Ricordate Odyssey 5? La serie fantascientifica con l’attore di RoboCop aveva un’idea geniale, ma fu cancellata dopo una stagione
Immaginate di trovarvi a bordo di uno shuttle spaziale, osservare la Terra attraverso un finestrino e assistere improvvisamente alla distruzione dell'intero pianeta. In pochi secondi scompaiono le città,…
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Vedi tutte →Immaginate di trovarvi a bordo di uno shuttle spaziale, osservare la Terra attraverso un finestrino e assistere improvvisamente alla distruzione dell’intero pianeta. In pochi secondi scompaiono le città, gli oceani, le persone che amate e ogni possibilità di tornare a casa. Siete rimasti soltanto in cinque, sospesi nello spazio, senza sapere che cosa abbia provocato la catastrofe.
Sembra l’inizio di un grande film di fantascienza, vero?
E invece è la premessa di Odyssey 5, una serie televisiva del 2002 che probabilmente molti hanno dimenticato e che avrebbe meritato decisamente più fortuna.
A interpretare il protagonista c’era Peter Weller, l’attore diventato celebre grazie a RoboCop. E la storia, ancora oggi, appare sorprendentemente originale.
Ma prima vogliamo chiedervi una cosa: qualcuno di voi ricorda questa serie? L’avevate vista quando arrivò in Italia oppure è la prima volta che ne sentite parlare?
Odyssey 5 debuttò negli Stati Uniti il 21 giugno 2002 su Showtime. Nel nostro Paese arrivò il 6 ottobre 2006, trasmessa dal canale satellitare AXN, mantenendo il titolo originale.
La vicenda è ambientata nel 2007, cinque anni nel futuro rispetto all’epoca della sua realizzazione.
Il comandante Chuck Taggart, interpretato da Weller, si trova nello spazio insieme ad altri quattro membri dell’equipaggio: suo figlio Neil, l’astronauta Angela Perry, il genetista Kurt Mendel e la giornalista Sarah Forbes.
Durante una missione assistono a qualcosa di inspiegabile.
La Terra viene improvvisamente distrutta.
I cinque sono gli unici esseri umani sopravvissuti e sembrano destinati a morire lentamente a bordo dello shuttle.
Ma proprio mentre ogni speranza sta svanendo, compare un’entità misteriosa conosciuta come il Cercatore.
L’essere rivela che altri pianeti abitati hanno subito distruzioni altrettanto improvvise.
Nessuno riesce a comprenderne la causa.
Il Cercatore, però, può offrire ai cinque astronauti un’opportunità straordinaria: trasferire le loro coscienze indietro nel tempo, fino al 2002, permettendo loro di tornare nei propri corpi e tentare di impedire la catastrofe.
Da quel momento comincia una corsa contro il tempo.
I protagonisti hanno cinque anni per scoprire chi, o che cosa, distruggerà il pianeta.
Un’idea che potrebbe sembrare familiare agli appassionati di fantascienza moderna, ma che all’epoca offriva possibilità narrative enormi.
E infatti Odyssey 5 non raccontava soltanto un mistero fantascientifico.
Il ritorno nel passato costringeva ciascun protagonista ad affrontare nuovamente la propria vita, conoscendo già alcuni avvenimenti futuri.
Sarah, per esempio, ritrova il figlio che aveva perso a causa di un tumore.
Può parlargli nuovamente, abbracciarlo e trascorrere del tempo con lui.
Ma sa anche quale destino lo attende.
Una situazione emotivamente devastante, perché conoscere il futuro non significa necessariamente riuscire a modificarlo.
Angela scopre invece di poter intervenire prima che alcuni scandali di corruzione travolgano suo padre, un importante senatore.
Neil torna a essere un adolescente di diciassette anni, pur conservando i ricordi della propria esistenza futura.
E Kurt decide di approfittare delle informazioni che possiede per arricchirsi attraverso le scommesse sportive.
Peccato che, modificando il passato, anche gli avvenimenti apparentemente certi comincino a cambiare.
Ed era proprio questa la caratteristica più affascinante della serie: salvare il mondo significava anche rischiare di perdere nuovamente le persone amate.
Nel frattempo, le indagini conducevano i protagonisti verso una gigantesca cospirazione.
Tra programmi governativi segreti, intelligenze artificiali e androidi dall’aspetto umano, emergevano organizzazioni misteriose e creature capaci di manipolare gli esseri umani.
Uno dei nomi ricorrenti era Leviathan, collegato agli eventi che avrebbero portato alla distruzione della Terra.
La storia diventava progressivamente più complessa, intrecciando fantascienza, thriller e drammi familiari.
A creare la serie era stato Manny Coto, sceneggiatore e produttore che successivamente avrebbe lavorato anche a Star Trek: Enterprise e 24.
E i collegamenti con l’universo di Star Trek erano numerosi.
David Carson, regista del film Generazioni, aveva diretto l’episodio pilota, mentre alcuni sceneggiatori provenivano proprio da Star Trek: The Next Generation.
Persino Peter Weller avrebbe poi partecipato a Star Trek: Enterprise e al film Into Darkness.
Non sorprende quindi che Odyssey 5 avesse un’ambizione narrativa decisamente superiore a quella di molte produzioni televisive dell’epoca.
Le recensioni furono prevalentemente positive.
Su Rotten Tomatoes la serie ha raggiunto il 100% di giudizi favorevoli, anche se il dato si basa su appena sette recensioni.
Un risultato che dimostra l’apprezzamento della critica, ma che naturalmente non equivale a un consenso universale.
La produzione aveva comunque conquistato un gruppo di spettatori particolarmente affezionati.
Il problema è che non erano abbastanza.
Dopo una sola stagione, Showtime decise di cancellare Odyssey 5.
La decisione fu ancora più frustrante perché gli autori non avevano avuto il tempo di completare il racconto.
La storia si interruppe lasciando aperti diversi misteri, compreso quello riguardante la distruzione del pianeta.
E chi aveva seguito tutte le puntate si ritrovò senza una conclusione.
Un destino purtroppo comune a numerose serie fantascientifiche, soprattutto prima dell’arrivo delle grandi piattaforme streaming.
Oggi siamo abituati a produzioni capaci di raccontare misteri complessi per diverse stagioni, ma nei primi anni Duemila una serie costosa e poco seguita rischiava facilmente la cancellazione.
La cosa che dispiace maggiormente è pensare a quante storie avrebbe ancora potuto raccontare Odyssey 5.
Gli autori avevano costruito un universo narrativo nel quale ogni cambiamento del passato poteva modificare il futuro, mentre i protagonisti dovevano convivere con conseguenze personali difficilissime.
E soprattutto rimaneva una domanda straordinaria: che cosa stava distruggendo i pianeti?
A distanza di oltre vent’anni, il mistero è rimasto senza una risposta definitiva sullo schermo.
Forse un giorno qualcuno potrebbe riscoprire questa storia e immaginare una nuova versione.
Il concetto di partenza funzionerebbe perfettamente anche oggi.
Ma adesso siamo curiosi di conoscere la vostra opinione.
Ricordate Odyssey 5 con Peter Weller? L’avevate seguita su AXN nel 2006?
Vi sarebbe piaciuto conoscere il vero responsabile della distruzione della Terra oppure pensate che certe serie funzionino meglio lasciando qualche mistero irrisolto?
E soprattutto, qual è la serie televisiva cancellata troppo presto che vorreste rivedere, anche soltanto per una stagione conclusiva?
Scrivetecelo nei commenti. Potremmo riscoprire insieme altre produzioni dimenticate che, secondo voi, meritavano una seconda possibilità.










