Cesare Cremonini presenta Amateur e sorprende tutti: «Potrebbe essere il più grande fallimento della mia carriera». Ecco perché lo ha detto
Cesare Cremonini ha appena pubblicato un nuovo album, ma invece di parlare di successo e classifiche ha fatto una dichiarazione che ha sorpreso i suoi fan: «Sarà uno…
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Vedi tutte →Cesare Cremonini ha appena pubblicato un nuovo album, ma invece di parlare di successo e classifiche ha fatto una dichiarazione che ha sorpreso i suoi fan: «Sarà uno dei più grandi fallimenti della mia carriera». Parole insolite per un cantante che riempie gli stadi, vende migliaia di dischi e da quasi trent’anni rappresenta uno dei nomi più importanti della musica italiana.
Eppure, dietro quella frase non c’è pessimismo. Al contrario, Cremonini sembra aver ritrovato qualcosa che sentiva di aver perso: il piacere di fare musica senza preoccuparsi continuamente delle aspettative del pubblico.
Il nuovo disco si intitola Amateur ed è uscito oggi, venerdì 23 ottobre 2026. Contiene undici canzoni, collaborazioni sorprendenti e sonorità molto diverse da quelle alle quali il cantautore bolognese ci ha abituato.
Per capire perché Cremonini abbia accettato il rischio di un possibile insuccesso bisogna partire proprio dal titolo.
Amateur significa dilettante, una parola che potrebbe sembrare strana per un artista con una carriera così lunga. Ma è stata scelta per ricordare il significato più autentico del fare musica: suonare per passione, prima ancora che per ottenere risultati.
L’idea è nata anche grazie a uno strumento che Cremonini ha cominciato a studiare negli ultimi anni: il sassofono.
Il cantante ha raccontato di aver trascorso molte ore a esercitarsi, ritrovandosi improvvisamente nella condizione di chi deve imparare qualcosa da zero.
Nessuna certezza di riuscire, nessuna esperienza precedente sulla quale contare. Soltanto la curiosità di migliorare.
Quella sensazione gli ha fatto tornare in mente il ragazzo che, alla fine degli anni Novanta, iniziava a scrivere canzoni senza sapere cosa sarebbe successo.
All’epoca era il cantante dei Lùnapop, il gruppo che conquistò l’Italia con 50 Special e Un giorno migliore. Dopo lo scioglimento della band, Cremonini ha costruito una carriera solista fatta di successi come Marmellata #25, La nuova stella di Broadway, Logico #1, Poetica e Ora che non ho più te.
Ma raggiungere una posizione così importante comporta anche una pressione enorme.
Ogni nuova canzone viene confrontata con quelle precedenti. Ogni album deve confermare i risultati ottenuti. Ogni concerto viene giudicato anche attraverso il numero di biglietti venduti.
Cremonini ha deciso di sottrarsi, almeno per questo progetto, a una parte di quelle aspettative.
«Sono felice e curioso come un esordiente», ha raccontato durante la presentazione del disco a Londra.
La città inglese ha avuto un’importanza particolare nella realizzazione di Amateur.
Il cantante ha lavorato allo Studio 13, lo spazio di registrazione legato a Damon Albarn, fondatore dei Blur e dei Gorillaz.
Per circa un mese ha condiviso lo studio con i musicisti, costruendo le canzoni attraverso strumenti veri, improvvisazioni e lunghe sessioni di registrazione.
Un metodo che privilegia il rapporto diretto tra gli artisti, lasciando spazio anche agli imprevisti.
«Ho voluto realizzare un disco rock nel significato più autentico della parola», ha spiegato Cremonini, riferendosi soprattutto all’atteggiamento con cui è stato affrontato il lavoro.
Non significa che tutte le canzoni siano brani rock tradizionali.
Nel disco convivono chitarre elettriche, pianoforte, fiati, ritmi più aggressivi e momenti intimi.
A rendere il progetto particolarmente interessante sono anche le collaborazioni.
In Amateur troviamo Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane, tre artisti molto differenti tra loro.
Salmo partecipa alla canzone che dà il titolo all’album, mentre Fabri Fibra compare in Paparazzi, il primo singolo pubblicato.
Il brano è caratterizzato da chitarre più ruvide e da una produzione che richiama alcune sonorità del rock alternativo britannico.
Malika Ayane, invece, torna a cantare con Cremonini in Cose molto piccole.
La collaborazione ha attirato particolare attenzione anche perché i due hanno avuto una relazione sentimentale tra il 2009 e il 2010.
«Il nostro dialogo non si è mai interrotto», ha raccontato Cremonini parlando del rapporto con la cantante.
Un altro contributo importante arriva da Elisa, che ha collaborato alla scrittura di Cavalli da corsa.
Nel progetto compare anche Morgan, coinvolto nell’arrangiamento di Il giardino di sassofoni.
Ma uno dei nomi più interessanti è quello di Donny McCaslin, il sassofonista americano che aveva collaborato con David Bowie alla realizzazione di Blackstar, l’ultimo album pubblicato dal musicista britannico prima della morte.
La presenza di McCaslin ha permesso a Cremonini di approfondire ulteriormente il rapporto con il sassofono, uno degli strumenti che caratterizzano maggiormente questo nuovo lavoro.
E poi c’è un personaggio misterioso: SIG.
Sulla copertina arancione del disco compare infatti una figura dal teschio dorato che suona il sassofono.
SIG rappresenta una sorta di alter ego di Cremonini, legato alle sue riflessioni sull’ego, sulla creatività e sulle contraddizioni che accompagnano la vita di un artista famoso.
Il riferimento a Sigmund Freud non è casuale.
Attraverso questo personaggio, il cantante sembra voler osservare dall’esterno la propria identità pubblica, prendendo le distanze dall’immagine dell’artista che deve necessariamente dimostrare qualcosa.
È un esperimento particolare, che potrebbe sorprendere soprattutto chi conosce Cremonini attraverso le sue canzoni più romantiche.
Anche per questo ha scelto di presentare il disco con una dichiarazione provocatoria.
«Questo album potrebbe essere il più grande fallimento della mia carriera».
Cremonini sa che il pubblico potrebbe non comprendere immediatamente alcune scelte musicali.
Ma considera questa possibilità parte della libertà che ha cercato durante la realizzazione del progetto.
Ha inoltre criticato il peso assunto dagli algoritmi nella distribuzione della musica, sostenendo che spesso finiscano per premiare ciò che appare familiare e facilmente riconoscibile.
«Non voglio più che un disco sia uno specchio: deve essere una porta».
Una frase che riassume la direzione scelta per Amateur.
Il cantante non vuole limitarsi a riproporre ciò che ha già funzionato. Preferisce aprire nuove possibilità, anche correndo il rischio di deludere una parte dei suoi ascoltatori.
Dopo una presentazione dal vivo allo Shepherd’s Bush Empire di Londra, Cremonini ha ringraziato il pubblico che continua a seguirlo attraverso i cambiamenti.
«Grazie a chi continua a stare dietro alle mie trasformazioni. Qua si procede per visioni».
Il nuovo album sarà protagonista anche di AMATOUR, il tour nei palasport che prenderà il via il 24 novembre da Ancona, prima degli appuntamenti a Bologna, Milano e Torino.
Una scelta che riporterà Cremonini in spazi più raccolti rispetto agli stadi nei quali si è esibito negli ultimi anni.
Il vero giudizio su Amateur, naturalmente, arriverà dagli ascoltatori.
Le prime recensioni sono incoraggianti, ma un progetto così diverso potrebbe richiedere più ascolti per essere apprezzato.
E voi avete già ascoltato il nuovo album di Cesare Cremonini?
Vi piace questa svolta musicale oppure preferite il suo stile più tradizionale, quello delle grandi canzoni pop e delle ballate romantiche?
E soprattutto, pensate che un artista affermato debba continuare a sperimentare anche rischiando di deludere i fan, oppure dovrebbe mantenere il sound che lo ha reso famoso?
Raccontateci la vostra opinione nei commenti e diteci quale canzone di Amateur vi ha colpito maggiormente.










