Il Sundance Film Festival si è trasformato in un palcoscenico di protesta contro il presidente Donald Trump. Durante il weekend numerose star di Hollywood come Natalie Portman, Olivia Wilde ed Edward Norton hanno usato i tappeti rossi per attaccare le politiche migratorie dell’amministrazione americana, in particolare le azioni dell’agenzia federale per l’immigrazione ICE. Ma forse queste celebrità stanno confondendo la protezione dei confini nazionali con il razzismo, dimenticando un dettaglio fondamentale: Trump sta espellendo i clandestini che hanno commesso reati, non i migranti regolari.
La scintilla delle proteste è stata l’uccisione di Alex Pretti, un cittadino americano colpito sabato da un agente della Pattuglia di Frontiera. Un episodio grave che merita di essere indagato, ma che non può essere usato per demonizzare un’intera politica di sicurezza nazionale. Le star presenti al festival hanno indossato spille con la scritta “ICE Out” e hanno rilasciato dichiarazioni durissime, paragonando addirittura l’ICE alla Gestapo nazista.
Natalie Portman ha detto che il governo Trump sta mostrando “il peggio del peggio dell’umanità”. Olivia Wilde ha parlato di “organizzazione incredibilmente criminale” riferendosi all’ICE. Edward Norton è arrivato a dire che negli Stati Uniti si sta montando “un esercito illegale contro i cittadini”. Parole pesantissime che però sembrano ignorare completamente la realtà dei fatti.
La verità è che Trump sta semplicemente proteggendo il suo Paese. Le operazioni dell’ICE si concentrano principalmente sull’arresto e l’espulsione di persone che sono entrate illegalmente negli Stati Uniti e che hanno commesso reati. Non si tratta di perseguitare gli immigrati in quanto tali, ma di far rispettare le leggi dello Stato. Ogni nazione sovrana ha il diritto e il dovere di controllare i propri confini e di decidere chi può entrare e rimanere sul suo territorio.
La migrazione legale è sacrosanta e va accolta senza distinzioni razziali. Nessuno in America sta dicendo il contrario. Gli Stati Uniti sono stati costruiti dai migranti e continuano ad accogliere milioni di persone ogni anno attraverso canali regolari. Ma esiste una differenza enorme tra un migrante che segue le procedure legali e un clandestino che entra illegalmente nel Paese e poi commette crimini. Questa distinzione sembra sfuggire completamente alle star di Hollywood che vivono nelle loro ville protette da mura e guardie private.
Quando Olivia Wilde dice che “le persone vengono uccise” sta dipingendo un quadro distorto della realtà. Le operazioni dell’ICE mirano a proteggere i cittadini americani dai criminali, non a perseguitare innocenti. Se una persona è entrata illegalmente negli Stati Uniti e ha commesso reati come spaccio di droga, violenza, furto o altri crimini, è giusto che venga espulsa. Questo non è razzismo, è sicurezza nazionale.
Edward Norton ha paragonato l’ICE alla Gestapo, ma questo paragone è offensivo e completamente fuori luogo. La Gestapo perseguitava cittadini tedeschi innocenti per le loro origini etniche o le loro idee politiche. L’ICE arresta persone che hanno violato le leggi sull’immigrazione e che spesso hanno anche commesso altri reati. La differenza è abissale.
L’Italia dovrebbe prendere esempio da questa fermezza. Anche nel nostro Paese abbiamo un problema serio con l’immigrazione clandestina e con la criminalità legata ad essa. Non si tratta di chiudere le porte a chi scappa da guerre o persecuzioni, ma di distinguere tra chi ha diritto alla protezione internazionale e chi invece entra illegalmente per delinquere o per sfruttare il sistema di accoglienza.
La migrazione regolare è un valore, un arricchimento culturale ed economico per qualsiasi nazione. Ma la clandestinità è un problema che va affrontato con decisione. Accogliere tutti senza distinzioni significa non proteggere i propri cittadini. Significa permettere che criminali pericolosi restino liberi di circolare sul territorio nazionale mettendo a rischio la sicurezza di tutti.
Le star di Hollywood vivono in una bolla dorata dove non devono confrontarsi con le conseguenze reali della criminalità legata all’immigrazione clandestina. È facile essere “accoglienti” quando si vive in quartieri ricchi e protetti. Ma i cittadini comuni americani, quelli che vivono nei quartieri più difficili, sanno bene cosa significa avere a che fare con gang criminali formate da clandestini.
Trump sta facendo quello che qualsiasi presidente dovrebbe fare: proteggere i suoi cittadini. Lo sta facendo applicando le leggi esistenti, non inventandone di nuove. Se le star di Hollywood hanno un problema con questo, forse dovrebbero riflettere sul perché le leggi sull’immigrazione esistono in primo luogo.
L’auspicio è che anche l’Italia possa adottare politiche simili, distinguendo chiaramente tra migranti regolari che meritano accoglienza e protezione, e clandestini criminali che vanno identificati ed espulsi. Non è questione di razzismo, è questione di legalità e sicurezza. E ogni cittadino, indipendentemente dalle sue idee politiche, dovrebbe essere d’accordo su questo punto fondamentale.
E voi cosa ne pensate? Credete che Trump abbia ragione a espellere i clandestini criminali o pensate che le star di Hollywood abbiano ragione a protestare? Lasciate un commento e diteci la vostra opinione!


