Può la sorella più ignorata di Orgoglio e Pregiudizio diventare la protagonista della serie costume dell’anno?
Sembrava davvero impossibile trovare un'angolazione originale per adattare ancora una volta l'universo narrativo di Orgoglio e Pregiudizio. Tra trasposizioni fedeli, rivisitazioni moderne, musical e persino declinazioni horror, il…
💬 Pettegolezzi su questo articolo 0
Pettegolezzi su questo articolo
Vedi tutte →📄 Recensioni su questo post 0
Recensioni degli utenti su questo post
Vedi tutte →Sembrava davvero impossibile trovare un’angolazione originale per adattare ancora una volta l’universo narrativo di Orgoglio e Pregiudizio. Tra trasposizioni fedeli, rivisitazioni moderne, musical e persino declinazioni horror, il capolavoro di Jane Austen è stato esplorato in ogni salsa. Eppure, The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto riesce nel piccolo miracolo di trovare una voce fresca, profonda e incredibilmente toccante. Dal mio punto di vista, questa serie da dieci episodi (dalla durata ideale di trenta minuti ciascuno) merita un bel 8 pieno in pagella: è un racconto romantico e delicato che mette finalmente al centro la sorella più dimenticata e incompresa di Casa Bennet, trasformandola nell’eroina di cui non sapevamo di avere bisogno.
Tratta dal romanzo di Janice Hadlow, la storia si concentra su Mary Bennet (interpretata da una magistrale Ella Bruccoleri), la terzogenita schiva, con gli occhiali e la passione per i libri. Schiacciata tra la bellezza di Jane, l’arguzia di Elizabeth e l’esuberanza di Kitty e Lydia, Mary è da sempre la “tappezzeria” di famiglia, costantemente criticata per la sua mancanza di grazia sociale e per un aspetto ordinario. La prima parte della serie attraversa i fatti noti del romanzo originale a passo di carica, ma filtrandoli interamente attraverso lo sguardo di Mary: la costante freddezza della madre, le frecciate velate e il disagio durante l’ostinato corteggiamento del signor Collins.
La vera svolta della narrazione arriva quando Mary lascia finalmente Longbourn per trasferirsi a Londra presso la zia (Indira Varma) e lo zio (Richard Coyle). In un ambiente finalmente stimolante e privo di giudizi preconcetti, la ragazza inizia a sbocciare. Gli zii la incoraggiano a esprimersi, a scegliere i propri abiti e a coltivare i propri interessi, permettendole di costruire un’identità autonoma. È qui che The Other Bennet Sister trova il suo passo migliore, trasformandosi in una stupenda lettera d’amore per tutti gli introversi, gli timidi e coloro che nella vita si sono sempre sentiti fuori posto. A Londra, Mary scopre anche di poter essere desiderata: si trova infatti contesa tra l’affascinante avvocato Tom Hayward (Donal Finn) e il moderno ed enigmatico William Ryder (Laurie Davidson), due uomini attratti proprio dalle sue stravaganze e dalla sua profonda cultura.
A sorreggere l’intera architettura della serie c’è una straordinaria Ella Bruccoleri, capace di regalare a Mary una dignità commovente, senza mai ridurla a una caricatura goffa. La sua interpretazione rende il personaggio incredibilmente vicina a noi: tutti noi, almeno una volta nella vita, non siamo stati una brillante Elizabeth o una bellissima Jane, ma ci siamo sentiti esattamente come Mary. Va apprezzata anche la scelta di puntare su un romanticismo ragionato e introspettivo; se produzioni come Bridgerton puntano tutto sulla sensualità e sullo sfarzo visivo, questa serie preferisce scavare nella crescita interiore della protagonista. Non si tratta soltanto di trovare un marito, ma prima di tutto di imparare ad amarsi.
Naturalmente non mancano alcune sbavature che le impediscono di raggiungere la perfezione. La figura della madre, la signora Bennet (Ruth Jones), appare a tratti eccessivamente crudele e caricaturale, priva di quella sfumatura d’ansia materna che la caratterizzava nel romanzo originale. Inoltre, la fretta con cui vengono liquidati gli eventi classici di Orgoglio e Pregiudizio nei primi due episodi potrebbe far storcere il naso ai puristi di Jane Austen, così come il ritratto di Elizabeth, che in alcuni passaggi iniziali appare stranamente vanitosa e poco empatica verso la sorella.
Al netto di questi piccoli difetti di scrittura, The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto resta un’opera calda, elegante e profondamente gratificante, capace di far battere il cuore e di farci tifare con tutto il fiato per la rivincita degli ultimi.
Giudizio Finale
The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto conquista un meritatissimo 8 su 10. È una serie calorosa, intelligente e appassionante, capace di regalare nuova linfa al classico di Jane Austen ponendo l’accento sul tema dell’accettazione di sé. Grazie a un formato dinamico da 30 minuti a puntata e all’interpretazione radiosa di Ella Bruccoleri, il racconto si trasforma in un inno toccante dedicato a tutti gli introversi che cercano il proprio posto nel mondo.
The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto
The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto conquista un meritatissimo 8 su 10. È una serie calorosa, intelligente e appassionante, capace di regalare nuova linfa al classico di Jane Austen ponendo l'accento sul tema dell'accettazione di sé. Grazie a un formato dinamico da 30 minuti a puntata e all'interpretazione radiosa di Ella Bruccoleri, il racconto si trasforma in un inno toccante dedicato a tutti gli introversi che cercano il proprio posto nel mondo.










