Prime Video rimuove Cani da incubo e scoppia il caso sui metodi mostrati nella serie di Tommaso Castellano, che finisce nel mirino di ENPA, LAV e veterinari
Cani da incubo è sparito da Prime Video dopo pochi giorni e attorno al programma di Tommaso Castellano è esplosa una polemica molto più grande della semplice rimozione…
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Vedi tutte →Cani da incubo è sparito da Prime Video dopo pochi giorni e attorno al programma di Tommaso Castellano è esplosa una polemica molto più grande della semplice rimozione di una serie dal catalogo. Il format, arrivato sulla piattaforma il 15 giugno, mostrava l’addestratore alle prese con cani difficili e famiglie in crisi, ma le critiche del mondo cinofilo sono state immediate: secondo enti, associazioni e veterinari, il programma darebbe spazio a metodi considerati coercitivi, superati e potenzialmente dannosi per il benessere del cane.
Amazon, al momento, non ha fornito una spiegazione pubblica chiara sulla sparizione del titolo. Questo è un punto importante. Non possiamo dire con certezza che Cani da incubo sia stato rimosso a causa delle polemiche, perché la piattaforma non lo ha dichiarato. Però la coincidenza temporale è evidente: prima il debutto, poi le proteste, poi l’indisponibilità della serie. E in un mondo in cui ogni scelta delle piattaforme viene letta come un segnale, il silenzio di Prime Video ha alimentato ancora di più il caso.
Tommaso Castellano non è un volto sconosciuto. È il fondatore di Scuolapercani, ha una community molto ampia sui social e su TikTok supera il mezzo milione di follower. I suoi video sono costruiti spesso attorno a situazioni forti: cani aggressivi, proprietari disperati, scene tese, interventi rapidi. Il suo messaggio ricorrente è che “il problema non è il cane”, ma la gestione delle persone. Una frase efficace, facile da ricordare e anche condivisibile in parte. Il problema nasce dal modo in cui quella gestione viene mostrata e raccontata.
Le critiche più dure riguardano l’uso, o la rappresentazione, di strumenti e tecniche giudicate avversive. ENPA ha parlato di preoccupazione per la normalizzazione di collari a scorrimento, pressione fisica e correzioni del comportamento, sostenendo che la relazione con il cane non dovrebbe fondarsi su controllo e imposizione. LAV ha definito la serie una visione sbagliata del rapporto con l’animale, accusandola di proporre un’idea distorta dell’educazione cinofila e della riabilitazione comportamentale. FNOVI, la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani, ha richiamato l’attenzione sulle competenze necessarie nei casi di cani con manifestazioni aggressive, ricordando che i problemi comportamentali rientrano anche nell’ambito medico-veterinario.
La questione, quindi, non è solo “Castellano piace o non piace”. Il punto è più serio: cosa succede quando un contenuto televisivo trasforma casi complessi in spettacolo? Un cane che morde, ringhia, si blocca o va in panico non è materiale da montaggio ad alta tensione. È un animale che comunica un disagio, e spesso dietro quel disagio ci sono paura, dolore, errori di gestione, contesti sbagliati, mancanza di conoscenza o problemi clinici. Ridurre tutto a un intervento rapido e risolutivo può essere televisivamente potente, ma rischia di dare al pubblico un’idea falsa: basta “correggere” il cane e la situazione si sistema.
Molti professionisti cinofili contestano proprio questo. Lavorare su un cane con difficoltà comportamentali non significa ottenere una scena forte in pochi minuti. Significa osservare, valutare il contesto, capire la storia dell’animale, coinvolgere la famiglia, spesso collaborare con veterinari esperti in comportamento, costruire un percorso graduale. Non è una scorciatoia. Non è un prima e dopo da reality. È un lavoro lungo, a volte frustrante, fatto di piccoli progressi e ricadute.
Il format di Cani da incubo, invece, sembra nascere da una logica televisiva opposta: problema evidente, tensione, arrivo dell’esperto, intervento, trasformazione. È la struttura classica dei programmi di “recupero”: case, ristoranti, famiglie, adolescenti, animali. Funziona perché dà allo spettatore una gratificazione immediata. Ma con i cani il rischio è diverso. Chi guarda potrebbe pensare di poter imitare certe tecniche a casa, magari con un animale spaventato o aggressivo, senza competenze e senza capire cosa stia davvero accadendo.
E questo è il timore più concreto sollevato da FNOVI: la rappresentazione di metodologie basate su coercizione, punizione, inibizione o esposizione forzata a stimoli stressanti può compromettere il benessere psicofisico dell’animale e spingere il pubblico a emulare pratiche pericolose. Non è una polemica da addetti ai lavori. È un tema di sicurezza, per i cani e per le persone.
Castellano, dal canto suo, ha sempre rivendicato il proprio metodo e il proprio lavoro. Dopo la sparizione della serie da Prime Video, ha parlato sui social di una decisione grave e ha annunciato l’intenzione di andare avanti, anche con il progetto Pet Mission TV, presentato come una televisione privata dedicata ai suoi contenuti. In pratica: anche se la piattaforma ha fatto un passo indietro, lui non sembra intenzionato a fermarsi. Anzi, la polemica potrebbe persino rafforzare il rapporto con il suo pubblico, che lo segue proprio perché lo percepisce come diretto, pratico e lontano dal linguaggio più tecnico degli specialisti.
Questo è un altro aspetto interessante. Una parte del pubblico difende Castellano perché vede nei suoi contenuti una risposta concreta a problemi veri. Chi ha un cane ingestibile, aggressivo o fuori controllo spesso non cerca un dibattito teorico. Cerca qualcuno che gli dica cosa fare. E Castellano comunica proprio così: parole semplici, sicurezza, interventi decisi. Il successo social nasce anche da qui. Il problema è che la semplicità, se applicata a situazioni complesse, può diventare pericolosa.
La vicenda di Cani da incubo apre quindi una domanda più ampia: chi può parlare di comportamento animale in televisione? In Italia la figura dell’educatore cinofilo non è regolata in modo forte e uniforme come altre professioni. Esistono percorsi, associazioni, certificazioni, norme volontarie, ma il pubblico medio spesso non distingue tra addestratore, educatore, istruttore, veterinario comportamentalista e influencer con grande seguito. Le piattaforme, invece, guardano anche ai numeri. Se una persona ha centinaia di migliaia di follower, diventa automaticamente interessante per una serie.
Prime Video avrebbe dovuto prevedere la polemica? Probabilmente sì. Bastava guardare il dibattito già esistente attorno a Castellano e ai suoi metodi. Non era difficile immaginare che portare quel format su una piattaforma internazionale avrebbe attirato l’attenzione di associazioni, veterinari e professionisti. Se poi la serie è stata davvero sospesa per questo motivo, resta una seconda domanda: perché pubblicarla prima senza una valutazione più attenta?
La rimozione, però, non basta a chiudere la discussione. Anzi, forse la apre davvero. Perché il tema non è solo un programma sparito dal catalogo. Il tema è il modo in cui raccontiamo i cani in TV e sui social. Li trattiamo come membri della famiglia, ma spesso li filmiamo come problemi da risolvere. Parliamo di amore, ma poi premiamo contenuti in cui la tensione, il ringhio e la correzione diventano spettacolo. Diciamo di volerli capire, ma cerchiamo soluzioni rapide quando la relazione richiede tempo.
Cani da incubo ha avuto vita breve su Prime Video, ma il suo caso resterà. Per Castellano potrebbe diventare una battaglia personale contro il “sistema” cinofilo che lo critica. Per le associazioni, invece, è l’occasione per chiedere più responsabilità nella comunicazione televisiva sugli animali. Per il pubblico, forse, dovrebbe essere un invito a farsi una domanda semplice: vogliamo programmi che ci emozionano in fretta o contenuti che ci aiutano davvero a capire meglio i cani?
La risposta non è comoda. Ma dopo questa polemica, far finta che il problema non esista sarebbe impossibile.
Secondo voi Prime Video ha fatto bene a togliere Cani da incubo dal catalogo o avrebbe dovuto lasciare il pubblico libero di giudicare il metodo di Tommaso Castellano? Scrivetelo nei commenti e diteci da che parte state.










