Met Gala 2018: il rapporto tra la moda e la religione era il tema di quest’anno

Da Rihanna a Sarah Jessica Parker, le star hanno sfoggiato abiti sfarzosi ed eccessivi, nel pieno rispetto della tradizione dell'evento

Si è tenuta nella notte tra l’8 e il 9 maggio l’edizione 2018 del MET GALA, “l’Oscar” della moda.

Come ogni anno, moltissime sono state le star ad aver calcato il celebre red carpet, tanto che si farebbe prima a dire chi mancava (in sostanza Beyoncé e Lady Gaga) piuttosto dei nomi di chi ci ha partecipato.

Il Met Gala e le sua storia

Il Met Gala nasce come evento benefico volto a raccogliere fondi per il Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute ed ogni anno viene proposto un tema diverso: ogni star presente dovrà attenersi al tema proposto indossando le creazioni d’alta moda appositamente create dai più grandi stilisti del Mondo.

Ogni stilista potrà sbizzarrirsi come meglio crede, anzi, un requisito quasi fondamentale per gli abito, è quello di essere sontuosi, brillanti e assolutamente eccessivi e poco importa se si rischia di essere pacchiani, l’importante è stupire o ancora meglio, scandalizzare.

Le creazioni sfoggiate sul red carpet del Met non sono solo vestiti: sono opere d’arte.

Quest’anno il tema assegnato per l’evento è “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination”: il rapporto della moda con la religione.

Star in passerella

Come dicevamo, la parata di stelle che partecipano al Met, è pressoché infinita, possiamo dire che è presente, quasi per intero, l’intero panorama cinematografico e musicale. Star come Beyoncé, Jay Z, Katy Perry, Kate Moss e Rihanna (quest’anno host dell’evento), sono ormai degli habituè.

Anche quest’anno le mise indossate sono state le più svariate.

Madonna in Jean Paul Gaultier ha deluso un po’ tutti con il duo total look nero, le trecce bionde e la veletta: dopotutto questo poteva essere il tema giusto per lei date le passate provocazioni e invece niente: da “Like a prayer” a “La vedova Winchester” è un attimo. Bellissime nei loro strascichi chilometrici Rita Ora (in Prada) e Amal Clooney vestita da Richard Queen (originale la scelta di abbinare allo strascico i pantaloni).

Su tutte però vince l’abito barocco firmato Versace indossato da Blake Lively: un’opera d’arte realizzata in oltre 600 ore di lavoro; per spostare lo strascico la bella attrice è stata aiutata dai membri del suo entourage.

Tra le più eccessive val la pena ricordare Katy Perry, in Versace anche lei, con un mini-dress scintillante e aki d’angelo, Frances McDormand insolitamente modaiola con un abito-scultura Valentino e Sarah Jessica Parker in un D&G tempestato di pietre ed ex-voto. L’attrice in testa ha indossato addirittura una sorta di teca con tanto di presepe napoletano.

Ma la regina della serata è senza dubbio Rihanna, host dell’evento, in un minidress di Galliano e tiara papale, il tutto anche qui, tempestato di pietre.

Degna di nota, la sobria eleganza di Giselle Bundchen in uno splendido Versace dorato.

La moda come forma d’arte

Elencare tutti i presenti al Met di quest’anno sarebbe davvero impossibile, come abbiamo già detto ke due grandi assenti sono state Lady Gaga e Beyoncé (“sostituita” dalla sorella-clone Solange).

Ogni anno l’evento, riservato a 600 sceltissimi invitati, raccoglie migliaia di dollari per il Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute e rappresenta un’occasione imperdibile per gli stilisti, famosi e non, di dare pieno risalto a creazioni particolari ed eccessive che non troverebbero spazio sulle passerelle convenzionali.

 

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Lisa Coraini

Ciao! Io sono Lisa, sono nata a Ferrara nel lontanissimo 1981. Sono la mamma sognatrice di due fanciulli e alla comunissima routine di commessa, contrappongo la straordinaria passione per il cinema: a 3 anni infatti, grazie ai miei nonni metto piede per la prima volta in una sala cinematografica e ne rimango letteralmente folgorata. Steven Spielberg diventa subito il mio regista prediletto. Amo scrivere, viaggiare (meta preferita: la verde Erin) e... La musica! Micheal Jackson, George Michael, Dire Straits e gli U2 sono gli artisti con i quali cresco, ma il mio grande amore sono sempre stati e sempre saranno i grandissimi Queen.

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