Ricordate Mauro Repetto che ballava negli 883? All’inizio il cantante era lui, poi capì che Max Pezzali aveva qualcosa di speciale
Se siete cresciuti negli anni Novanta, probabilmente ricordate due ragazzi che sembravano non avere nulla in comune con le grandi star della musica italiana. Uno cantava quasi immobile…
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Vedi tutte →Se siete cresciuti negli anni Novanta, probabilmente ricordate due ragazzi che sembravano non avere nulla in comune con le grandi star della musica italiana. Uno cantava quasi immobile davanti al microfono, con gli occhiali e l’aria di un ragazzo timido. L’altro gli saltava intorno senza fermarsi mai, agitando le braccia e improvvisando balletti che nessuno riusciva davvero a comprendere.
Erano Max Pezzali e Mauro Repetto, gli 883.
E oggi, grazie anche alla serie Hanno ucciso l’Uomo Ragno, disponibile su NOW, sappiamo quanto fosse particolare la storia di quei due amici di Pavia.
Ma c’è un dettaglio che molti spettatori potrebbero ignorare: all’inizio, tra i due, era Mauro Repetto a cantare.
Proprio lui, il ragazzo biondo che negli anni del grande successo vedevamo saltare accanto a Max.
A raccontarlo è stato lo stesso Repetto, ricordando come nacque il sodalizio musicale destinato a conquistare un’intera generazione.
Tutto cominciò tra i banchi del liceo Copernico di Pavia, dove Max e Mauro si conobbero alla fine degli anni Ottanta.
Erano molto diversi.
Max era più riservato, riflessivo, appassionato di musica e di cultura americana. Mauro era incontenibile, pieno di idee e convinto che prima o poi sarebbero riusciti a realizzare qualcosa di importante.
Fu proprio l’entusiasmo di Mauro a spingere Max a credere maggiormente nelle proprie capacità.
I due cominciarono a scrivere canzoni insieme, inizialmente in inglese e con influenze hip hop.
Avevano pochissimi strumenti e utilizzavano una cantina come improvvisato studio di registrazione.
Non immaginavano ancora che quelle prove avrebbero portato alla nascita degli 883.
A un certo punto, però, Mauro si rese conto di qualcosa.
Max possedeva una voce particolarmente interessante.
Non aveva bisogno di esibirsi in grandi virtuosismi, ma riusciva a dare alle canzoni una personalità immediatamente riconoscibile.
Repetto raccontò di averlo incoraggiato a cantare, paragonando addirittura la sua voce a quella di Frank Sinatra.
Max, inizialmente, pensò che l’amico lo stesse prendendo in giro.
Ma Mauro era serio.
Era convinto che quella voce funzionasse meglio della propria.
E così cominciò a delinearsi la divisione dei ruoli che avrebbe caratterizzato gli 883: Max al microfono e Mauro libero di muoversi sul palco.
Attenzione, però, perché Repetto ha raccontato anche un’altra parte della storia.
In realtà avrebbe voluto continuare a cantare.
Durante alcune presentazioni della propria autobiografia ha spiegato di non aver avuto il coraggio di parlarne apertamente con Claudio Cecchetto, il produttore che aveva creduto nei due ragazzi.
Con il passare del tempo, inoltre, il dialogo artistico con Max era diventato meno spontaneo.
Mauro non espresse quel desiderio e finì per conservare il ruolo che il pubblico conosceva.
Ma perché proprio quei balletti così strani?
La risposta è divertentissima.
Repetto era appassionato delle coreografie di Janet Jackson e dei videoclip rap americani.
Cercava di imparare i movimenti delle ballerine che vedeva in televisione.
Poi, quando saliva sul palco, dimenticava quasi tutto.
E cominciava a saltare.
Senza una coreografia precisa, senza preoccuparsi troppo dell’eleganza e soprattutto senza vergognarsi.
Il risultato era qualcosa di completamente diverso da ciò che gli spettatori erano abituati a vedere.
Max rimaneva davanti al microfono, mentre Mauro sembrava possedere un’energia inesauribile.
Ed è proprio questa immagine che ha reso gli 883 così riconoscibili.
Ma considerare Repetto soltanto il ballerino del gruppo sarebbe un errore enorme.
Mauro partecipò alla scrittura delle canzoni che portarono gli 883 al successo.
Brani come Hanno ucciso l’Uomo Ragno, Con un deca, Sei un mito e Nord sud ovest est nascevano dall’incontro tra due personalità differenti, capaci di raccontare l’adolescenza e la vita di provincia con un linguaggio semplice e immediato.
E la serie televisiva di Sydney Sibilia riesce a mostrare proprio questo: gli 883 non erano soltanto Max Pezzali con un ragazzo che ballava accanto. Erano due amici che costruivano insieme le proprie canzoni.
In Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883, uscita nel 2024, Max è interpretato da Elia Nuzzolo, mentre Mauro ha il volto di Matteo Oscar Giuggioli.
La serie racconta il loro incontro, le prime canzoni, le difficoltà nel farsi conoscere e l’arrivo del successo.
Uno degli aspetti più riusciti è il modo in cui viene rappresentata la loro amicizia.
Mauro è quello che continua a inseguire opportunità, spesso senza sapere esattamente come raggiungerle.
Max è quello che preferisce riflettere, scrivere e lavorare sulla musica.
Ma nessuno dei due avrebbe probabilmente ottenuto gli stessi risultati senza l’altro.
Ed è impossibile non provare un po’ di nostalgia guardando quei due ragazzi che sognavano di lasciare il segno partendo da una cantina di Pavia.
La storia continua nella nuova serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, disponibile su NOW dal 9 ottobre 2026.
Il secondo capitolo, composto da otto episodi, racconta soprattutto il 1993, l’anno nel quale Max e Mauro raggiunsero un successo straordinario con il loro secondo album.
Ma racconta anche le difficoltà che accompagnano una popolarità arrivata improvvisamente.
Perché, mentre le canzoni conquistavano le classifiche, qualcosa nel rapporto tra i due cominciava a cambiare.
Mauro avvertiva il bisogno di cercare nuove esperienze.
Max desiderava continuare a scrivere canzoni e consolidare il percorso musicale.
Nel 1994 Repetto lasciò gli 883, una decisione che sorprese moltissimi fan.
Non fu semplicemente la storia di un ballerino che abbandonava il gruppo. Era la separazione di due amici che avevano condiviso un sogno.
Repetto partì per gli Stati Uniti, cercando nuove opportunità, e successivamente costruì una vita in Francia, lavorando anche nel mondo dello spettacolo.
Max proseguì invece il percorso degli 883 e poi la carriera da solista, continuando a portare quelle canzoni davanti a migliaia di spettatori.
Oggi, riguardando i vecchi videoclip, è difficile non sorridere davanti ai balletti di Mauro.
Ma dopo aver conosciuto meglio la sua storia, quei movimenti assumono un significato differente.
Dietro quel ragazzo che saltava continuamente c’era anche una delle persone che avevano contribuito a creare alcune delle canzoni più amate degli anni Novanta.
E forse la lezione più bella della loro vicenda è proprio questa: non sempre chi sta davanti al microfono è l’unico responsabile di un successo.
A volte serve qualcuno che abbia il coraggio di credere in un amico prima ancora che quell’amico creda in sé stesso.
Dove vedere la serie sugli 883 in Italia?
La prima stagione, Hanno ucciso l’Uomo Ragno, è disponibile integralmente su NOW, con tutti gli otto episodi. Sempre su NOW e su Sky è possibile seguire Nord Sud Ovest Est, la seconda stagione, con i nuovi episodi distribuiti ogni venerdì.
E voi ricordate Mauro Repetto che ballava accanto a Max Pezzali?
Sapevate che inizialmente era lui a cantare e che aveva incoraggiato Max a prendere il microfono?
Avete visto Hanno ucciso l’Uomo Ragno e state seguendo Nord Sud Ovest Est su NOW? Vi piace il modo in cui viene raccontata l’amicizia tra i due?
E soprattutto, secondo voi gli 883 avrebbero avuto lo stesso successo senza Mauro Repetto?
Raccontateci la vostra opinione nei commenti e diteci anche quale canzone degli 883 vi riporta immediatamente agli anni Novanta. Gli anni, Come mai, Sei un mito, Nord sud ovest est oppure un’altra?
Siamo curiosi di scoprire quale brano è rimasto maggiormente nei ricordi dei lettori di Wonder Channel.










