Emiliano era il favorito del web, i giornalisti lo hanno premiato, il televoto no: il paradosso di Amici 25 in tre righe
C'è un momento in ogni serata di premiazione in cui la musica cambia tono. Non nel senso letterale, anche se spesso succede pure quello. Nel senso che arriva…
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Vedi tutte →C’è un momento in ogni serata di premiazione in cui la musica cambia tono. Non nel senso letterale, anche se spesso succede pure quello. Nel senso che arriva quel premio specifico, quello che tutti sanno essere tecnicamente prestigioso ma che nella classifica emotiva della serata occupa comunque il gradino sotto la coppa vera. Il Premio della Critica di Amici 25 ha questo sapore, almeno guardandolo dall’esterno. Ha i suoi cinquantamila euro, ha il suo direttore artistico Stéphane Jarny che lo consegna con tutto il rispetto del caso, ha la sua dignità. Però non è il trofeo grande.
Emiliano Fiasco l’ha vinto lui. E la cosa strana è che, stando ai commenti che giravano sui social per tutta la stagione, Emiliano era quello che il web avrebbe messo sul primo gradino senza pensarci due volte.
Il preferito che non ha vinto
I social di Amici durante questa stagione erano abbastanza eloquenti. Ogni volta che Emiliano ballava, i commenti fioccavano in un senso solo. “Lui è su un altro piano”, “non c’è storia”, “il vincitore è già deciso”. Il tipo di consenso spontaneo che non si compra e non si organizza, quello che arriva quando qualcuno fa qualcosa sullo schermo e le persone sentono il bisogno di scriverlo da qualche parte.
Poi è arrivato il televoto, e il televoto ha detto Lorenzo. Con il 51,4%, che in un normale conteggio elettorale vi farebbe venire voglia di richiedere un riconteggio, ma che in un talent show è semplicemente il risultato. Il pubblico da casa vota in base a parametri suoi, che non sempre coincidono con quello che i giornalisti o i commentatori considerano tecnicamente superiore. Questa non è una novità, succede dalla prima edizione, eppure ogni anno riesce a sorprendere qualcuno.
I giornalisti presenti in studio, invece, hanno votato Emiliano. Dieci voti, Premio della Critica, cinquantamila euro e la soddisfazione di essere riconosciuto da chi del talento tecnico dovrebbe capirne per professione. È un riconoscimento reale, non una consolazione di facciata. Però si chiama Premio della Critica per un motivo: lo danno i critici, non il pubblico.
La domanda che rimane
Questo è il punto in cui la serata di domenica diventa una di quelle conversazioni che si fanno ancora il giorno dopo. Emiliano era il più bravo? Se lo chiedi ai giornalisti che erano in studio, la risposta è sì abbastanza chiaramente. Se lo chiedi al pubblico che ha votato da casa, la risposta è stata no, o almeno non abbastanza da superare il 50%.
La cosa interessante è che entrambe le risposte possono essere corrette allo stesso tempo, e non è un paradosso. Emiliano ballava a un livello tecnico che pochi sul palco di Amici raggiungono, e chi guarda la danza con occhio professionale lo riconosceva senza difficoltà. Ma il televoto di Amici non ha mai funzionato solo sulla tecnica. Funziona sul legame emotivo che un concorrente costruisce con chi sta sul divano, e Lorenzo quel legame lo aveva costruito settimana dopo settimana, partendo anche dalla base di fan che si portava da X Factor.
Non è una spiegazione soddisfacente nel senso pieno del termine. È solo come funziona questo meccanismo, che esiste da ventiquattro anni e non mostra nessuna intenzione di cambiare.
Il lato positivo, che non è soltanto il Premio della Critica
Emiliano dalla serata di domenica non se n’è andato solo con il riconoscimento dei giornalisti. Ha ricevuto anche un’offerta concreta dall’American Classic Ballet e una proposta di formazione al Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower, che per chi vuole fare del ballo una carriera seria è il tipo di prospettiva che vale molto di più di qualsiasi trofeo televisivo.
Detto questo, c’è qualcosa di vagamente malinconico nel guardare il preferito dei social accontentarsi di un premio che nessuno nel post-finale sta nominando per primo. Forse “accontentarsi” è la parola sbagliata, forse “ricevere in compenso” suona meglio. Ma il concetto non cambia: Emiliano era quello che tutti volevano vedere vincere, e quei tutti probabilmente non erano abbastanza da riempire il televoto nel momento che contava.
Voi che lo seguivate, avete votato o avete solo commentato sui social?










