Macklemore torna sul palco dopo l’esclusione dal tour di Ed Sheeran: «Free Palestine sono due parole che fanno paura». Ha ragione?
Macklemore non ha intenzione di rinunciare alle proprie idee, nemmeno dopo essere stato escluso dal tour americano di Ed Sheeran. Il rapper statunitense è tornato a parlare apertamente…
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Vedi tutte →Macklemore non ha intenzione di rinunciare alle proprie idee, nemmeno dopo essere stato escluso dal tour americano di Ed Sheeran. Il rapper statunitense è tornato a parlare apertamente della Palestina durante un concerto a Dublino, trasformando la prima serata del suo nuovo tour in una manifestazione di solidarietà e in una riflessione sulla libertà di espressione degli artisti.
Il 26 ottobre 2026, davanti al pubblico della 3Arena, Macklemore ha inaugurato il Free Palestine Tour, una serie di concerti organizzati per raccogliere fondi destinati ad associazioni impegnate nell’assistenza alla popolazione palestinese.
Sul palco sono arrivati anche ospiti a sorpresa, tra cui Hozier e il gruppo rap irlandese Kneecap.
Ma il momento più discusso della serata è stato il discorso pronunciato dal cantante.
«Sei settimane fa sono bastate due parole. Due parole radicate nell’amore e nella liberazione».
Macklemore si riferiva all’espressione Free Palestine, pronunciata durante due concerti del tour di Ed Sheeran negli Stati Uniti.
Secondo il rapper, chiedere libertà per il popolo palestinese non dovrebbe essere interpretato come un attacco contro qualcuno.
«Non contro qualcuno, non per dividere. Non è un invito all’odio, ma a riconoscere la nostra umanità condivisa».
Il cantante ha spiegato di desiderare per i palestinesi ciò che vorrebbe per qualsiasi altra popolazione: libertà, dignità e possibilità di vivere senza paura.
«Quelle due parole sono così minacciose per alcune persone che preferirebbero metterle a tacere piuttosto che affrontarne il significato».
Una dichiarazione accolta con entusiasmo dai presenti, ma destinata inevitabilmente a riaccendere le polemiche.
Per capire perché, bisogna tornare al settembre scorso.
Macklemore avrebbe dovuto accompagnare Ed Sheeran come artista di apertura in diverse date americane del Loop Tour.
Durante i concerti del 4 e 5 settembre al MetLife Stadium, nel New Jersey, aveva però pronunciato discorsi molto espliciti a sostegno della Palestina.
Le sue parole erano diventate virali, provocando reazioni contrastanti.
L’Israeli American Council aveva chiesto la sua esclusione dal tour, sostenendo che un concerto di Ed Sheeran non dovesse trasformarsi in una manifestazione politica.
Secondo l’organizzazione, il problema non riguardava il diritto del rapper di avere opinioni personali, ma l’utilizzo del palco di un altro artista per promuovere una posizione politica controversa.
Pochi giorni dopo era arrivata la decisione di rimuovere Macklemore dalle successive esibizioni.
Il promotore Messina Touring Group aveva spiegato che alcune strutture avrebbero rifiutato di ospitare concerti nei quali fosse presente il rapper.
Il rischio, secondo gli organizzatori, era compromettere gli appuntamenti già programmati, coinvolgendo centinaia di migliaia di spettatori.
Ed Sheeran ha successivamente precisato di non aver deciso personalmente l’esclusione di Macklemore.
Il cantante britannico ha spiegato di rispettare le convinzioni del collega, pur preferendo mantenere i propri spettacoli lontani dalle controversie politiche.
Secondo Sheeran, il pubblico comprende persone di provenienze, culture ed età differenti, comprese molte famiglie con bambini.
Per questo ritiene importante offrire uno spazio nel quale gli spettatori possano ritrovarsi attraverso la musica.
Una posizione che ha ricevuto consensi, ma anche critiche.
Altri artisti, tra cui Finneas e Lukas Graham, hanno infatti deciso di ritirarsi dalle successive date americane in solidarietà con Macklemore.
Il rapper, invece, ha scelto di organizzare un tour completamente dedicato alla causa palestinese.
La prima data si è svolta a Dublino, mentre le successive sono previste a Parigi il 29 ottobre e a Londra il 30 ottobre.
Gli incassi saranno destinati a organizzazioni che forniscono assistenza umanitaria, sanitaria e sociale ai palestinesi.
Macklemore ha inoltre annunciato che donerà un milione di dollari guadagnati attraverso il tour di Ed Sheeran.
Durante il concerto irlandese ha ricordato le immagini delle famiglie colpite dalla guerra e dei genitori che cercano i propri figli tra le macerie.
«Una libertà che richiede l’oppressione di un’altra persona non è affatto libertà», ha dichiarato davanti al pubblico.
Per il cantante, la musica può diventare uno strumento per condividere il dolore, raccontare esperienze e unire persone provenienti da realtà differenti.
Rimane però una domanda sulla quale le opinioni sono profondamente divise.
Un artista dovrebbe utilizzare il proprio concerto per affrontare questioni politiche, anche quando una parte del pubblico potrebbe sentirsi a disagio?
La storia della musica è piena di cantanti che hanno espresso posizioni contro guerre, discriminazioni e ingiustizie.
Da Bob Dylan a John Lennon, fino agli artisti contemporanei, molte canzoni sono nate proprio dal desiderio di intervenire nel dibattito pubblico.
Allo stesso tempo, esistono spettatori che acquistano un biglietto semplicemente per ascoltare musica e preferirebbero non assistere a discorsi politici.
La discussione diventa ancora più delicata quando le dichiarazioni vengono pronunciate durante un tour organizzato da un altro artista.
Macklemore sostiene di voler difendere la dignità dei palestinesi, mentre i suoi critici contestano il contesto e il contenuto dei suoi interventi.
Il rapper ha anche precisato che le proprie dichiarazioni non rappresentano una critica agli ebrei come popolo.
Ed Sheeran, dal canto suo, ha condannato sia l’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele sia le devastazioni provocate dalla guerra a Gaza.
Due artisti che hanno scelto modalità differenti per affrontare una questione dolorosa.
E adesso vogliamo conoscere soprattutto il vostro pensiero.
Secondo voi Macklemore ha fatto bene a pronunciare quel discorso durante il tour di Ed Sheeran? Oppure avrebbe dovuto limitarsi alla propria esibizione musicale?
Pensate che la sua esclusione sia stata una forma di censura oppure una decisione organizzativa comprensibile?
E soprattutto, gli artisti famosi hanno il dovere di esporsi pubblicamente sulle guerre oppure dovrebbero essere liberi di scegliere il silenzio senza essere criticati?
Raccontateci la vostra opinione nei commenti. Ci interessa conoscere anche il punto di vista di chi apprezza la musica di Macklemore ma non condivide necessariamente tutte le sue dichiarazioni.










