisamente. Non si presenta più al lavoro e gli ultimi movimenti della ragazza fanno subito nascere diversi interrogativi. Ha ritirato tutti i soldi che aveva in banca, è stata vista mentre si dirigeva verso la stazione e appariva molto agitata. La sua vita sentimentale, inoltre, era piuttosto libera e uno degli uomini che frequentava potrebbe avere avuto un motivo per prendersela con lei. Da lì parte un’indagine che diventa progressivamente più cupa e porta Montalbano a ricostruire gli ultimi giorni della ragazza.
Accanto alla scomparsa di Pamela c’è però un secondo caso, apparentemente molto meno grave ma forse ancora più interessante per capire Salvo. A Vigata qualcuno entra nelle case e ruba piccole somme di denaro. Niente colpi spettacolari, niente gioielli o bottini enormi. Il responsabile prende soltanto quello che gli serve per vivere. Da qui nasce il titolo dell’episodio, “Il ladro onesto”, e anche uno dei dilemmi più tipicamente montalbaniani. La legge dice una cosa, ma la realtà che Salvo si trova davanti è più complicata.
Montalbano scopre che dietro quei furti c’è un uomo anziano che si muove in bicicletta e che entra nelle abitazioni senza mai approfittarsi più del necessario. Il commissario sa bene quale sarebbe il suo dovere, ma non riesce a guardare quell’uomo nello stesso modo in cui guarderebbe un criminale abituato a vivere sulle spalle degli altri. È proprio in situazioni come questa che Il giovane Montalbano riesce a far capire da dove nasce il commissario che conosceremo più avanti. Salvo non applica la legge in maniera fredda. Osserva le persone, prova a capire perché hanno fatto certe scelte e solo dopo decide come comportarsi.
Le due indagini finiscono anche per avvicinarsi più di quanto sembri all’inizio. Il “ladro onesto” avrà infatti un ruolo importante nello sviluppo della vicenda di Pamela, mentre Montalbano arriverà alla verità ricostruendo rapporti, incontri e piccoli dettagli che inizialmente sembravano scollegati. La soluzione non arriva grazie a una trovata improvvisa, ma attraverso quel modo di ragionare che ha sempre caratterizzato il personaggio di Camilleri.
A rendere piacevole la puntata contribuisce ancora una volta Michele Riondino, che riesce a farci vedere un Montalbano più giovane senza cercare di imitare continuamente Luca Zingaretti. È già testardo, intuitivo e poco disposto ad accettare spiegazioni comode, ma è anche un uomo che sta ancora decidendo quale posto dare al lavoro, all’amore e alla propria terra. Proprio il possibile trasferimento a Genova dà all’episodio un tono particolare, perché mentre Salvo pensa di poter cambiare vita, Vigata continua a ricordargli quanto ormai sia legato a quel posto.
“Il ladro onesto” era andato in onda per la prima volta su Rai 1 il 12 ottobre 2015 ed è diretto da Gianluca Maria Tavarelli. Fa parte della seconda stagione, ambientata negli anni Novanta e costruita per raccontare gli anni in cui Montalbano diventa gradualmente il commissario che il pubblico conoscerà poi nella serie principale.
A distanza di anni, questa replica continua a funzionare proprio perché non vive soltanto del caso da risolvere. Ci interessa sapere che cosa sia successo a Pamela, certo, ma allo stesso tempo ci interessa vedere Salvo alle prese con la possibilità di lasciare Vigata, con le reazioni dei colleghi e con quel ladro che mette alla prova il suo modo di intendere la giustizia.
Hai seguito “Il ladro onesto” stasera su Rai 1? Ti è piaciuta la puntata e preferisci Michele Riondino nel ruolo del giovane Montalbano o resti più legato alla versione di Luca Zingaretti? Scrivicelo nei commenti.


