Charles Spencer racconta cosa sarebbe successo prima del funerale di Diana e Buckingham Palace risponde con parole durissime
A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, una frase attribuita a Carlo III sta facendo riesplodere una delle pagine più dolorose della storia recente della famiglia reale…
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Vedi tutte →A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, una frase attribuita a Carlo III sta facendo riesplodere una delle pagine più dolorose della storia recente della famiglia reale britannica. A raccontarla è Charles Spencer, fratello della principessa, nel nuovo libro Swan Song: Diana, My Sister. Secondo il conte, nei giorni successivi all’incidente di Parigi l’allora principe Carlo gli avrebbe detto: “Stai tranquillo, presto la dimenticheremo”. Buckingham Palace nega e, cosa piuttosto insolita per i Windsor, questa volta ha deciso di reagire immediatamente.
La frase sarebbe stata pronunciata durante una discussione sull’organizzazione del funerale del settembre 1997. Spencer racconta di essere stato contrario all’idea che William e Harry, allora di 15 e 12 anni, camminassero dietro la bara della madre davanti a milioni di persone. Secondo lui Diana non avrebbe mai voluto vedere i propri figli affrontare pubblicamente un momento del genere. Carlo, sempre secondo la sua ricostruzione, avrebbe invece sostenuto quella scelta e proprio durante quel confronto sarebbe arrivata la frase destinata oggi a provocare una nuova tempesta.
Non possiamo sapere con certezza cosa sia stato detto durante quella conversazione privata. Ed è proprio questo che rende importante la risposta del Palazzo.
Buckingham Palace normalmente evita di commentare libri, memorie e ricostruzioni private sulla famiglia reale. Stavolta ha fatto un’eccezione. Un portavoce ha dichiarato che il re è consapevole di quanto “il dolore per la perdita di una sorella possa offuscare la ragione, influenzare il giudizio e modificare i ricordi” anche molti anni dopo. Non viene utilizzata direttamente la parola “falso”, ma il significato della replica è difficile da equivocare: Carlo contesta la memoria di Spencer e quindi anche la frase che gli viene attribuita.
Sky News ha definito la risposta “davvero notevole”, ricordando che il Palazzo non reagì in maniera simile neppure alla pubblicazione di Spare di Harry. Secondo la corrispondente reale Laura Bundock, questa volta la combinazione tra autore, argomento e gravità dell’accusa avrebbe reso difficile mantenere il tradizionale silenzio. Charles Spencer non è infatti un commentatore esterno: è il fratello di Diana e quel giorno camminava insieme a Carlo, William, Harry e Filippo dietro la bara.
C’è poi un dettaglio che rende la storia ancora più particolare.
Nel settembre 1997, pochi giorni dopo il funerale, iniziarono già a circolare indiscrezioni su forti tensioni tra la famiglia Spencer e Buckingham Palace per l’organizzazione della cerimonia. All’epoca, però, furono smentite da entrambe le parti. Charles Spencer definì addirittura “ridicola” l’idea che ci fossero state divisioni con i funzionari reali, mentre un portavoce di Buckingham Palace liquidò quelle ricostruzioni come prive di fondamento. Ventinove anni dopo, il nuovo libro descrive invece discussioni molto più profonde, soprattutto sulla presenza dei giovani principi nel corteo funebre.
Il tema non nasce comunque oggi. Spencer ha già criticato in passato la decisione di far camminare William e Harry dietro la bara, definendola un’esperienza molto dura per due ragazzi che avevano appena perso la madre. Anche Harry, molti anni dopo, ha raccontato in Spare di essersi sentito quasi intorpidito durante quella processione e di aver cercato continuamente con lo sguardo il fratello William per trovare forza.
Il funerale del 6 settembre 1997 rimane una delle immagini televisive più ricordate degli anni Novanta. Carlo, Filippo, William, Harry e Spencer percorsero insieme il tratto dietro il feretro fino all’abbazia di Westminster. Dentro la chiesa, Charles Spencer pronunciò poi un discorso diventato celebre, promettendo che la famiglia di sangue di Diana avrebbe cercato di proteggere William e Harry affinché non fossero schiacciati soltanto dal dovere e dalle tradizioni della monarchia.
Proprio quel discorso fu accolto da un lungo applauso proveniente anche dall’esterno dell’abbazia. Già allora venne interpretato da molti come una critica, nemmeno troppo nascosta, al modo in cui Diana era stata trattata dai media e da parte dell’ambiente reale.
Il nuovo libro promette di tornare su quei giorni con molti altri dettagli. Swan Song: Diana, My Sister uscirà nel Regno Unito il 22 settembre e Spencer sostiene di averlo scritto perché, avvicinandosi il trentesimo anniversario della morte della sorella, voleva lasciare una propria testimonianza prima che altre ricostruzioni diventassero verità accettate semplicemente perché ripetute nel tempo.
Rimane però una contraddizione difficile da ignorare. Da una parte c’è il fratello di Diana, convinto di ricordare una frase durissima pronunciata da Carlo nei giorni più traumatici della loro vita. Dall’altra c’è un re che, attraverso Buckingham Palace, mette apertamente in dubbio quella memoria.
E forse la parte più sorprendente è proprio la frase attribuita a Carlo. Diana non è stata affatto dimenticata. A ventinove anni dalla sua morte, basta ancora il racconto di una conversazione privata per finire sulle prime pagine dei giornali britannici e costringere Buckingham Palace a interrompere il proprio abituale silenzio.
Tu credi alla ricostruzione di Charles Spencer oppure pensi che, dopo quasi trent’anni, i ricordi di quei giorni possano essere diventati meno affidabili? Scrivicelo nei commenti.










