Gnocco fritto, strutto, Lambrusco – e un 10 che nessuno si aspettava. La prima puntata della terza stagione di Foodish, il programma di Tv8 condotto da Joe Bastianich, ha fatto tappa a Modena con una missione sola: trovare il gnocco fritto più “Foodish” della città. Al fianco di Joe, questa volta, c’era Iva Zanicchi – non una qualunque, ma una reggiana doc, cresciuta a pane e gnoc’, che sul gnocco fritto ha opinioni molto precise. Anche su quello che non vuole.
Le riprese erano state girate a dicembre, sotto la Ghirlandina, e la puntata è andata in onda il 9 marzo 2026. Quattro locali in gara, quattro filosofie diverse, un solo vincitore. Ma prima di arrivare al verdetto, vale la pena ripercorrere la giornata per intero – perché in questa puntata ce n’era per tutti i gusti, nel senso più letterale possibile.
Iva Zanicchi giudice di parte (nel senso migliore)
Iva Zanicchi è nata a Ligonchio, in provincia di Reggio Emilia, e il gnocco fritto per lei non è un piatto da ristorante: è un ricordo di infanzia, qualcosa che faceva la mamma. Questo l’ha resa una giudice spietata nel senso giusto – non severa per partito preso, ma con un punto di riferimento interno chiarissimo, difficile da battere.
Una cosa l’ha dichiarata subito, prima ancora di assaggiare: il gnocco fritto non deve essere rotondo. Una presa di posizione netta, di quelle che dividono le persone. E già da lì si capiva che la giornata sarebbe stata interessante.
Prima tappa: Ristorante Strada Facendo – la merenda contadina
Il viaggio parte dal Ristorante Strada Facendo, una storia importante dentro Modena. Il locale esiste dal 1994, fondato dallo chef Emilio Barbieri – originario di Salvaterra, provincia di Reggio Emilia – e ha tenuto la stella Michelin per dieci anni. Dal 2023 ha trovato casa in un antico mulino in Strada Barchetta, una struttura che risale al 1467, recuperata con cura e aperta sul canale di Freto. Guardare l’argano originale attraverso i lucernari del pavimento mentre si mangia non è un’esperienza da poco.
Qui il gnocco fritto arriva in forma rettangolare – e questo già accontenta Iva – preparato con strutto, acqua e latte secondo la tradizione. Lo servono come merenda contadina, dentro un cestino abbondante: salame, mortadella, frittata della sera prima, uva e una bottiglia di Lambrusco. Un piatto che racconta una storia, quello dei campi e delle pause, quando si mangiava quello che c’era e bastava.
Per Iva era quello che faceva la mamma: voto 8. Joe ha apprezzato in particolare la scelta del latte nell’impasto, una variante non scontata: voto 8 anche per lui. Punteggio alto, clima sereno, ottimo punto di partenza.
Seconda tappa: Bar Tiffany – il 10 che ha deciso tutto
Il Bar Tiffany di via Canalino 58, nel centro storico di Modena, non è un posto qualunque. Lo gestiscono Simone Nocetti e suo padre Massimo da sette anni, ma la storia del locale è lunga e legata al quartiere. Al Tiffany il gnocco fritto esce dalla cucina dal mattino: i clienti lo inzuppano nel cappuccino a colazione, lo mangiano con il crudo a pranzo. Ne friggono circa cento pezzi al giorno. Una decina di anni fa ci aveva fatto tappa Phil Rosenthal durante le riprese di *Somebody Feed Phil* per Netflix – e da allora i turisti stranieri lo cercano per nome.
Per Foodish, il Tiffany ha presentato qualcosa di preciso: gnocco fritto a forma di rombo, fritto nello strutto, servito con prosciutto crudo, marmellata brusca di amarene e qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena. Un gioco di contrasti – il grasso, l’acido, il dolce amaro – che o funziona o non funziona, senza via di mezzo.
Iva lo preferiva senza quegli ingredienti: troppo per i suoi gusti, troppo lontano dall’essenziale. Voto 7. Joe invece ha trovato tutto al suo posto, l’insieme perfetto: voto 10. «La perfezione», ha detto. Ed è stato quel 10 a fare la differenza, a squarciare l’equilibrio tra i locali e a portare il Tiffany alla vittoria finale.
Terza tappa: Bar aperitif Manà – lo gnocco che stupisce
Il Bar Manà è aperto dal 2013 e ha portato in gara qualcosa che non ti aspetti: il gnocco fritto ripieno, con una forma a tortellino. Una scelta coraggiosa, sia esteticamente che tecnicamente. L’impasto contiene strutto – e fin qui niente di strano – ma anche una parte di farina integrale. La frittura è in olio. Il ripieno è composto da crosta di Parmigiano Reggiano e spalla di San Secondo, un salume tipico della bassa parmense, saporito e poco conosciuto al di fuori della zona.
Iva è rimasta sorpresa dalla forma, l’ha trovato delizioso, ha apprezzato la frittura e la cura nel ripieno. Voto 8. Joe ha apprezzato anche lui, ma ha detto chiaramente che per lui era più vicino a un toast che a un gnocco. Il miglior toast che avesse mangiato, certo – ma quella forma chiusa, ripiena, lo portava altrove. Voto 8 pure per lui. Punteggio alto, ma non è bastato.
Quarta tappa: Frigieri – il gnocco tondo che divide
Il Frigieri si trova in Piazza San Francesco d’Assisi, nel centro di Modena. Un ristorante con cucina a vista, pasta fresca fatta ogni giorno, ambiente raccolto e gestione familiare – lo conduce Matteo con pochi tavoli e molta attenzione. La proposta per Foodish era quella che, tra tutte, si è allontanata di più dalle aspettative di Iva: gnocco tondo.
L’impasto era fatto con acqua, olio di oliva, sale e lievito – niente strutto, niente latte. Una scelta quasi ascetica per un prodotto che di solito punta sul grasso come elemento centrale. Lo accompagnavano con prosciutto crudo di Parma stagionato 30 mesi, nient’altro. Una cucina volutamente diretta, senza aggiunte.
Per Iva era perfetto, speciale, proprio per quella pulizia: voto 9, il più alto che abbia dato nella puntata. Per Joe era interessante, ricco di contrasti, gli era piaciuto davvero – ma qualcosa non lo aveva convinto fino in fondo: voto 7. La forma tonda aveva sicuramente pesato sul giudizio di chi, fin dall’inizio, aveva detto la sua su questo punto.
Il verdetto: Bar Tiffany vince con il 10 di Joe
Alla fine, a fare la differenza è stato il 10 di Joe Bastianich al Bar Tiffany. I punteggi erano stati alti per tutti – nessun locale è uscito malconcio da questa puntata – ma quel voto pieno ha spezzato l’equilibrio e incoronato Simone Nocetti e suo padre Massimo come i re del gnocco fritto di Modena, almeno per questa stagione di Foodish.
«Il 10 di Joe è stata un’emozione enorme», ha detto Simone dopo la puntata. «All’inizio eravamo molto agitati, ma alla fine si è rivelata un’esperienza molto piacevole. Con gli altri ristoratori si è creato un clima sereno, ci siamo giocati la gara senza sgambetti.» Il vincitore porta a casa mille euro in gettoni d’oro, attrezzatura professionale e, soprattutto, la targa Foodish da appendere all’ingresso.
Iva ha lasciato la puntata con un 9 dato a Frigieri e un 7 al Tiffany: gusti chiari, nessun compromesso. Proprio come ci si aspetta da chi sul gnocco fritto ha una memoria precisa e non ha nessuna intenzione di tradirla.
Vale la pena andarci?
Se dopo questa puntata ti è venuta voglia di metterti in macchina e raggiungere Modena, la risposta è sì – qualunque dei quattro locali tu scelga. Strada Facendo offre un contesto unico, un mulino del 1467 con una cucina che ha la stella Michelin nel suo passato. Bar Tiffany è aperto dal mattino, in via Canalino 58, e il gnocco fritto esce caldo dalla cucina fin dalla colazione – lo stesso che Phil Rosenthal aveva mangiato davanti alle telecamere di Netflix. Bar Manà è per chi vuole essere sorpreso dalla forma e dagli abbinamenti. Frigieri, in piazza San Francesco, è il posto giusto per chi cerca una cucina diretta, con pochi ingredienti scelti bene.
Su una cosa, però, Iva Zanicchi e Joe Bastianich erano d’accordo: a Modena il gnocco fritto non è un contorno. È il motivo per cui ci si siede a tavola. E questa puntata lo ha dimostrato abbastanza bene.
Hai già in mente qual è il tuo preferito tra i quattro? Scrivilo nei commenti.


